Mondo Rai/Appuntamenti e novità

(Adnkronos) - Una serata speciale per un compleanno speciale: domani, alle 21.35 su Rai 1, in diretta dagli Studi ‘Fabrizio Frizzi’ di Roma, con la regia di Stefano Vicario, andrà in onda "Domenica In Show", condotto da Mara Venier, che festeggia, nell'occasione, la conclusione della sua tredicesima stagione al timone del contenitore della domenica pomeriggio e i trent'anni di carriera. Tra i tanti ospiti e amici che interverranno in studio e in collegamento, Il Volo, che dopo l’Eurovision Song Contest tornano finalmente insieme per esibirsi in un omaggio all’indimenticabile Ennio Morricone e con la canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2015 ‘Grande amore’; Renzo Arbore, accompagnato dall’orchestra diretta dal maestro Stefano Magnanensi, che canterà uno dei suoi cavalli di battaglia "Io faccio ‘o show", oltre a ricordare alcuni simpatici episodi legati all’ amicizia con Mara e Alessia Marcuzzi, che si esibirà con una canzone ‘a sorpresa’ mentre Gigi D’ Alessio, al pianoforte, canterà alcuni brani ‘a grande richiesta’ dal pubblico in studio. Stefano De Martino, reduce dal successo di ‘Stasera tutto è possibile’, sarà protagonista di alcuni divertenti momenti di gioco affiancato da Francesco Paolantoni e dal bravo imitatore Vincenzo De Lucia, che vestirà i panni di Maria De Filippi, Luciana Littizzetto interverrà in collegamento per commentare con Mara Venier alcuni momenti della serata, mentre il regista Ferzan Ozpetek sarà al tavolo in compagnia dell'attrice Serra Yilmaz e delle altre donne della serata, per un momento conviviale. Infine, ancora spazio alla musica con Ornella Vanoni che canterà "Un sorriso dentro al pianto", scritta per lei da Francesco Gabbani, mentre Shel Shapiro, insieme alla sua band, interpreterà "La leggenda dell'amore eterno".

Nel quarto appuntamento di 'Vitalia – Alle origini della Festa', in onda domani alle 23 su Rai2, Alessandro Giuli ricostruirà il volto e indagherà il nome di una misteriosa divinità venerata a Roma, il cui culto continua a sopravvivere fra i riti di tante feste popolari italiane. Il conduttore inizierà il viaggio da Ostia antica, raccontando di una dea vergine, sposa e madre, divinità dal nome segreto il cui culto era appannaggio di sole donne. La casta e feconda Signora della natura e degli animali, dea dei riti di passaggio femminili e della salute pubblica di Roma: Bona Dea.Proseguirà il viaggio nelle Marche, a Cupra Marittima, sulle tracce di una divinità misteriosa, senza volto e senza nome, Cupra: solo un aggettivo per descriverla, una parola sabina che in latino si traduce con Bona. Del santuario-emporio della dea a Cupra Marittima, il più prestigioso dell’intero litorale adriatico, rimane il mistero della collocazione e un’area cultuale di incontro e scambio tra i Piceni e i popoli che venivano dal mare o dall’Appennino. I Piceni, il popolo che si fece guidare in una Primavera Sacra dal picchio, l’animale che secondo la tradizione, prende il nome da Picus fondatore della città di Albalonga. Picus, il domatore di cavalli, come lo appella Virgilio, padre di quel Fauno che generò Bona Dea. Il conduttore mostrerà le feste popolari legate a questi due animali totemici della cultura picena: a Monterubbiano la festa che rievoca le migrazioni dei Piceni al seguito di Picus, la festa di Sciò la Pica, e a Ripatransone la pirotecnica processione del Cavallo di Fuoco. Incontrerà i geni del luogo che custodiscono la memoria degli antichi segreti legati al fuoco che tempra i metalli. Gli stessi segreti che i Piceni sfruttarono per realizzare degli enigmatici anelloni a nodi ritrovati deposti in sepolture femminili, tra Cupra marittima e Grottammare, posizionati sul pube delle defunte. Forse in segno di devozione alla dea Cupra, alla quale persino l’imperatore Adriano volle legare con solennità il suo nome, come mostra la lapide di epoca imperiale, murata nella chiesa di san Martino a Grottammare. Tornerà infine, Alessandro Giuli, a Roma, per addentrarsi nella città contemporanea: a Trastevere e sul colle Aventino, lì dove la Bona Dea Subsaxana aveva le sue dimore, frequentate soltanto dai collegi sacerdotali femminili che celebravano riti occulti in suo onore e chiudere il cerchio nella Casa delle Vestali, accanto all’invisibile fiamma che garantisce l’eternità di Roma e dell’Italia romana.

