Monaco, migliaia di manifestanti per le strade prima dell'arrivo dei leader G7

Migliaia di manifestanti hanno sfilato in strada a Monaco di Baviera questo sabato, fin dalle ore immediatamente precedenti all'arrivo dei leader dei paesi del G7.

Oltre ai cambiamenti climatici e alla crisi alimentare, sul tavolo dei "sette grandi" c'è la guerra in Ucraina; considerata in un certo senso la madre di tutti i mali, come alla vigilia del meeting ha spiegato il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

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Attivisti per il clima durante una manifestazione prima della riunione del G7 a Monaco, in Germania, sabato 25 giugno 2022 - Martin Meissner/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

"La brutale guerra della Russia contro l'Ucraina sta avendo un impatto anche qui" ha detto Scholz. "Molte cose che compriamo sono diventate più care, il cibo, ma soprattutto i prezzi dell'energia. Ora è importante discutere della situazione e allo stesso tempo preoccuparsi di fermare il cambiamento climatico causato dall'uomo".

Nella mattinata di sabato i manifestanti erano circa 4mila, ma 5 volte tanti se ne attendono durante il vertice, con un dispiegamento di almeno 2mila agenti di polizia. I portavoce della protesta si sono detti assai scettici circa la reale incisività di questo vertice, rispetto a problemi sempre più urgenti.

"Non abbiamo bisogno di belle immagini per gli album fotografici dei capi di governo del G7" ha dichiarato Christoph Bautz, direttore della Ong Campact. "Abbiamo bisogno di decisioni concrete, di politiche completamente diverse. Dobbiamo uscire dal petrolio, dal carbone e dal gas - la guerra contro l'Ucraina ha mostrato molto chiaramente quanto ne siamo dipendenti. E dobbiamo entrare nelle fonti di energia rinnovabili, nell'efficienza energetica. E vogliamo vedere queste decisioni concrete".

Ma il tema più impellente resta probabilmente la crisi alimentare, che già grava sui paesi in via di sviluppo ed è destinata a dilagare anche in quelli a Medio reddito senza un'inversione di rotta. Rispetto alla quale, le scuole di pensiero sono discordi: si parla di lanciare un'alleanza per la sicurezza alimentare, mentre meno gettonata è l'ipotesi di una tassa sui profitti in eccesso realizzati dalla multinazionali durante la pandemia

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