Mondo Rai/Appuntamenti e novità

(Adnkronos) - Un complice dei trafficanti di droga, un imprenditore in ascesa e le indagini degli agenti dell'Fbi in "Driven - Il caso DeLorean", in onda domani alle 21.20 in prima visione su Rai 3. Il film di Nick Hamm ha nel cast Lee Pace, Judy Greer e Jason Sudeikis. California, primi anni ’80. Jim Hoffman è un pilota di aerei che viene incastrato dalle forze dell’ordine quando si scopre che sta trasportando un carico di cocaina per conto di un boss della malavita. L’Fbi gli concede però una seconda possibilità e lo trasforma in un informatore, creando per lui e la sua famiglia una nuova vita in un ricco sobborgo di San Diego. È qui che Hoffman fa la conoscenza del magnate John DeLorean, all’epoca in procinto di lanciare il primo e unico modello della DeLorean Motor Company: la celebre DMC-12. John e Jim diventano presto molto amici, al punto che DeLorean decide di coinvolgerlo nei suoi affari. Hoffman scopre però che l’FBI sta indagando proprio sull’imprenditore, apparentemente coinvolto nel traffico di cocaina e che il suo compito è dunque quello di avvicinarsi a John per carpire quante più informazioni possibili... Il film è basato sugli eventi realmente accaduti durante la nascita della DeLorean Motor Company, proprietà del genio visionario dei motori John DeLorean. Il folle inventore nel 1976 creò la DMC-12, disegnata da Giorgetto Giugiaro, un veicolo sportivo a due posti con le portiere ad ala di gabbiano che è poi diventato famoso per essere stata l’iconica macchina della saga dei film di "Ritorno al futuro".

Non solo fake news. Quella che viviamo è l’epoca della simulazione. “Falso: la nuova realtà?” è il titolo del nuovo appuntamento con “Codice - La vita è digitale”, la trasmissione condotta da Barbara Carfagna in onda domani alle 23.55 su Rai 1. In Corea, al posto di Chiara Ferragni, spopolano online gli influencer ricreati al computer: persone che non esistono nella realtà, ma corrispondono ai gusti del target prescelto. Dagli avatar del corpo umano al doppio digitale di città, proteine, automobili, tutto oramai è simulato prima di essere testato, comprese le operazioni chirurgiche e le medicine. Anche la carne viene ricreata in laboratorio per essere sempre più simile nel colore e nel sapore a quella di origine animale. Oppure, con gli opportuni software, è possibile ricostruire ambienti e situazioni inserendo attori in una realtà che non esiste. Questo accade perché, secondo molti studiosi e neuroscienziati, il nostro cervello ha una naturale predisposizione a considerare vere quelle informazioni che “sembrano” reali, e i modelli matematici dimostrano che questo è un dato di fatto. E poi, in questi ultimi anni, le intelligenze artificiali vengono utilizzate sia da chi diffonde i falsi, sia da chi ne contrasta la diffusione. Ma a volte, le simulazioni aiutano a capire l’importanza del mondo tangibile, e a volte a comprenderlo. Ma allora qual è oggi il valore della realtà e della verità? Sul canale YouTube della Rai si possono vedere ed ascoltare le interviste integrali in inglese. È possibile rivedere la puntata di Codice sulla piattaforma raiplay.it.

Attori di fama internazionale, grandi interpreti italiani e pellicole in anteprima. Andrà in onda domani alle 23.45 su Rai 2 lo speciale dedicato al Filming Italy Sardegna Festival, ideato e condotto da Tiziana Rocca che si è tenuto dal 9 al 12 giugno al Forte Village di Santa Margherita di Pula, in provincia di Cagliari. Tra film e anteprime assolute, tantissime le star internazionali che hanno calcato il palco della manifestazione: Josh Hartnett, Winston Duke, Naomie Harris, Kabir Bedi, James Franco, Cuba Gooding Jr., Danny Glover, Regina King, Justin Hartley, la duchessa di York Sarah Ferguson e Can Yaman, solo per citarne alcuni. E moltissimi anche gli ospiti in rappresentanza del cinema italiano: oltre alla madrina di questa edizione Donatella Finocchiaro, anche Giulio Scarpati, Veronica Pivetti, Massimo Ghini, Diletta Leotta, Sarah Felberbaum, Filippo Nigro, Giuseppe Zeno, Roberto Farnesi e Daniele Liotti. Tra le esibizioni live on stage, invece, Nina Zilli e Veronica Perseo.

Il Rinaldo di Händel andato in sena per la prima volta in età moderna nella versione napoletana del 1718, alla 44ª edizione del Festival della Valle d’Itria, nel 2018: è il concerto che Rai Cultura propone domani alle 21.15 su Rai 5. Sul podio Fabio Luisi, che dirige La Scintilla, un prestigioso ensemble svizzero, specializzato nel repertorio barocco. Lo spettacolo è affidato alla regia di Giorgio Sangati, allievo di Luca Ronconi, che propone una rilettura “rock” dell’opera. Nella parte en travesti di Rinaldo è impegnata il contralto Teresa Iervolino, in quella di Armida il soprano Carmela Remigio e ancora Loriana Castellano (Almirena), Francesca Ascioti (Argante), Francisco Fernández-Rueda (Goffredo), Dara Savinova (Eustazio), gli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” (Dielli Hoxha, Kim-Lillian Strebel, Ana Victória Pitts) e, per i ruoli buffi di Nesso e Lesbina, Simone Tangolo e Valentina Cardinali, attori provenienti dal Piccolo Teatro di Milano. Le scene sono di Alberto Nonnato, i costumi di Gianluca Sbicca e le luci di Paolo Pollo Rodighiero.

