Moldova, al voto tra riformisti e filo-Mosca. Ago della bilancia la diaspora

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Roma, 9 lug. (askanews) - Gli elettori moldavi sono chiamati alle urne domenica per la scelta del nuovo Parlamento nelle elezioni anticipate che potrebbero decidere il futuro del Paese in senso pro-Europeo, o che, se inconclusive, potrebbero prolungare l'impasse politica sotto la forte influenza russa.

Il piccolo Paese di 3,5 milioni di abitanti, il più povero d'Europa, schiacciato tra la Romania e l'Ucraina, si è trascinata negli ultimi anni da una crisi politica all'altra in un limbo tra le aspirazioni europee e le pressioni geopolitiche di Mosca, che occupa con i suoi soldati la regione separatista della Transdnistria.

Un momento di afflato europeo è arrivato con l'elezione della presidente Maia Sandu, apertamente contro Mosca. Ma nonostante la Moldova abbia firmato nel 2014 un accordo per aumentare i legami politici ed economici con Bruxelles, gli scandali per corruzione e le mancanza di riforme hanno bloccato il processo.

Secondo diversi analisti le elezioni di domenica, quindi, potrebbero essere un punto di svolta per il futuro del Paese. Cruciali saranno i centinaia di migliaia di moldavi della dispora che voteranno dall'estero. La Corte suprema moldava, infatti, ha imposto alla Commissione elettorale centrale di aprire 191 seggi per la diaspora come richiesto dal ministero degli Esteri. I giudici dell'Alta corte hanno accusato la Commissione di aver abusato del suo potere negando i seggi. Circa un milione di moldavi vive e lavora all'estero, tra l'Europa, il Nord America e la Russia.

La raccomandazione del ministero degli Esteri per aumentare i seggi disponibili era legata alla registrazione di oltre 100mila moldavi per le votazioni rispetto ai 63mila per le presidenziali di novembre 2020, in cui, poi, votarono in 263mila, un dato record che diede la vittoria a Sandu.

Gli elettori sceglieranno in un panorama molto frammentato, con oltre 20 partiti, ma con soltanto quattro che secondo i sondaggi riempiranno i 101 seggi. La principale battaglia sarà quella tra il partito riformista Di Azione e Solidarietà (PAs) e il blocco filo-Mosca dei Comunisti e dei Socialisti guidati da due ex presidenti.

La presidente Sandu, che ha guidato il blocco riformista, ha detto agli elettori che questa è "la nostra chance di ripulire la classe politica". Sandu ha accelerato sulle elezioni anticipate ad aprile dopo che la Corte suprema aveva abolito lo stato di emergenza imposto contro la pandemia. "Sta a voi decidere quanto velocemente salvare il Paese dalla corruzione e dalla povertà", ha detto ancora la presidente, che ha lavorato alla Banca Mondiale.

Le ultime elezioni politiche nel Paese si sono tenute nel 2019 e hanno condotto a una serie di coalizioni di breve durata e uno stallo di fatto. Sandu ha deciso di sciogliere il Parlamento dopo diversi tentativi di ottenere la fiducia da più premier incaricati.

Igor Dodon, ex presidente sconfitto da Sandu, che guida il blocco filo-russo, ha avvertito sulla possibile instabilità nel Paese se vinceranno i riformisti. "Soltanto noi possiamo mettere fine al caos nel Paese, garantire protezione sociale, ricostruire l'economia, rafforzare lo stato", ha detto Dodon.

Secondo un recente sondaggio il Pas è in vantaggio, ma il risultato finale potrebbe dipendere, come detto, dalla dispora, dove ballano almeno 200mila voti.

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