Mondo Rai/appuntamenti e novità

webinfo@adnkronos.com

Dal Vaticano alla Terra Santa, il significato della Croce e della Resurrezione, al tempo della pandemia e della paura, del dolore e della preghiera globale. Rai Vaticano, venerdì 10 aprile alle 23.30 su Rai1, propone lo “Speciale Venerdì Santo” del programma “Viaggio nella Chiesa di Francesco” di Massimo Milone e Nicola Vicenti. Da piazza San Pietro, dove il Papa farà vivere sul sagrato la via Crucis alla Terra Santa dove i luoghi della Cristianità, come la via Dolorosa al Santo Sepolcro, sono chiusi ai fedeli. Non accadeva dal 1349, dai tempi della peste nera. “Ma sarà ugualmente una Pasqua di Resurrezione, di vita, di speranza”, dice l’Amministratore Apostolico di Terra Santa, Monsignor Luigi Pizzaballa, che ha vissuto l’esperienza della quarantena preventiva, intervistato da Carlo Paris. Ai piedi della Croce, nella sera del silenzio e della meditazione, Rai Vaticano, dopo la via Crucis di Papa Francesco, accompagnerà i servizi televisivi con le immagini del Cristo Velato del Museo Cappella Sansevero di Napoli, opera di Giuseppe Sanmartino, 1753, uno tra i più grandi capolavori della scultura di tutti i tempi, dove bellezza e mistero interrogano e affascinano visitatori da tutto il mondo. E con Paola Coali, le immagini della mostra sulla Passione dei grandi artisti francesi che, proveniente dai Musei Vaticani, è ospitata a Milano nel Museo della Diocesi ed è visitabile in questi giorni sui social media. “Un omaggio a Milano e alla Lombardia. Alla forza, alla tenacia, all’umanità di Istituzioni, medici, infermieri, volontari, lavoratori, gente comune – dice Massimo Milone, Responsabile di Rai Vaticano – con la certezza che in tanti, speriamo presto, possano tornare fisicamente a vedere la mostra”. Tra i servizi proposti nello Speciale Venerdì Santo, in onda su Rai1, le Parole della Passione, vissute nel Pontificato di Papa Francesco, con Filippo Di Giacomo e i grandi temi, i viaggi, gli incontri, i documenti che hanno visto protagonista il Pontefice a sette anni dalla sua elezione, con Nicola Vicenti. Poi, le Parole dal Silenzio. Rai Vaticano, con Costanza Miriano, le ha cercate tra le mura di un antico monastero della Sila calabrese e Martha Michelini le ha raccontate dal casertano, con la storia di Suor Rita Giaretta che lotta, da sempre, contro la tratta delle donne. In questi giorni, con le ragazze salvate dalla strada, ha riconvertito il lavoro tessile di una cooperativa sociale e produce mascherine per la comunità locale. La puntata sarà in replica su Rai Storia sabato 11 aprile alle ore 9.30 e, per l’estero, sui canali di Rai Italia.  

Una testimonianza d’affetto e di solidarietà, un omaggio a Bergamo e a tutta la Lombardia: su Rai3, venerdì 10 aprile alle 21.00, andrà in onda “L’albero degli zoccoli”, il capolavoro di Ermanno Olmi vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 1978 e film simbolo della terra bergamasca. La pellicola sarà preceduta da una presentazione di Massimo Gramellini. In una cascina vicino a Bergamo alla fine del secolo scorso, cinque famiglie di contadini vivono, lavorano, amano, soffrono. Una ragazza sposa uno dei giovani. Il loro viaggio di nozze a Milano è movimentato dalle repressioni, da parte delle truppe di Bava Beccaris, delle manifestazioni popolari. L'albero del titolo è quello che uno dei contadini taglia per fare gli zoccoli per il figlio. Il padrone viene a saperlo e scaccia la famiglia. Con Carlo Rota, Luigi Ornaghi, Francesca Moriggi, Omar Brignoli e Antonio Ferreri. 

Un viaggio verso l’ignoto condotto da un’anima candida: è la trama del film “Il paradiso per davvero”, in onda su Rai2 venerdì 10 aprile alle 23.20. Nel corso di un delicato intervento chirurgico il piccolo Colton Burpo ha vissuto un’esperienza pre-morte: nei mesi successivi comincia a raccontare aneddoti inerenti alla sua esperienza in cielo. Con innocenza infantile ripercorre la sua incredibile avventura, parlando con cognizione anche di fatti avvenuti prima della sua nascita. Il padre Todd e la madre Sonja sono chiamati ad affrontare il significato di quello che è per tutti un evento straordinario e a trovare il coraggio di condividere l'esperienza di Colton.  

