Molti gli esponenti dell'esecutivo vicini al movimento di don Giussani.

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governo draghi comunione e liberazione
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Il professor Mario Draghi ha sciolto la riserva del suo mandato per la carica di Presidente del Consiglio ed ha comunicato, come da prassi, la lista dei ministri che lo accompagneranno in questa esperienza di governo. Molte le conferme del Conter bis, qualche tecnico, poche donne e un grande ritorno tra le fila dell’esecutivo: quello di Comunione e Liberazione, il movimento cattolico fondato da don Giussani.

Draghi al governo con Comunione e Liberazione

Comunione e Liberazione non è certo presente con il suo simbolo, ma sono diversi gli esponenti del governo che in qualche modo ne hanno fatto parte o hanno dimostrato grande vicinanza al movimento cattolico. Tra questi c’è Marta Cartabia, nuovo ministro della Giustizia ed ex presidente della Corte Costituzionale (la prima donna nella storia di quest’organo), che ha da sempre profonda vicinanza con il mondo cattolico di Comunione e Liberazione.

La guardasigilli non è l’unica ad avere dei punti di contatto con il movimento di don Giussani. C’è anche la nuova ministra dell’Università, Cristina Maria Messa, accostata a Comunione e Liberazione nel periodo nel quale è stata eletta come rettrice della Bicocca. Ai loro raduni hanno poi preso spesso parte anche Giancarlo Giorgetti, ministro per lo Sviluppo economico, Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture, Maria Stella Gelmini, agli Affari generali e Autonomi, e Mara Carfagna nuovo ministro del Sud e della coesione.

Il richiamo a Comunione e Liberazione torna poi anche se si guarda al passato di Mario Draghi e a quell’ormai famoso discorso al meeting di Rimini dove egli stesso parlò di debito buono e debito cattivo. Era il 18 agosto 2020, giornata inaugurale del raduno di Comunione e Liberazione. A commentarlo c’erano Patrizio Bianchi e Renato Brunetta, oggi entrambi ministri dell’Istruzione e della Pubblica Amministrazione.