Qual è il destino di Venezia? Un passato glorioso e un presente problematico, ma il futuro rischia di essere quello di una nuova Atlantide? L’interrogativo non è solo attualità: oltre cinquant'anni fa Indro Montanelli realizzò un documentario sulla morte di Venezia, sulla sua decadenza, che suscitò molto scalpore. Fu commissionato dalla Rai che lo trasmise il 12 novembre del 1969. Partendo dal “j'accuse” di Montanelli, in “I mondi di ieri” – in onda domani alle 21.10 su Rai Storia - Edoardo Camurri ne parla con lo storico Gherardo Ortalli, che ha insegnato Storia medievale all'università Ca' Foscari di Venezia, e con la scienziata Jane Da Mosto, da quasi trent'anni veneziana d'adozione e attivista nella difesa della laguna. La storia e il possibile destino di Venezia anticipano in qualche modo quelli di molte zone del mondo: grandi paesi, arcipelaghi da sogno e megalopoli urbane. Venezia è allora il primo banco di prova delle sensibilità ambientaliste e forse del destino non solo dell'arte, ma dell'uomo.

Ogni anno, da oltre 30 anni, alcune delle più grandi “leggende” del soul e del rhythm & blues si esibiscono al Porretta Soul Festival, il festival più prestigioso in Europa dedicato a questa musica. “A Soul Journey”, in onda domani alle 24.50 su Rai 5, è un film - documentario che racconta alcuni aspetti della vita, spesso complicata, di questi artisti e - in particolare - i percorsi artistici, umani ed emotivi che li portano a esibirsi in una piccola cittadina “persa” sulle colline italiane. Contrasti e paradossi di due mondi molto diversi che ogni anno si incontrano di nuovo. Da un lato stelle della musica che hanno suonato migliaia di volte in ogni angolo di mondo e dall’altra una piccola cittadina sull’Appennino tra Bologna e Firenze, nota sin dall’antichità per le sue acque termali che ogni estate si apre ad una nuova vita attirando fan del rhythm & blues da tutta d’Europa per assistere ad un nuovo miracolo musicale.

A pochi mesi dalle elezioni presidenziali in Brasile, la campagna elettorale entra nel vivo con i due principali candidati dei partiti tradizionali: Ignacio Lula da Silva e Jair Bolsonaro. In questa corsa presidenziale, che vede Lula come favorito, c'è uno storico punto di svolta: distinguendosi nettamente dai partiti tradizionali, i movimenti sociali, inclusi quelli dei nativi, si affidano alle donne. Domani alle 11 Giulia De Luca ne parla con Claudileia Lemes Dias, scrittrice italo-brasiliana e collaboratrice di LEFT durante la puntata di "Radio 3 Mondo" in onda su Radio 3. A Panamà intanto le persone sono scese in piazza, dai maestri agli imprenditori, una delle più grandi proteste registrate nel Paese dalla fine della dittatura nel 1989: in trasmissione la voce di Alberto Brunori, rappresentante dell’Ufficio Regionale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani in America Centrale e Caraibi. Le storie dei figli rubati alle madri argentine può sembrare lontana da noi: ma se così non fosse? Oggi questi nipoti rubati e poi ritrovati vivono anche in Europa: chiunque, anche tra i nostri conoscenti, fra i 40 e i 46 anni potrebbe essere figlio di un desaparecido argentino e non saperlo. Nell'ultimo anno un’inchiesta realizzata da La Repubblica, The Guardian e Le Monde ha rintracciato e intervistato queste persone. Ne parlerà Elena Basso, giornalista freelance, membro del Centro di Giornalismo Permanente e coordinatrice dell’inchiesta “DNA, i figli rubati dei desaparecidos”

Settembre 1939. Dopo essere stato artefice del primo affondamento tramite U-Boot della Seconda guerra mondiale, il comandante tedesco Gunther Prien viene improvvisamente richiamato dal suo servizio di pattugliamento e gli viene offerta una missione segreta per colpire la Royal Navy nel suo porto di Scapa Flow. La missione incontra molti ostacoli, ma è un successo. Lo racconta il doc “Missione Royal Navy”, in onda domani alle 22.10 su Rai Storia per il ciclo "Inferno nei mari". A introdurre la puntata, lo storico militare Francesco Zampieri.

La storia dell’umanitarismo internazionale è strettamente legata alla nascita della Croce Rossa e all’opera prestata dalle donne nei campi di battaglia, a partire dalla seconda metà dell’800. A “Passato e Presente”, in onda domani alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli ne parla con la professoressa Silvia Salvatici. Le donne e gli uomini che hanno prima ispirato e poi realizzato la nascita del Comitato internazionale della Croce Rossa hanno contribuito a salvare le vite di milioni di persone, non solo in tempo di guerra ma anche nei tempi di pace funestati da carestie, epidemie, migrazioni forzate. Le Convenzioni stipulate a Ginevra tra Ottocento e Novecento hanno progressivamente esteso le tutele ei diritti inizialmente riservati ai feriti degli eserciti in guerra, ai prigionieri e poi alle popolazioni civili, anche in tempo di pace. In Italia, dove il Comitato della Croce Rossa nasce nel 1864, l’opera del corpo delle infermiere volontarie, note come “crocerossine,” inizia nel 1908 e, a partire dalla Prima Guerra Mondiale, segna una presenza importante delle donne nella sfera pubblica.

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