Comicità e leggerezza nella prima serata di venerdì 10 aprile su Rai Movie con “C’est la vie - Prendila come viene”, la brillante commedia francese firmata dagli autori di “Quasi Amici”, Olivier Nakache e Éric Toledano. Max, Jean-Pierre Bacri, è un celebre wedding planner parigino e deve organizzare il matrimonio di una coppia pretenziosa e arrogante in un sontuoso castello del XVII secolo. Ad aiutarlo, una squadra di fedelissimi e improbabili addetti al catering: un’organizzatrice sboccata, un cameriere depresso, un fotografo scroccone, un cantante cafone e un’amante che pretende l’esclusiva del suo amore. L’azione si svolge nell’arco di una serata, tra intrighi, fraintendimenti, colpi di scena e tante risate. “C’est la vie” usa e rinnova i dettami della commedia francese, offrendo al pubblico la piacevole scoperta del “vero senso della festa”. Nel cast anche Jean-Paul Rouve, Gilles Lellouche, Vincent Macaigne. 

Una grande pagina sinfonico-corale sacra per celebrare il Venerdì Santo. È la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi nell’interpretazione del direttore italiano Carlo Maria Giulini, scomparso nel 2005, sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che Rai Cultura propone su Rai1 venerdì 10 aprile dopo la Via Crucis a mezzanotte circa. Protagonisti del concerto, registrato all’Auditorium del Lingotto di Torino nel 1998, sono le voci del soprano Maria Dragoni, del mezzosoprano Katya Litting, del tenore Stuart Neill e del basso Peter Mikulas. Il coro è quello dell’Orchestre de Paris. Un momento di raccoglimento e di meditazione nei giorni della Pasqua per gli spettatori di Rai1, attraverso la grande musica. Perché come ebbe a dire lo stesso Giulini: "L’arte è una preghiera. E il far vivere insieme un pezzo di musica su testo sacro è sempre un po’ pregare insieme". Verdi invece, durante la genesi dell’opera scrisse: "Io lavoro alla mia Messa proprio con gran piacere. Mi pare d’esser divenuto un uomo serio, e di non esser più il pagliaccio del pubblico che con un tamburrone e grossa cassa grida 'avanti avanti, venite ecc.'. Voi capirete che ora sentirmi parlare d’opere, la mia coscienza se ne scandalizza, e mi faccio presto il segno della Croce!!!". Sono parole un po’ ironiche e un po’ no, scritte in un momento cruciale dell’itinerario creativo del compositore, quando, culminata la carriera di operista con Aida, inizia un periodo di silenzio destinato a durare sedici anni prima della grande esplosione finale di Otello e Falstaff. Già nel 1868 Verdi concepì il progetto, poi naufragato, di una composizione collettiva in memoria di Gioachino Rossini. La morte di Alessandro Manzoni, che sopraggiunse nel 1873, lo addolorò così profondamente da indurlo a riprendere il lavoro e dedicarlo al poeta, che venerava come un santo. Eseguito per la prima volta dallo stesso Verdi il 22 maggio 1874 nella Basilica di San Marco a Milano, il Requiem è impregnato di una forte carica drammatica, che riflette la linea maestra del teatro verdiano: una grandiosa meditazione sul mistero della morte, che pur sotto il segno della ribellione contro la volontà divina, restituisce all’uomo dignità e consolazione. 

Puntata speciale su Rai Gulp del magazine #Explorers realizzata in questi giorni di quarantena da alcuni dei ragazzi protagonisti delle puntate finora andate in onda. Il giovane percussionista Tommy Miglietta si collegherà da Lecce con i suoi coetanei sparsi per l’Italia per sapere cosa stanno facendo in questo periodo che vede tutti i ragazzi costretti a stare in casa. Nel corso della puntata, che andrà in onda venerdì 10 aprile alle 18 e sarà replicata sabato 11 alle 14.10 (oltre a essere disponibile su RaiPlay), interverranno anche Benedetta Matera, una delle protagoniste della quarta edizione de “Il Collegio”, il coro pop di bambini Filling The Music e Kiara Emanuele. I ragazzi racconteranno come vivono la quarantena e come continuano a coltivare le proprie passioni. Grazie alla rete si scambieranno informazioni, video e suggerimenti, perché anche in un momento così difficile in cui bisogna “stare a casa” è possibile trascorrere il tempo in modo costruttivo e divertirsi. 

