Il video su Fb prima dello schianto mortale: "Andiamo a 220 km/h"

HuffPost

 L’autostrada vuota scorre nella notte, la velocità è chiaramente folle. E’ buio e piove, e sullo sfondo si sentono due voci alterate. “Stiamo andando a Rovigo, ragazzi, siamo solo ai 200... , fai vedere a quanto andiamo, fagli vedere”. E’ l’ultima testimonianza in vita, in diretta social, di Luigi Visconti, 39 anni, originario di Napoli e Fausto Dal Moro, parrucchiere di 36 anni originario di Padova, entrambi residenti a Reggio Emilia. Il primo guidava la Bmw 320 tre posti, il secondo era al posto del passeggero. Poco prima di schiantarsi e di venire falciati, nei pressi di Modena, Dal Moro ha condiviso su Facebook un video choc, che nel corso della giornata ha raccolto 600 commenti di ogni genere e si è avvicinato alle 150mila visualizzazioni.


“C’è la strada pulita, si va... questa Bmw, questa macchina è un mostro, siamo ai 220”, dicono mostrando il cruscotto e ingrandendo l’inquadratura in un filmato che sembra quasi preso da un videogame. “Ci fermiamo in autogrill? No, ci sta aspettando la droga e il resto”, scherzano e ridono, nei loro ultimi minuti di vita.
I due amici stavano andando a una festa techno in Veneto, ‘Tommorrowland’. Ma il loro viaggio si è interrotto presto, intorno all’una, tra i caselli di Modena Nord e Modena Sud, al chilometro 162. Il conducente ha perso il controllo del mezzo e l’auto è andata a sbattere più volte contro il guardrail di destra e poi contro quello opposto, per poi finire ancora come rimbalzata accanto alla corsia di sorpasso. I due allora sono scesi dalla macchina, forse storditi, e a quel punto sono stati falciati e uccisi da una o più vetture che sopraggiungevano. La dinamica dovrà ancora essere accertata in maniera completa, ma sembra quella più probabile. Gli inquirenti della Polizia Stradale hanno già individuato due auto e interrogato i rispettivi conducenti, per chiarire chi abbia travolto i due.


Decisive ora saranno le perizie sui veicoli. Uno dei due corpi è stato...

Continua a leggere su HuffPost