Mondo Rai/appuntamenti e novità

(Adnkronos) - Torna “TIM Summer Hits'”, lo show musicale dell’estate condotto da Andrea Delogu e Stefano De Martino, in onda domani alle 21.20 su Rai 2 e in simulcast anche su Rai Radio 2 e Radio Italia. Città protagonista di questa nuova tappa, ancora una volta Rimini che, da Piazzale Fellini, a pochi passi dal mare, ospiterà nuovamente il palco del festival musicale dell’estate di Rai 2 con la promessa di far cantare e ballare gli italiani direttamente nelle loro case, insieme ai tormentoni dei più grandi artisti nazionali e internazionali. Ospiti della puntata: Alex, Ana Mena, Matteo Bocelli, Clementino, Emis Killa, Giusy Ferreri, Franco 126 e Loredana Bertè, Gabry Ponte e Lum!x, Rocco Hunt, LDA, Valerio Lundini e I Vazzanikki, Francesca Michielin, Olly, Willie Peyote, Priestess, Francesco Renga, Rkomi, Federico Rossi, Rovere e Chiamamifaro, Silvia Salemi, Bob Sinclar e Nyv, Il Tre, Nina Zilli. Rai Radio 2, con le incursioni dalla Blue Room al palco di Saverio Raimondo, e Radio Italia saranno le radio ufficiali di TIM Summer Hits, per raccontare tutte le emozioni delle serate e anche le curiosità del dietro le quinte. Entrambe trasmetteranno gli appuntamenti in simulcast con Rai 2. TIM Summer Hits sarà disponibile anche in streaming video sul canale tv di Radio 2 su RaiPlay e sarà proposto in differita da Radio Italia TV ogni venerdì sera dalle 21.00 e il sabato mattina dalle 9.00.

Una straordinaria collaborazione musicale che è nella storia dei Concerti dell'Accademia di Santa Cecilia come un evento magico: è il concerto sinfonico del 2012 diretto da Antonio Pappano, alla guida dell’Orchestra Nazionale e del Coro di Santa Cecilia, con Martha Argerich al pianoforte, in onda domani alle 17.35 su Rai 5. Il concerto – con Ciro Visco Maestro del Coro - è tutto nel segno di Robert Schumann in un programma che accosta alcuni dei suoi principali capolavori: Nachtlied per coro e orchestra op. 108; Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54; Sinfonia n. 2 in do maggiore op. 61. Regia tv di Andrea Bevilacqua.

Dopo Georges Bizet e la “Carmen”, Giuseppe Verdi: prosegue con “La traviata” – in onda domani alle 21.20 su Rai 3 – il ciclo di Rai Cultura “La Grande Opera all’Arena di Verona”, con la partecipazione straordinaria di Luca Zingaretti che sottolinea alcuni momenti chiave accompagnando i telespettatori dentro le opere. “La traviata” è proposta nell’allestimento che fu l’ultimo firmato all’Arena da Franco Zeffirelli, autore anche delle scene. Nel cast, Nina Minasyan (Violetta Valéry), Vittorio Grigolo (Alfredo Germont) e Vladimir Stoyanov (Giorgio Germont). Sul podio dell’Orchestra della Fondazione Arena di Verona, Marco Armiliato, con Ulisse Trabacchin maestro del Coro.

Nei giorni dell’anniversario della nascita, Rai Cultura ricorda il giornalista Carlo Mazzarella con tre appuntamenti in onda domani, venerdì 29 e sabato 30 luglio alle 13.00 su Rai Storia. Si comincia con “Cronache romane”, in cui Mazzarella, intervistato da Natalia De Stefano per il Tg3, rievoca la Roma degli anni ‘50 e ‘60, ai tempi de “La Dolce Vita” e di “Hollywood sul Tevere”, lo scenario ideale dei suoi reportage. Venerdì, invece, si ripercorre il primo periodo americano di Carlo Mazzarella che, insieme a Ruggero Orlando, è stato uno dei grandi narratori degli Stati Uniti per la Rai. Nel 1962 realizza una serie di servizi da New York: esplora la “Grande Mela” in lungo e in largo facendosi accompagnare da Ruggero Orlando, dall’amico giornalista Antonio Barolini e dallo scrittore-muratore Pietro Di Donato. Sabato, infine, si chiude ancora in America con due lunghi reportage di Mazzarella - realizzati tra il 1978 e il 1982 - sui mitici “greyhound”, gli enormi pullman con tutti i confort, che percorrono il continente nordamericano da costa a costa. E l’occasione per raccontare gli Stati Uniti del dopo Vietnam, stretti tra crisi energetica e ripresa economica, nel delicato passaggio tra le presidenze del democratico Jimmy Carter e del repubblicano Ronald Reagan.

La presenza russa nel continente africano si declina in molti modi. Il meno conosciuto ha a che fare con gli accordi industriali e finanziari siglati tra le aziende della galassia Wagner e gli Stati in cui il gruppo opera. Dal 2021, Bois Rouge, una società legata al gruppo militare privato Wagner, braccio armato non ufficiale del Cremlino, sfrutta una foresta nella Repubblica Centrafricana (CAR) occidentale, godendo di un trattamento sorprendentemente favorevole da parte delle autorità e talvolta opera in barba alla legge. A “Radio 3 Mondo”, in onda domani alle 11 su Radio 3, Giulia De Luca ne parlerà con Stefano Vergine, giornalista e autore dell’inchiesta su Bois Rouge in CAR per il Fatto Quotidiano.

