Modi a Tokyo per esequie “amico Abe”, ma anche per affari

Image from askanews web site
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Roma, 26 set. (askanews) - Tra gli alti dignitari che a Tokyo prenderanno parte alle solenni esequie del defunto ex primo ministro Shinzo Abe, spicca in particolare un leader mondiale: il primo ministro indiano Narendra Modi. Questi, nel volare alla volta di Tokyo, ha voluto sottolineare la sua personale amicizia con Abe, ma nella sua visita c'è anche una base politica oltre che soggettiva.

"Sto recandomi a Tokyo per prendere parte al Funerale di Stato dell'ex primo ministro Shinzo Abe, un caro amico e un grande campione dell'amicizia indo-giapponese", ha scritto su Twitter Modi. "Porterò - ha continuato - le mie condoglianze di cuore al primo ministro Kishida e alla signora Abe a nome di tutti gli indiani. Noi continuereo a lavorare assieme per rafforzare ulteriormente le relazioni, come avrebbe voluto Abe-san".

Quando Modi scrive che Abe è stato un campione dell'amicizia indo-giapponese allude in realtà alla forte spinta data dal defunto ex premier all'asse geopolitico con il subcontinente indiano per affrontare la minaccia della crescente assertività cinese e, in parte, anche le incertezze passate di un possibile minore impegno per la sicurezza nel Pacifico degli Stati uniti.

Lo stesso concetto di regione Indo-Pacifico, che oggi è entrato nel lessico politico globale ed è un asse portante della politica estera Usa nell'Asia, fu introdotto - ricorda oggi il Nikkei Asia - dallo stesso Abe in un discorso al Parlamento indiano nel 2007.

L'accezione in cui Abe utilizzava questa formula era quella di una cornice politica di reciproco supporto tra le democrazie della regione. Musica per le orecchie di Nuova Delhi, che vive un'antica e tuttora forte rivalità con Pechino.

La visita di Modi a Tokyo, oltre a essere un'occasione per onorare l'amico Abe, sarà anche un'opportunità per il primo ministro indiano di affrontare di nuovo con Fumio Kishida, il successore di Abe al Kantei, la questione dei rapporti indo-nipponici in questa cornice.

Abe peraltro aveva - ricorda ancora il Nikkei - un rapoorto con l'India di origine familiare. Il nonno Nobusuke Kishi - anch'egli primo ministro nella seconda parte degli anni '50 del secolo scorso - fu grande sostenitore dei rapporti con l'India e lavorò per destinare al gigante del Subcontinente ingenti aiuti economici.

Lo stesso ex primo ministro assassinato a luglio non solo favorì gli investimenti nipponici in India, come la costruzione del primo treno ad alta velocità, ma iniziò la pratica delle esercitazioni congiunte.

Oggi Tokyo e Nuova Delhi godono di una relazione bilaterale solida, che viene ancor più cementata dai rapporti tesi tra Tokyo e Pechino e tra Nuova Delhi e Pechino. Non è un caso che al summit Sco di Samarcanda, pochi giorni fa, Modi e il presidente cinese Xi Jinping siano tra i pochi leader a non aver avuto un faccia a faccia.

C'è poi un aspetto economico. L'India è il secondo paese più popoloso al mondo e le stime vedono all'orizzonte un sorpasso demografico della Cina. Parliamo di un mercato enorme, al quale il Giappone - terza economia del mondo - guarda con golosità. E d'altronde, l'India è affamata di trasferimenti di tecnologia in tutti i principali settori di rsviluppo. Non solo, vorrebbe sbloccare anche i trasferimenti tecnologici e le joint venture nel settore della difesa, ma quest'ultima attività è vietata dalle leggi giapponesi.

Esistono tuttavia alcune note stonate anche nelle relazioni indo-nipponiche. Una è rappresentata dall'atteggiamento nei confronti della Russia dopo l'invasione dell'Ucraina. Tokyo si è allineata alle sanzioni occidentali, pur con qualche tentennamento iniziale, mentre Nuova Delhi si è rifiutata di condannare l'invasione ed è diventata un importante acquirente per gli idrocarburi russi.

Inoltre, l'India è da lungo tempo cliente di sistemi d'arma russi, che fanno da base all'equipaggiamento delle suo forze armate e rendono complessa l'interoperabilità con le forze di autodifesa giapponesi.