Moda, 'Anna Cappelli adora i Baustelle', al Teatro Torlonia omaggio a Annibale Ruccello

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In scena al Teatro Torlonia nella capitale il 9 ottobre (ore 18.30) la performance visionaria 'Anna Cappelli adora i Baustelle' liberamente tratta da 'Anna Cappelli' di Annibale Ruccello e dalla discografia dei Baustelle per la regia di Rossano Giuppa con Bianca Nappi, interprete principale, e gli abiti creati per l'occasione dal giovane stilista Italo Marseglia. "Non è una pièce teatrale, nè un live musicale e tantomeno una sfilata - spiega il regista- è semplicemente un esasperato atto d’amore per il teatro, per la musica e per la moda".

'Anna Cappelli' è ultima opera di Annibale Ruccello, talento scomparso prematuramente a soli 30 anni nel 1986, drammaturgo con la passione per le figure femminili estreme. E’ la storia di Anna, dattilografa per necessità, trasferitasi in un piccolo centro e costretta a vivere in uno stanza in affitto. Detesta tutti e tutto, famiglia compresa che ha già dato la sua stanza alla sorella Giuliana.

Il sogno della sua vita sembra realizzarsi nell’amore per il ragioniere Tonino Scarpa, proprietario di una casa con ben dodici stanze, con il quale Anna andrà a convivere. Finalmente tutto è suo, Tonino, la casa, che importa se la discriminano, lei è una donna emancipata che non crede alle convenzioni borghesi. L’abbandono improvviso da parte di Tonino aprono il baratro nella mente di Anna, innescando una voragine senza ritorno di lucida follia.

Lavorando sul testo di Annibale Ruccello le vicissitudini di Anna vanno in scena tra immersioni nel testo e brani dei Baustelle, il gruppo che oggi forse Annibale Ruccello avrebbe amato. Diverse chiavi di lettura e differenti linguaggi interpretativi in una performance in equilibrio dinamico tra prosa, musica, movimenti coreografici e moda fortemente voluta e ideata dal regista Rossano Giuppa e realizzata in stretta collaborazione con la coreografa Laura Talluri, secondo la tecnica del site specific, con un prologo appositamente creato ed allestito nella meravigliosa serra liberty retrostante il teatro.

In scena un congelatore e tante figure che sono le sue ombre, i suoi ricordi, le persone con cui si raffronta nel suo folle monologo. Accanto alla figura di Anna, sapientemente interpretata dall’attrice Bianca Nappi ci sono i suoi familiari, il ragioniere Tonino Scarpa (l’attore e modello Vincenzo Iantorno), la Signora Tavernini, Adele la cameriera, ma soprattutto ci sono i suoi fantasmi in perenne movimento che interagiscono con i suoi pensieri e le sue parole in un sconfinato alternarsi di stati d’animo imbrigliati in camicie di forza che identificano i legami da annodare e da sciogliere.

Seguendo le iperboliche elucubrazioni di Anna, muovendosi tra la dimensione del razionale e dell’irrazionale, lo stilista Italo Marseglia ha voluto ingabbiare Anna, Tonino e le sue vicissitudini in candide camicie bianche, previsione della camicia di forza alla quale è destinata la mente di Anna a suggello di un amore malato ed estremo. Cercando di seguire le psicosi Anna, il designer gioca con la contaminazione di un perverso scenario sado-maso che imbriglia le figure in scena con imbracature fatte di nastri di gros-grain a contrasto che simboleggiano, altresì, il legame indissolubile tra i protagonisti della vicenda.

Gli altri personaggi, sentimentalmente più staccati da Anna, indossano una selezione di abiti dell’archivio Italo Marseglia. Appositamente selezionati per identificare ogni personaggio nella sua folle accezione. Bianco e nero in equilibro, cifra stilistica del designer è il fil rouge di questo medley che veste le figure in scena. Cotone, lane rigenerate, pizzo e tulle sono gli elementi cari ad Italo che si rincorrono stagione dopo stagione e sul palcoscenico finalmente visibili insieme a testimoniare l’identità creativa del brand.

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