Mondiali Qatar 2022: "Gay benvenuti, ma evitate baci in pubblico"

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ADELAIDE, AUSTRALIA - OCTOBER 29: Josh Cavallo of the Adelaide United A-League Men's team poses during a portrait session at the Adelaide United Football Club Training Base on October 29, 2021 in Adelaide, Australia. (Photo by Sarah Reed/Getty Images) (Photo: Sarah Reed via Getty Images)
ADELAIDE, AUSTRALIA - OCTOBER 29: Josh Cavallo of the Adelaide United A-League Men's team poses during a portrait session at the Adelaide United Football Club Training Base on October 29, 2021 in Adelaide, Australia. (Photo by Sarah Reed/Getty Images) (Photo: Sarah Reed via Getty Images)

“Josh Cavallo sarebbe il benvenuto in Qatar, nessuno è insicuro da noi. Ma vanno evitate pubbliche manifestazioni d’affetto, che sono disapprovate. È l’unica indicazione da rispettare, per il resto tutti possono vivere la propria vita”. Alle prese con le polemiche per i diritti umani, il comitato organizzatore dei Mondiali Qatar 2022, attraverso il suo direttore esecutivo Nasser al Khater, risponde al calciatore australiano che il mese scorso fece coming out aggiungendo che avrebbe “paura ad andare a giocare” il primo Mondiale in un paese arabo, dove l’omosessualità è potenzialmente punibile con la morte.

Nei giorni scorsi, l’associazione britannica Kick It Out aveva accusato BeIn Sport, l’emittente tv qatariota, di alimentare l’omofobia per aver invitato i calciatori musulmani della Premier League a boicottare l’iniziativa dei lacci arcobaleno in quanto l’omosessualità è “incompatibile” con l’Islam.

Al Khater, intervistato dalla Cnn e dall’Independent, ha parlato della situazione dei diritti in vista del prossimo Mondiale, aggiungendo che “gli omosessuali possono venire in Qatar come qualsiasi altro tifoso - e possono comportarsi come qualsiasi altra persona. Quel che dico, semplicemente, è che dal punto di vista della percezione dell’affettività in pubblico, la nostra è una società conservatrice”.

Secondo la sharia, l’omosessualità è punibile anche con la morte, ma le associazioni che si occupano di diritti umani sottolineano che non ci sono prove di condanne capitali eseguite per questo motivo. I matrimoni gay, le unioni civili e la propaganda sono in ogni caso vietate. “Sappiamo che il Mondiale è un possibile palcoscenico per proteste su questi temi, ma non siamo preoccupati”, ha concluso Al Khater.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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