Molto bene le province autonome, male Lombardia e Sardegna

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Vaccinazione anziani Regioni ritardo
Vaccinazione anziani Regioni ritardo

La vaccinazione contro il covid in Italia ha subito diversi intoppi dopo un’avvio che sembrava essere promettente, con molti ritardi accumulati dovuti alla carenza di dosi per le mancanze della aziende produttrice, alla disorganizzazione locale nei centri di somministrazione e anche ai diversi furbetti che hanno saltato la fila. Tutto questo fa si che in data 22 marzo 2021 siano ancora molti gli anziani che devono essere sottoposti a vaccinazione e questo ha dell’incredibile soprattutto se si pensa che la loro categoria, secondo i piani iniziale, sarebbe dovuta essere protetta entro la fine di marzo, ma il nuovo termine è stato ora fissato ad aprile, se non addirittura a maggio. Numeri alla mano in Italia solo il 14,7% degli over 80 ha ricevuto la seconda dose, mentre meno di un terzo del totale, il 28,2% ha ottenuto la prima. Il resto è in attesa, con le prenotazioni che sono arrivate in alcuni casi fino a giugno. La situazione varia naturalmente da Regione a Regione, con dei territori più virtuosi di altri.

Vaccinazione anziani: le Regioni in ritardo

Stando a quanto riportato dal Report della Fondazione Gimbe, la media nazionale degli ultra ottantenni che hanno ricevuto il vaccino (2 dosi) è del 14,7%. In testa ai territori virtuosi c’è la Provincia autonoma di Bolzano, al 38% degli over 80 che hanno concluso il processo di vaccinazione. Seguono la provincia autonoma di Trento (33,3%), la Basilicata (30,5%), la Campania (23,2%), e il Lazio (22,8%). In coda troviamo invece la Sardegna, con solo 2,8% degli anziani vaccinati, anticipata di poco dalla Toscana (5,3%), dalla Calabria (7,6%) e dalla Puglia (9,01%). Tra i due estremi molte Regioni che oscillano intorno alla media nazionale e sorprende vedere regioni come la Lombardia ferme all’11,1% delle vaccinazioni degli anziani.

Ecco i numeri di tutti i territori: Prov. Bolzano 38%, Prov. Trento 33,3%, Basilicata 30,5%, Campania 23,2%, Lazio 22,8%, Emilia Romagna 21,4%, Valle d’Aosta 21,1%, Friuli 20,3%, Veneto 16,8%, Molise 16,4%, Liguria 15,3%, Marche 14,7%, Umbria 12,4%, Piemonte 12,1%, Sicilia 11,2%, Lombardia 11,1%, Abruzzo 10,4%, Puglia 9,1%, Calabria 7,6%, Toscana 5,3%, Sardegna 2,8%.