Moige: "A ‘Non è l’Arena’ violata la Carta di Treviso"

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“Durante l'intervista al nonno di Eitan a ‘Non è l'arena’ sono emerse numerose violazioni del Codice media e minori e della Carta di Treviso, il protocollo firmato da Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa italiana e Telefono azzurro con l'intento di disciplinare i rapporti tra informazione e infanzia”. Lo ha dichiarato il Moige attraverso un comunicato, con il quale ha reso noto di aver denunciato al Comitato Media e Minori, e subito segnalata al presidente dell’ordine dei giornalisti, la puntata di ieri della trasmissione condotta su la7 da Massimo Giletti.

“Durante l’intervista di ieri, questi diritti sono stati violati - afferma il Movimento italiano genitori - non è stato garantito e rispettato l'anonimato del minore; oltre a dire chi è e ricordare tutte le vicende che lo hanno coinvolto, è stata mostrata la sua abitazione, la scuola, i vicini, lo stesso nonno... insomma, tutto aiuta a identificare Eitan, la sua famiglia, la sua casa, e i terribili fatti della contesa legale sul suo affidamento’’.

“Lo sfruttamento mediatico intorno a questo bambino e a questa famiglia - ha dichiarato Elisabetta Scala, vicepresidente Moige - viola ogni suo diritto. Viene negata loro quella privacy e quel rispetto che, dopo tanti avvenimenti, dovrebbero essere garantiti. Abbiamo perciò già segnalato questo caso sia al Comitato Media e Minori che al presidente dell’Ordine dei giornalisti, perché intervengano e vengano presi provvedimenti a riguardo, evitando il ripetersi di queste situazioni”.

Richiamando la Carta di Treviso, la Scala indica queste precise previsioni testuali: “Nessun bambino dovrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie o illegali nella sua privacy, né ad illeciti attentati al suo onore e alla sua reputazione; e che le disposizioni che tutelano la riservatezza dei minori si fondano sul presupposto che la rappresentazione dei loro fatti di vita possa arrecare danno alla loro personalità”.

Secondo il protocollo, prosegue, “va garantito l’anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca, anche non aventi rilevanza penale, ma lesivi della sua personalità, come autore, vittima o teste e va altresì evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possano con facilità portare alla sua identificazione, quali le generalità dei genitori, l’indirizzo dell’abitazione o della residenza, la scuola, la parrocchia o il sodalizio frequentati, e qualsiasi altra indicazione o elemento: foto e filmati televisivi non schermati, messaggi e immagini on-line che possano contribuire alla sua individuazione”. “Evidenti e numerose – conclude la vice presidente del Moige - risultano quindi le violazioni verificatesi durante la puntata di ‘Non è l’Arena’ del 17 novembre 2021”.

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