Unità di tutte le forze antifasciste per la liberazione del paese dal dominio nazifascista. Rinvio della questione istituzionale e della deposizione della Monarchia alla fine della guerra. Formazione di un governo espressione delle forze politiche democratiche. Sono queste le linee politiche essenziali dettate dal leader comunista Palmiro Togliatti - in accordo con l’Unione Sovietica – al suo rientro in Italia dall’esilio, nel marzo del 1944: passano alla storia come “la svolta di Salerno”, un passaggio cruciale per la vita del Paese nell’ultimo anno di guerra e negli anni a venire, accolto a fatica dalle forze politiche antifasciste dell’epoca, a partire dagli esponenti di spicco del Pci. A “Passato e Presente”, in onda domani alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli e il professor Giovanni Sabbatucci parlano della “svolta di Salerno” e delle conseguenze di medio e lungo periodo provocate dalla mossa di Togliatti. La storiografia ha dibattuto a lungo, fino a tempi recenti, per identificare la “paternità” della mossa, tra Togliatti e Stalin, e per capire se la scelta tattica dei leader comunisti, che nell’immediato ha garantito a Togliatti il ruolo di “demiurgo” della vita politica italiana, non abbia finito per ritorcersi contro i suoi fautori, snaturando per sempre il PCI italiano e risvegliando le attenzioni degli Stati Uniti e di Roosevelt per le questioni della nostra politica interna.

Una biografia di Marvin Gaye, raccontata dalla sua stessa voce, con il contributo di amici, collaboratori, famigliari e rare immagini di repertorio. È il documentario “Marvin Gaye. What’s Going On”, in onda domani alle 23.35 su Rai 5. Dagli esordi alla Motown al tormentato rapporto col padre, sino al tragico epilogo, il film narra luci e ombre di uno degli artisti più influenti di sempre. Non è un’esagerazione affermare che Marvin Gaye è stato uno dei pochi artisti che ha saputo incarnare la vera essenza della soul music; musica dell’anima, e nel suo caso, un’anima tormentata. Da un lato, il desiderio di purezza spirituale, e dall’altro, le tentazioni della carne. La sua breve vita, spezzata tragicamente nel giorno del suo 45° compleanno, è stata tormentata dall’estremismo religioso del padre, un predicatore degli Avventisti del Settimo Giorno. Marvin Gaye è stato un modello e uno spartiacque per molti altri artisti, segnando in maniera indelebile la storia del Soul e dell’R&B. Per il suo impegno, le sue lotte contro il sistema e il forte richiamo alle radici della musica afroamericana, da sempre detentrice di una funzione di denuncia dei soprusi e delle ingiustizie, è considerato uno degli artisti più importanti della sua epoca.

Con l’ascesa del Protestantesimo, l’Europa viene catapultata in una sanguinosa guerra. Sul fronte cattolico, la Francia si vede indebolita dalla reggenza di Caterina de’ Medici. La Spagna affronta una rivolta. In Scozia, la regina rischia di perdere il trono per amore. Mentre la protestante Inghilterra soffia sul fuoco, i monarchi europei stentano a conservare il potere. “L’Europa in fiamme” è il terzo episodio de “Per la fede e per il trono” in onda domani alle 21.10 su Rai Storia per la serie “a.C.d.C”, con l’introduzione del professor Alessandro Barbero. A seguire, la quarta puntata, “Nozze di sangue”: la Regina d’Inghilterra teme per la propria vita mentre l’ex Regina di Scozia, imprigionata da sua cugina protestante, pianifica la fuga. Al contempo, il Re di Francia non riesce a evitare un massacro che segnerà la storia delle guerre di religione. L’Europa è in preda a una follia omicida.

"Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere." Parola di Robert Doisneau, protagonista del documentario “Robert Doisneau. La lente delle meraviglie”, di Clémentine Deroudille, in onda domani alle 21.15 su Rai 5 per “Art Night”. Da "Il bacio davanti all'Hotel de Ville" a "Pluie d'été" il suo sguardo e la sua macchina fotografica hanno attraversato tutto il ‘900, perdendosi nell'umanità, nell'arte e nella vita di Parigi e dei suoi abitanti. Il film racconta la vita di Doisneau da giovane ragazzo delle periferie a superstar della fotografia, mostrando tutta la sua determinazione a divenire il più grande “ritrattista della felicità umana”. Un ritratto televisivo, che ripercorre la sua vita con uno sguardo dietro le quinte e nel cuore della sua creatività, raccontato grazie ai materiali del suo archivio personale: lettere, quaderni, provini, immagini, filmati di famiglia e tutto ciò che ha a che fare con la sua storia. Quasi suo malgrado, divenne uno dei fotografi più famosi al mondo, e la sua foto più celebre, “Il bacio dell'Hôtel de Ville”, divenne un simbolo per la città di Parigi. A seguire un documento dalle Teche Rai: “Ritratti. protagonisti della cultura a Milano. Fotografia. Ugo Mulas 1989”, realizzato dalla moglie Antonia Mulas: un ritratto in bianco e nero, un racconto in prima persona del suo lavoro e della sua passione per la fotografia.

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