Molinari (Lega): non abbiamo offerto Palazzo Chigi a Di Maio

Pol-Afe

Roma, 23 ago. (askanews) - "Non è vero che abbiamo offerto Palazzo Chigi, che si siano offerti nomi o persone". Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari a Radio24.

"Noi - ha precisato - siamo andati da Mattarella ribandendo la posizione principale della Lega che è quella di un ritorno alle urne. Nel caso in cui ci fosse una maggioranza 5 stelle-Pd, visto che non rinneghiamo parte del buon lavoro fatto, se quei problemi politici, quei no, quelle persone inadeguate vengono rimosse ci si può rimettere a parlare, ma è un'ipotesi residuale, quella principale è il voto".

Per quanto riguarda il centro destra, "quello che abbiamo detto agli amici del centrodestra è che bisogna lavorare tutti quanti per le elezioni e non subordinare la richiesta di elezioni a un accordo preventivo. Noi chiediamo il voto perché è giusto che si faccia chiarezza dopo questa crisi politica ed è giusto che la prossima manovra venga affrontata da un governo con numeri solidi, legittimata dal voto popolare". Sul futuro della coalizione, Molinari è ottimista: "E' un'esperienza apprezzata dagli italiani, vincente sui territori in quale forma e in quale tipo di coalizione e in quale perimetro, perché Salvini chiaramente non pensa al centrodestra di tre partiti ma vuole inglobare anche forze nuove come Toti e movimenti civici, ma questo lo decideranno i segretari di partito, adesso è prematuro. Ci sono differenze con Forza Italia e con Fratelli d'Italia, per questo bisogna pensare a una coalizione con la Lega al centro, con Salvini leader perché i rapporti di forza sono mutati. Eventualmente sarà un problema di Forza Italia e Fratelli d'Italia adattarsi al programma della Lega".

Riguardo all'Europa, "proprio da lì nasce la crisi - secondo Molinari - perché il 5 stelle in parlamento italiano continuava a tenere delle posizioni eurocritiche: a chiedere meno austerità, a chiedere un'europa più sociale, a contestare il Ppe...salvo poi andare in Europa e votare la Von Der Leyen quindi cambiare atteggiamento e prospettare una legge di bilancio con un deficit sotto il 2% che non ci avrebbe permesso di portare avanti il taglio delle tasse e il rifinanziamento di quota 100".