Mondiali, i giocatori dell'Iran non cantano l'inno: ancora proteste contro il regime

Soccer Football - FIFA World Cup Qatar 2022 - Group B - England v Iran - Khalifa International Stadium, Doha, Qatar - November 21, 2022 Iran players line up before the match REUTERS/Hannah Mckay
Mondiali, i giocatori dell'Iran non cantano l'inno: ancora proteste contro il regime REUTERS/Hannah Mckay

Il capitano della nazionale iraniana si è schierato al fianco del popolo in protesta contro il regime e lo stesso ha fatto il resto della squadra decidendo di non cantare l'inno a pochi minuti dal fischio di inizio del match Inghilterra-Iran, la seconda partita dei Mondiali 2022.

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Non solo in Iran: le proteste si spostano in Qatar in occasione dei Mondiali. I manifestanti iraniani si sono fatti sentire già fuori dallo stadio, inneggiando a Masha Amini, la giovane uccisa dalla polizia iraniana con l'accusa di non aver indossato correttamente l'hijab. All'indomani della sua morte, tutto il Paese è in protesta. Le manifestazioni vengono represse con violenza da parte del regime degli ayatollah, causando finora circa 400 morti. Il malcontento del popolo iraniano si sposta ora sul campo da calcio.

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Muti, mani sulle spalle dei compagni e l'inno che riecheggia in tutto lo stadio. Un gesto simbolico di grande valore, che chiaramente fa capire al regime da che parte sta la sua nazionale.

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I giocatori dell'Iran hanno deciso di non cantare l'inno e alcune donne sono state inquadrate in lacrime. In panchina solo un assistente di Queiroz muove le labbra. Tutti gli 11 calciatori schierati al centro del campo sono rimasti in silenzio, mentre dalle tribune si è alzata una bordata di fischi, accompagnati da chi ha esibito il dito medio verso il campo. Tuttavia, non mancano gli oppositori del regime: molti tifosi della selezione asiatica, infatti, hanno esibito striscioni con le parole "Woman Life Freedom".