Molteni contro Lamorgese: "Neanche avvisato di riunione anti-Covid con i prefetti"

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Nicola Molteni (Photo by Simona Granati - Corbis/Getty Images,) (Photo: Simona Granati - Corbis via Corbis via Getty Images,)
Nicola Molteni (Photo by Simona Granati - Corbis/Getty Images,) (Photo: Simona Granati - Corbis via Corbis via Getty Images,)

“Sì sì, ho visto che l’incontro per la stretta dei controlli sul green pass è domani. L’ho saputo dalle agenzie”. A parlare così ad Huffpost non un nome qualsiasi, ma il sottosegretario all’Interno con delega alla sicurezza, Nicola Molteni, della Lega. Non solo non parteciperà al confronto tra la ministra Luciana Lamorgese e i prefetti e le forze dell’ordine, ma non era neanche al corrente dell’appuntamento. Non è stato convocato, evidentemente.

Un’assenza che non passa certo inosservata. E che la dice lunga sulle dinamiche interne a questo eterogeneo governo. “Ci sarà solo la ministra, immagino”, continua, come a rimarcare una certa distanza. Pochi minuti prima, il vertice del dicastero dove siede pure lui annunciava il “massimo sforzo” per verificare la certificazione verde che dal 6 dicembre dovrà essere controllata anche sui mezzi pubblici locali e sui treni regionali. Molteni non entra nel merito del piano, non lo conosce, e pone un altro problema: quello delle risorse per la polizia. Non che la ministra se lo sia dimenticato - “noi abbiamo delle carenze di organico, ricordiamoci che gli organici delle forze di polizia sono state tagliati nel corso degli anni, oggi gli agenti hanno tanti impegni e se fossimo di più sarebbe meglio, ma lavoreremo e faremo dei piani”, ha detto al Foglio - ma il sottosegretario lo sottolinea con più forza, come a voler spostare l’asse della questione. A voler rivendicare una posizione più vicina alla sua Lega che al vertice del ministero dell’Interno. Che tra il Carroccio e Lamorgese non corresse buon sangue non era un mistero. Ma questo episodio è emblematico del clima che si respira tra le stanze del Viminale.

“Alle forze di Polizia - ci dice Molteni - si chiede un impegno straordinario, e allora io chiedo che per loro ci siano risorse straordinarie. Speravamo che già nella manovra passata in Consiglio dei ministri la questione fosse trattata con più incisività, ma così non è stato. Presenteremo in sede di conversione al Senato un pacchetto di emendamenti”. Parla al plurale, perché si riferisce al suo partito. A quella Lega che continua a contestare Lamorgese pur governandoci insieme. “Vorrei ricordare che tutti i giorni gli agenti si occupano dell’ordine pubblico, del contrasto alla criminalità, dello spaccio, della lotta alla mafia. Dal 6 dicembre la polizia sarà chiamata a un ulteriore compito. Ma oltre allo straordinario c’è l’ordinario. E bisognerebbe riconoscerlo”, continua.

Il suo focus è un altro, insomma, rispetto ai controlli sul super green pass: “I poliziotti sono 97mila, 10mila in meno di quanti dovrebbero essere in organico. Da qui al 2030 ne andranno in pensione in 40mila. È il caso di pensarci”. Più che al piano per il controllo del super green pass, Molteni pensa a un altro piano: “Bisognerebbe prevedere più assunzioni, pagare agli agenti gli straordinari e avere più attenzione alla loro tutela legale e assicurativa. Proprio mentre stiamo dando loro un ulteriore impegno, non possiamo fare finta di niente”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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