Monache di clausura e detenute protagoniste di mostra fotografica

Asa

Milano, 8 gen. (askanews) - Monache di clausura e detenute sono protagoniste di "Un mondo 'dentro'", mostra fotografica di Eliana Gagliardoni in programma dal 9 al 19 gennaio nella sala dell'Antico Oratorio della Basilica di Sant'Ambrogio. Il ricavato della vendita degli scatti sarà devoluto in favore dei detenuti bisognosi del carcere di San Vittore. Per la realizzazione del progetto fotografico, che ha richiesto oltre quattro mesi di lavoro, Gagliardoni ha fotografato le monache di clausura di tre monasteri - due dell'ordine delle Benedettine e uno dell'ordine delle Carmelitane -, per la precisione il Monastero di San Benedetto di Via Bellotti, a Milano, la comunità monastica delle Benedettine dell'abbazia di Viboldone, frazione di San Giuliano Milanese, e il Monastero di Santa Maria del Monte Carmelo di Concenedo, in provincia di Lecco.

Pochissimi fotografi hanno avuto il permesso di entrare in un monastero per fotografare la clausura e, in questo senso, Eliana Gagliardoni è stata forse l'unica ad aver ottenuto questo privilegio grazie alla speciale concessione fattale dal Vicario Episcopale della Diocesi di Milano. Dopo aver ricevuto l'autorizzazione da parte del Ministero di Grazia e Giustizia di Roma, la Gagliardoni è entrata infine anche nel carcere di Bollate, all'interno del quale ha ritratto donne detenute.

"Al di là di alte mura e finestre con sbarre che lo sguardo non può oltrepassare - ha commentato Eliana Gagliardoni - esistono vite, realtà nascoste. Sono vite che incuriosiscono, talvolta insospettiscono o generano opinioni pregiudizievoli. Quante persone, come me, si sono chieste quale sia il senso di una vita da recluse? Monache di clausura e donne detenute: l'accostamento potrebbe sembrare una forzatura, ma la possibilità di una 'crescita interiore', sebbene parta e progredisca in contesti diversissimi e contrapposti, si rivela una grande occasione per entrambe. Si tratta di due mondi apparentemente distinti e lontani, ma invisibilmente connessi da un potente strumento: la Preghiera".