Dopo il successo della prima edizione, Maurizio Costanzo e Pino Strabioli tornano a raccontare in modo inconsueto e sorprendente i grandi protagonisti dello spettacolo italiano del Novecento in “Io li conoscevo bene”. Strabioli, raffinato conoscitore di teatro e di spettacolo, stimola i ricordi personali e inediti di Costanzo, che quei grandi personaggi ha “conosciuto bene” e ha frequentato a lungo. Una conversazione appassionante, con ospiti e testimonianze di prima mano, arricchita da preziosi filmati, con l’immancabile contributo dell’archivio di Rai Teche. Nella terza puntata di domani alle 23.15 su Rai 3, si ripercorrono le vicende umane e professionali dell’indimenticabile Walter Chiari.

Nuovo appuntamento con l’amatissima saga di arti marziali, “Ip Man”, in onda domani alle 21.20 su Rai 4 (canale 21). Il quarto spettacolare capitolo è diretto, come i tre precedenti, da Wilson Yip e ancora interpretato da Donnie Yen nel ruolo del celebre maestro di Wing Chun. La pellicola è incentrata sul viaggio a San Francisco di Yip Man, invitato nel 1964 dal suo allievo Bruce Lee, che negli Stati Uniti si sta costruendo una carriera nel mondo delle arti marziali. L’anziano maestro si scontrerà tanto con un diffuso atteggiamento razzista, quanto con la stessa comunità cinese, che non vede di buon occhio il tentativo di Lee di far conoscere le discipline orientali agli occidentali. L’antagonista di turno con cui si batterà il Maestro nel duello finale è Scott Adkins.

Il ritratto di uno dei più prolifici e poliedrici artisti della contemporaneità internazionale: lo propone il doc in prima visione tv “Mimmo Paladino. Il linguaggio dei segni”, in onda domani alle 21.15 su Rai 5 per “Art Night” con Neri Marcorè. Scritto da Nunzio Massimo Nifosì e Layla Bartlett Parry, diretto da Nunzio Massimo Nifosì e prodotto da Laboratorio, in associazione con Luce Cinecittà e in collaborazione con Rai Cultura, il documentario racconta il “padre” di un’arte eclettica e multilinguistica, che spazia dalla pittura alla scultura, dal cinema al teatro, dall’opera grafica alla fotografia. Paladino pratica quello che Achille Bonito Oliva ha definito nomadismo culturale, ovvero la libertà propria di quegli artisti che si muovono incessantemente da un territorio stilistico all’altro. Con la pubblicazione nel 1980 de La Transavanguardia Italiana di Bonito Oliva, Paladino viene incluso tra quegli artisti che, in risposta a movimenti quali la Minimal e Conceptual Art, riprendono in mano il pennello e segnano un ritorno ai moduli artistici tradizionali. Il suo dipinto del 1977 “Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro” viene considerato oggi dalla critica il quadro simbolo del ritorno alla pittura. I numerosi viaggi nel Sud America lo portano a interessarsi alla cultura locale permeata da un animismo primitivo di cui la sua pittura porta l’eco e nel corso della sua carriera sperimenta le tecniche più disparate, dall’incisione al collage, dal mosaico all’encausto: l’elemento costante è un immaginario fantastico e metaforico, ricco di figure allegoriche, segni geometrici, arcaica sacralità, maschere, teschi, animali. Mimmo Paladino si conferma uno degli artisti contemporanei più riconosciuti a livello internazionale perché il suo segno parla una lingua comune a tutti, perché il simbolo è “la scheggia che custodisce l’anima di ogni creazione”. Il film, oltre al racconto in prima persona dell’artista, propone anche importanti testimonianze: da Mario Martone a Michelangelo Pistoletto, a Germano Celant in una delle ultime interviste rilasciate prima della sua scomparsa. A seguire, “Art Night” propone il documentario delle Teche Rai “Il gioco delle mura” di Nico Garrone, dedicata alla mostra del 1982 “Avanguardia Transavanguardia 1968-1977”, curata da Achille Bonito Oliva. Al ’68, momento di massima mobilitazione dell’arte e della cultura, corrisponde l’Avanguardia; il decennio che segue, fino al ’77, fa emergere una profonda crisi dei modelli e dei valori che porta ad un nuovo modello di comportamento culturale, quello che Bonito Oliva battezza appunto Transavanguardia.

