Mondiali, cosa rischiano i calciatori dell’Iran che non hanno cantato l’inno

Soccer Football - FIFA World Cup Qatar 2022 - Group B - England v Iran - Khalifa International Stadium, Doha, Qatar - November 21, 2022 Iran players line up during the national anthems before the match REUTERS/Marko Djurica
Mondiali, cosa rischiano i calciatori dell’Iran che non hanno cantato l’inno REUTERS/Marko Djurica

Hanno deciso di farsi portavoce del malcontento popolare, prendendo una posizione chiara e decisa: ai Mondiali in Qatar i calciatori dell'Iran non hanno cantato l'inno nazionale. Ma quali potrebbero essere i rischi a cui vanno incontro per un gesto simile?

VIDEO - Iran: i giocatori della nazionale di calcio contro il regime

Silenzio, fermi l'uno abbracciato all'altro: così i giocatori della nazionale iraniana hanno manifestato la propria opposizione al regime. Sugli spalti vengono inquadrate donne in lacrime, commosse e orgogliose davanti a una decisione così coraggiosa. Dalla tribuna si vedono anche cartelloni con la scritta "Woman Life Freedom", ma non sono mancati i fischi da parte di alcuni tifosi. In panchina solo un assistente di Queiroz muove le labbra.

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All'indomani di quanto successo, ai giocatori dell'Iran è arrivato il plauso del mondo sportivo e non solo. Tuttavia, il Governo iraniano potrebbe presto prendere provvedimenti. Quali potrebbero essere le conseguenze?

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Prima dei Mondiali si parlava di possibili punizioni esemplari qualora si fossero verificate situazioni simili, a partire dal mancato pagamento da parte della Federazione. Questa, tuttavia, potrebbe essere la decisione più leggera. Lo spiegano alcuni tabloid iraniani, secondo cui non è da escludere una sospensione o la conclusione della carriera in nazionale. Alcuni calciatori meno famosi sarebbero già stati fermati o addirittura incarcerati per aver preso parte alle proteste scoppiate nel Paese all'indomani della morte di Masha Amini, la giovane uccisa dalla polizia iraniana con l'accusa di non aver indossato correttamente l'hijab. I provvedimenti però potrebbero tardare ad arrivare: l'Iran ha ancora match da disputare e si teme che il Governo aspetti il termine del Mondiale per punire i suoi giocatori.

Ai calciatori che giocano in squadre straniere, inoltre, potrebbe essere vietato il rientro in patria, con particolare apprensione verso le proprie famiglie. Tra loro ci sarebbero Mehdi Taremi (FC Porto), Sardar Azmoun (Bayer Leverkusen) e Saman Ghoddos (Brentford FC).