Modello Torino per il Pd: riconquista la Mole e tanti elettori M5s

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TURIN, ITALY - 2021/10/05: Stefano Lo Russo, Democratic Party candidate for Mayor of Turin, gestures during a press conference the day after first round of election to choose the new Mayor of Turin. Run-off between Stefano Lo Russo, candidate for centre-left coalition, and Paolo Damilano, candidate for centre-right coalition, will be held on 17 and 18 October. (Photo by Nicolò Campo/LightRocket via Getty Images) (Photo: Nicolò Campo via Getty Images)
TURIN, ITALY - 2021/10/05: Stefano Lo Russo, Democratic Party candidate for Mayor of Turin, gestures during a press conference the day after first round of election to choose the new Mayor of Turin. Run-off between Stefano Lo Russo, candidate for centre-left coalition, and Paolo Damilano, candidate for centre-right coalition, will be held on 17 and 18 October. (Photo by Nicolò Campo/LightRocket via Getty Images) (Photo: Nicolò Campo via Getty Images)

Dopo una pausa durata cinque anni e targata M5s, il centrosinistra si riprende la città di Torino conquistando anche tanti elettori grillini. Stefano Lo Russo vince con quasi venti punti percentuali in più sul candidato di centrodestra Paolo Damilano. Ma a balzare all’occhio è un altro dato. Quello dei votanti assoluti. Se al primo turno il nuovo primo cittadino, professore di Geologia del Politecnico ed ex assessore all’Urbanistica del sindaco Fassino, aveva ottenuto 140 mila voti, oggi ha oltrepassato le 166 mila preferenze. Ben 26 mila voti in più rispetto a due settimane fa. Ciò significa che ha ampliato il suo bacino elettorale. Come? Da capogruppo uscente del Pd ha sempre fatto battaglia all’ex primo cittadino Chiara Appendino, la quale, come Virginia Raggi, non ha fatto alcun endorsement. Eppure, secondo la pancia del Movimento 5 Stelle torinese, i voti a Lo Russo sarebbero arrivati anche dal mondo pentastellato. Non tutti ovviamente, in questi casi non è possibile fare un semplice travaso matematico, ma buona parte delle quasi 29 mila preferenze che la candidata Valentina Sganga aveva ottenuto al primo turno potrebbero essere andate sul candidato di centrosinistra.

Un parlamentare della città della Mole, ben informato, fa notare a taccuini chiusi che in fondo “il nostro elettore ha un’estrazione di centrosinistra. Parlo per Torino, ovviamente. In altre città arriva invece da tutt’altro elettorato. Ma qui la città propende storicamente per il centrosinistra”. Il voto quindi ha riportato il capoluogo piemontese nei canoni tradizionali. E tanto ha pesato in questi anni la delusione che i grillini torinesi hanno vissuto per l’alleanza sul piano nazionale tra M5s e Lega, il partito per eccellenza a favore della Tav, che grazie ai voti degli altri partiti di centrodestra ha approvato l’accordo a favore dell’alta velocità Torino-Lione a fine 2019. Così tanti pentastellati hanno lasciato il partito tornando a sinistra mentre altri, rimasti fedeli, in occasione del ballottaggio non hanno avuto dubbi.

Non può che esserci soddisfazione nel comitato elettorale di Lo Russo dove ad attenderlo c’erano militanti, esponenti di partito e gli ex sindaci Valentino Castellani, Sergio Chiamparino e Piero Fassino, che lo hanno seguito durante tutta la campagna elettorale e che lui ha ringraziato. “Vi prenderò a modello – dice - pur nella vostra specificità, per la vostra capacità di essere persone perbene, per il bene che avete fatto alla città. Spero di essere all’altezza del vostro mandato”.

Un riferimento poi all’alto tasso di astensione, qui come in tutta Italia. Non a caso Lo Russo dice che il suo “primo compito sarà quello di essere inclusivo soprattutto di quanti non sono andati a votare. L’obiettivo sarà quello di cercare di ricucire il rapporto con i cittadini perché fra 5 anni ci siano più torinesi ad andare a votare”.

Lo Russo si dà poi una settimana di tempo per scegliere la sua squadra: “Il 25 ottobre annuncerò la giunta comunale. Il vicesindaco sarà una vicesindaca e la maggioranza degli assessori sarà donna”. E per i primi cento giorni ribadisce che il suo obiettivo sarà “la pacificazione della città”. Con Chiara Appendino si vedrà nei prossimi giorni per il passaggio di consegne: “Il nostro stile – aggiunge - sarà quello di chiedere la collaborazione di tutte le forze dell’opposizione e di non scaricare le responsabilità. Oggi è il momento della costruzione della città”. Costruzione dopo la parentesi grillina che Lo Russo ha sempre contestato ma ora una parte di elettorato ha scelto lui.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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