Modena saluta Mirella Freni, cerimonia in Duomo fra appassionati

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Modena, 12 feb. (askanews) - "'Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date'. Quasi riecheggiando queste parole di Gesù, Mirella Freni ha cantato tante volte, a partire dal suo debutto al Teatro Comunale di Modena, la parte di Micaela dalla Carmen di Bizet: 'quello che mi è stato donato, io ve lo donerò'. E' stata una di quelle rare persone che hanno interpretato la loro esistenza come la restituzione di un dono ricevuto". L'arcivescovo Erio Castellucci ha ricordato con queste parole Mirella Freni nell'omelia delle esequie celebrate in un Duomo gremito di fedeli, appassionati di lirica, ammiratori e autorità per l'ultimo saluto alla grande artista.

La messa è stata preceduta da un corteo funebre partito dal Teatro comunale Luciano Pavarotti che ha percorso la via Emilia.

"Mi ha sempre insegnato che le persone sono tutte uguali e tutte hanno la stessa importanza" ha detto la figlia Micaela Magiera nel saluto finale ricordando l'amore della madre Mirella verso il prossimo e verso i "cuori buoni" come dono più grande da trasmettere.

Erano presenti per il Governo la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Laura Agea, oltre alle autorità locali.

Il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli: "Mirella è stata una grande artista, una grande persona, modenese fino in fonda, il giallo-blu era per lei un riferimento certo, nella sua vita qua come sui palchi di tutto il mondo. È stata anche una grande amica nei momenti di difficoltà o nei momenti di tensione anche personali. Abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto per le sue esperienze di vignola e di Modena e naturalmente, essendo in piena confidenza, aveva sempre il ditino con la brontolata che serviva per dare un segnale che lei era una grande artista e che ovviamente meritava tanta attenzione come c'è stata oggi da tutti i modenesi, credo che questo sia un fatto importante per impegnarci a ricordarla ancora come merita. Ciao Mirella, continueremo ad averti nel cuore".

Le esequie sono state accompagnate dalle voci e dalle musiche della Corale Rossini e degli ex allievi della scuola di canto di Mirella Freni, che hanno eseguito brani di Puccini, Fauré, Bach, Mozart, Franck, Cherubini, Schubert e Perosi.

Alberto Mattioli, giornalista ed esperto di lirica, anche lui modenese, ha dichiarato: "Cinquant'anni di carriera sono innumerevoli. L'artista l'abbiamo già stabilita nella sua dimensione storica che è importantissima: è stata una delle più grandi interpreti del 900. Resta il grande rimpianto per la donna, una donna estremamente seria, molto modenese, con la passione per il lavoro, un lavoro fatto molto bene; estremamente dura ed esigente, soprattutto con se stessa sul lavoro, ma contemporaneamente molto ironica, autoironica, solare, allegra. Secondo me il pubblico ha sempre capito questa sua onestà, onestà artistica e personale nell'essere quello che era".

"I duplicati non funzionano mai, lo si è visto con la Callas. Io credo che la lezione di Mirella Freni a livello artistico sia stata quella di aver capito che il ruolo del cantante era cambiato e che la grandezza del cantante consisteva nel porsi al servizio di progetti interpretativi molto ambiziosi e rivelatori. Non è stata solo una grande Mimì, ma è stata la grande Mimì di Karajan e di Kleiber; non è stata solo la più grande Amelia del signor Boccanegra, ma è stata l'Amelia del signor Boccanegra di Abbado e di Strehler. Questa capacità di porsi al servizio degli autori del teatro e della musica è quello che resterà di Mirella Freni" ha concluso Mattioli.

Per l'ultimo saluto all'artista era presente anche la prima moglie di Luciano Pavarotti, Adua Veroni, amica di una vita; il grande tenore di Mirella Freni fu fratello di latte e compagno sulla scena, sodalizio indimenticabile in particolare nella Bohèeme pucciniana.

"Una grande perdita per il mondo, per Modena in particolare. Sono molto emozionata perché ero una grande amica di Mirella. Si perde un pezzo della propria vita" ha detto Adua Veroni. "Lei non ha mai dimenticato Modena e ha portato il nome di Modena in giro per il mondo. Dobbiamo esserle molto grati".

"Ci siamo anche divertite molto, abbiamo fatto molti viaggi insieme. Nei ricordi di una vita adesso andiamo avanti. È passata un'epoca. Di spettacoli come se ne vedevano allora non se ne vedono più. Poi speriamo che ci sia una risalita anche se non ho tanta fiducia. Speriamo bene" ha concluso.