Moda: ad Altaroma 'sfilano' in streaming gli allievi dell'Accademia di Belle Arti

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'Private4' per Altaroma il 20 febbraio alle ore 13. In un video le 13 collezioni progettate e realizzate dagli studenti del III anno del corso Culture e tecnologie della moda dell’Accademia di Belle Arti di Roma a disposizione anche on demand sulla piattaforma digitalrunway.altaroma.it, nell'ambito della Settimana della Moda. Il progetto rappresenta l’occasione per mettersi a nudo, guardare dentro di sé, ascoltare le proprie emozioni ed ossessioni, per dare vita a un percorso che porti ognuno, attraverso la passione per la moda, la fascinazione per la manipolazione dei materiali, le lavorazioni dei tessuti, i tagli delle forme, a parlare della propria identità.

Tredici collezioni, interamente progettate e realizzate dagli studenti del terzo anno, in cui è forte il legame con il più profondo sentire di ognuno, con i propri pensieri e la propria interiorità. Tredici collezioni viste, riprese e raccontate dagli occhi del Team Monkeys Video Lab, composto da ex studenti del corso di Arti Multimediali dell’Accademia di Belle Arti di Roma. "Giunto ormai alla IV edizione il progetto nasce innanzitutto dalla volontà di far confrontare gli studenti con una progettazione non solo teorica e di ricerca, ma anche pratica, in modo da consentire loro di mettersi in gioco con i tessuti, con i volumi e con le lavorazioni del tessuto - spiega il curatore Alberto Moretti- Non esiste un tema al quale ispirarsi, l’importante è che si mettano a nudo come creativi, che raccontino il loro immaginario e che facciano la loro proposta che li identifichi".

"Motivo questo che porta gli studenti selezionati a creare delle capsule collections, molto differenti tra di loro per personalità e stile -aggiunge il curatore del progetto - Per poter partecipare all’evento, si deve superare una prima selezione, a cui ne seguono poi altre due, e presentare un portfolio di trenta outfits, il concept della collezione e moodboards di ricerca, schede materiali e colori, disegni tecnici e un outfit realizzato con un piccolo servizio fotografico a supporto della loro idea.

"Hanno più o meno sei mesi -conclude- per creare la loro collezione, composta da cinque outfits finali da presentare, normalmente, in una sfilata che li vede protagonisti. Per questo anno abbiamo realizzato un video con tredici piccole storie che raccontano ogni singola capsule, coadiuvati dal team della Monkeys Video Lab, costituito da ex studenti del corso di Arti Multimediali della nostra Accademia".

Pesante tappezzeria antica rielaborata su denim, camicie trompe l’oeil di ispirazione collegiale, onirici campi verdi e rossi esplodono di colore su un largo abito di cotone bianco come un lenzuolo, dove il tempo sembra disfarsi per la collezione 'Dream' firmata da Federica Oliva. Una collezione come un viaggio disegnativo e metaforico in sé stessi, dove il sé cresce e cambia continuamente così come l'abito, che diventa espressione di uno stato sentimentale e creativo alla ricerca di nuovi mondi, mantenendo la sua purezza.

Giulia Fastellini ha immaginato con 'Antithesis' abiti morbidi e fluenti le cui stampe in Tye-die ripropongono il momento esatto in cui la luce incontra le fronde degli alberi riflettendo la loro ombra sulla superficie, creando un’immagine dal forte contrasto cromatico. Tutto ciò è una rappresentazione grafica di ciò che vediamo, non è reale, è un’interpretazione di ciò che i nostri occhi catturano. Questi giochi di luce e ombra creano un’atmosfera rarefatta e quasi fiabesca, la natura espressa dalla mia collezione vuole apparire effimera, tra gli alberi cerco ispirazione e bellezza, il mio obiettivo è stato quello di essere lieve e rispettosa degli elementi che il mondo ci offre.

"Il mio progetto - spiega - è una sintesi del dualismo intrinseco del nostro essere. Luci e ombre che giorno dopo giorno ci accompagnano, esprimendo i nostri stati d’animo e dando forma al nostro mondo interiore, rendendoci vivi come la natura che ci circonda".

Claudia Locatelli ha immaginato con '/vi-rà-go/Sostantivo femminile' una donna provvista di requisiti di forza fisica, coraggio e risolutezza virili, pur conservando una forte sensualità tipicamente femminile. La collezione nasce dall’analisi della figura della virago e mira a scardinare la stigmatizzazione della sensualità femminile, proponendo delle raffigurazioni decise ma al contempo delicate. Le proposte spaziano tra richiami al mondo mediorientale e la reinterpretazione di capi storici, il tutto corredato da continui riferimenti al misticismo femminile e alla stregoneria.