Il 18 gennaio 1989 Don Piper finisce con l’auto sotto un camion e viene dichiarato morto dai primi soccorritori arrivati sul posto. Comincia così la storia raccontata dal regista Michael Polish nel film “90 minuti in paradiso”, in onda venerdì 10 aprile alle 21.20 su Rai2. Ispirato all’omonimo romanzo e tratto da una storia vera, il film è interpretato da Kate Bosworth, Hayden Christensen e Hudson Meek. Dopo l’incidente, il corpo di Don rimane sotto un telo per novanta minuti mentre la sua anima, che stava sperimentando l'amore e la felicità come mai prima, sale in Paradiso. Le preghiere di un pastore però generano un miracolo e Don ritorna in vita, distrutto da un lancinante dolore e da un forte tumulto emotivo. Con il sostegno dell'amata Eva, dei loro tre figli e di amici vicini e lontani, Don si aggrapperà alla sua fede in Dio per ricominciare a vivere. 

Prosegue il racconto dedicato all’arte realizzato da “Art Night”, che nell’appuntamento in onda venerdì 10 aprile alle 21.15 su Rai5 (canale 23) approfondisce con due documentari i temi della tutela e della salvaguardia delle opere d’arte nel nostro paese e l’eccellenza raggiunta nel campo. Si comincia con il documentario inedito prodotto da Rai Cultura dal titolo “Furti d’arte”. Al centro del racconto tre storici furti di opere d'arte italiane, che sono la traccia per raccontare come negli anni è evoluta la tecnica e si sono affinati i metodi di indagine nel campo dei furti di opere appartenenti al nostro Patrimonio culturale, che hanno portato l'Italia all’avanguardia nel settore e tra le nazioni più evolute a livello mondiale. Un lavoro che vede coinvolti in un lavoro di squadra Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, magistrati, archeologi e storici dell'arte. Eppure sono ancora tanti i passi da fare, nella protezione del territorio e nei rapporti internazionali. Ma, soprattutto, molto è ancora da fare nella tutela di un Patrimonio che è prima di tutto delle persone. A seguire, “Art Night” propone il documentario “Salvare l'arte” che spiega come, dall'alluvione di Firenze al terremoto del 2016, l'Italia è diventata un'eccellenza mondiale nella salvaguardia del Patrimonio culturale in situazioni di emergenza. 

Gli sceneggiati "Jazz band" (1978) e “Cinema!!!” (1979), scritti da Pupi Avati con Maurizio Costanzo ed entrambi ispirati dalla sua biografia personale: sono i suoi primi due lavori per la Rai che Rai Cultura propone da venerdì 10 aprile alle 22.10 su Rai Storia (canale 54), restaurati in HD, tramite digitalizzazione dei master originali, con un’introduzione dello stesso regista. I ricordi di Pupi Avati toccano prima di tutto le trame dei due sceneggiati: in "Jazz Band", un gruppetto di ragazzi bolognesi che nel 1956 sognano il futuro attraverso la musica jazz e, in "Cinema!!!", le aspirazioni di un ragazzo che sogna Cinecittà nella Bologna degli anni '60. Ma non mancano i ricordi del set, dove la Bologna del 1956 - un anno fatidico per il mondo - e quella del 1964 vengono ricostruite mentre si dipana il ‘77 bolognese, quello del sindaco Zangheri, del DAMS, della morte dello studente Francesco Lo Russo e della "tre giorni dell'autonomia". Epoche, e generazioni giovanili, che si incrociano nei ricordi del regista 82enne. Nel '77, quando Avati avvia le riprese di Jazz Band, sono già dieci anni che fa cinema, un cinema "stravolto, surrealistico e grottesco" - come lo definisce il Radiocorriere raccontando i primi passi produttivi di "Jazz band"- cominciato nell'horror. Con la Rai, invece, approccia a un genere più realista, realizzando un "lungo film fatto di piccole cose", dove si parla di "amicizia", come lo stesso Avati racconta in un articolo del Radiocorriere, scritto da lui medesimo. Nelle introduzioni per Rai Storia, Pupi Avati avrà modo di raccontare il suo rapporto con gli attori, a cominciare da Lino Capolicchio, protagonista dei due sceneggiati, un alter ego dello stesso Pupi Avati, che lo dirige anche nell'apprendimento del clarinetto, per meglio risultare nella recitazione. Avati, infatti, ha fatto parte di formazioni jazz come clarinettista, e in "Jazz band" prende parte alle "jam session" inserite nella colonna sonora.