Ciò che è segreto, celato nel profondo, esercita un fascino a cui è impossibile sfuggire. E' questo il tema prescelto da Arianna Ferrara in 'Nostalgie dans l'intimitè'. La ricerca dell’intimità nel suo défilé, assume i contorni di un viaggio personale e in chi ci osserva genera estrema curiosità, essendo questa, equilibrio tra seduzione e dolcezza. Un complesso vortice emotivo che mescola familiarità, amore, protezione e fisicità. I capi di abbigliamento intimo raccolgono queste sensazioni, visibili solo ai prescelti, che viaggiano sulle ali dei ricordi, anche non vissuti, legati a suggestioni anni ’50 e ’60, che celano il sapore dolceamaro della nostalgia.

Collezione 'divina' immaginata da Francesco Di Donna in 'Renæssence'. "Scoprire in noi un’essenza divina. Sentire forte il richiamo del Dio - spiega il giovane stilista - Obbedire al suo comandamento, uno solo. Palingenesi. Onorare il dio esprimendo la nostra essenza che è la sua. Rinascere è Essere, essere Divin".

Incontrollabili sono gli eventi della vita, i sentimenti. Incontrollabili sono i tessuti della collezione che si divincolano come fluidi. Un fluido che non si adegua passivamente al contenitore. È il contrasto, ma anche l’incontro, labile però, tra volontà di controllo e caos incontrollabile, tra un sé semplice, unito, e parti di sé mobili, o alla deriva, o in fermento. Sono gli abiti immaginati all'interno di un Incontro Labile di Domitilla Damiani.

In un circolo perpetuo dal ritmo sempre più incalzante quale la società odierna, paralizzata dal costrutto della routine, il ‘Rêveur’ (sognatore) trova rifugio in una dimensione onirica al di qua dello schopenhaueriano ‘Velo di Maya’. Il fine ultimo del capo in sé è quello di rappresentare la dualità tra sfera tangibile (realtà) e sfera onirica (sogno), tra bene e male, sacro e profano. Camilla Frasca ha immaginato per la sua collezione 'Ceci est la couleur de mes rêves'

La collezione creata da Ian Ver Lacerna Lorenzo ('Teenager Riot') è ispirata alla New Wave caratterizzato da testi provocatori, antisociali e violenti con forte connotazione politica e anarchica. Una rottura con il perbenismo della società inglese. Il senso comune viene stravolto, l’obbiettivo era scandalizzare, provocare e infastidire. Contaminazione è il concetto chiave della collezione.

I capi caratterizzanti della società maschile vengono scombinati e contaminati attraverso dall’utilizzo della tecnica del Tye die. Le forme vengono sconvolte, destrutturate e ricomposte con elementi 'fuori posto', i capi diventano cosi scomponibili, sinonimo di dualità, divisi tra la ribellione giovanile tipica del genere e la classe agiata con i suoi doppiopetto.

'Les jeunes idéaux' è il tema ispiratore per gli abiti realizzati da Susanna Picchiami. La collezione vuole porre uno sguardo in modo satirico sui giovani mettendo a confronto due generazioni differenti. Quella del 1968 e quella odierna. Dalla prima vengono ripresi quei miti che hanno tracciato un’epoca, mentre dalla seconda emergono incertezza e malleabilità. Entrambe però sono accomunate dall’attenzione per le piccole cose, che caratterizzano l’essere giovane.

'Upset Noise' di Erika Chiaverini è l’incipit di un universo in cui l’abito è contestualizzato all’interno di un periodo storico immaginario, dove le divise convivono con i capi classici e delineano l‘identità dei personaggi. Tutto ciò rappresenta un’interferenza, una distorsione, all’interno della società poiché i protagonisti vivono situazioni ambigue e rifiutano i compartimenti stagni della collettività, in particolare il concetto di genere. La collezione è caratterizzata da righe reinterpretate in maniera sporca, esse sono poste come un’interruzione alla monocromia dell’abito.

Lunghe e fluenti sottovesti nere e rosse accarezzano le punte delle felci che costeggiano un viale nel folto di un bosco dove una congrega di streghe sfila in una processione. Con il capo coperto da grandi cappelli e gli indumenti adornati da file di trecce, ossa di passeri e ricami di lepri e capre è come se indossassero i loro stessi incantesimi, questa è stata la macabra immagine che ha dato origine alla collezione, il 'Sabba' di Leonardo Ferri.

Il richiamo all'abbondanza e allo sfarzo, talmente ricco da sfiorare l'eccesso ma in una forma che riporta alla 'Femme Fatale', affascinante, terribile e ipnotizzante che fa cadere gli uomini ai suoi piedi con il solo scopo di distruggerli. Frange, cady e guanti sono usati come segno di unione tra l’opulenza e la donna seduttrice. E' la donna immaginata da Andrea Mugavero in 'Opulentia'

Ed infine Aurora Promutico. Il suo 'Non-lieux' è un viaggio continuo, una ricerca dell’essere senza successo. Fra la frenesia dei non luoghi uomini e donne perdono la loro identità mescolandosi nell’accelerazione continua della vita ed esigenze, continuando a sperare in un cambiamento che non sempre arriverà.