La seconda serata del venerdì su Rai Premium (canale 25 del digitale terrestre) è con Diego Dalla Palma e il suo “Uniche”, il programma brand entertainment, in prima visione assoluta, giunto alla sua sesta edizione, in onda alle 23.20. Diego Dalla Palma sta incontrando in queste nuove puntate alcune protagoniste del mondo dello spettacolo e della cultura italiana. Nell'atmosfera intima creata dal conduttore in studio, l’ospite riscopre sé stessa attraverso il racconto della propria storia personale. Racconti e confidenze, conversazioni sincere e appassionate, per un viaggio nell’anima e nelle paure di una donna eccezionale. Al centro della puntata del 27 maggio Paola Concia. All'interno della puntata, Diego Dalla Palma sarà accompagnato da brillanti esperti di beauty, stile e bellezza che interverranno, ispirati alle e dalla protagonista di puntata, con preziosi consigli sull’immagine, sulla cosmesi e sulla cura di sé. La nuova stagione di Uniche è disponibile sulla piattaforma di RaiPlay all’indirizzo https://www.raiplay.it/programmi/uniche

Un viaggio tra i segreti di una delle compagnie di danza più importanti al mondo. Dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno con “Corpo di Ballo”, da domani 27 maggio su RaiPlay è disponibile “Giselle”, il film documentario che racconta il dietro le quinte degli artisti del Teatro alla Scala di Milano, nella stagione teatrale 2020/2021, la più difficile della sua storia. Prodotto da PanamaFilm, in collaborazione con Il Teatro alla Scala di Milano ed Intesa Sanpaolo, il lungometraggio prende il via dalla riapertura della Scala, a settembre 2020, dopo la chiusura forzata dovuta alla pandemia. I protagonisti sono i ballerini del Corpo di Ballo della Scala, insieme ai loro maitre e a tutto il personale, uniti nello sforzo di portare in scena il balletto “Giselle” mentre, settimana dopo settimana, cresce il numero di contagi e decessi e il Paese si trova ad affrontare la cosiddetta seconda ondata. Fra prove in sala e sul palco, speranze, errori, litigi, amori, amicizie, sacrifici e delusioni, il film segue la vita di alcuni fra i più importanti ballerini ed ex ballerini del mondo: da Frédéric Olivieri a Manuel Legris, i due direttori del Corpo di Ballo che si sono avvicendati nel corso dell’anno; da Laura Contardi a Massimo Murru, i maitre; da Nicoletta Manni a Virna Toppi, da Martina Arduino a Claudio Coviello, da Timofej Andrijachenko a Vittoria Valerio e Nicola Del Freo, etoile che sul palco hanno portato l’anima oltre alla padronanza tecnica, strappando al pubblico applausi infiniti. La pellicola vede la partecipazione straordinaria di Carla Fracci, presente per una Masterclass poche settimane prima di lasciare un grande vuoto nel mondo della danza. Ma “Giselle” non è solo un racconto di ballerini, è anche un viaggio fra i segreti del più importante Teatro italiano, del collettivo di lavoratori che lo animano e di tutto un comparto che ha resistito, tra mille ostacoli e difficoltà, all’attacco del virus. Attraverso le immagini lo spettatore scopre la storia del balletto “Giselle” (ideato da Theophile Gautier e musicato da Adolphe Charles Adam nel 1841), si muove nei corridoi e dietro le quinte del Teatro alla Scala di Milano, ammira l’opera di artisti, artigiani e operai che realizzano le magnifiche scene di uno spettacolo e si affaccia nel lato privato di alcune fra le più grandi stelle della danza contemporanea. Regia e sceneggiatura sono di Riccardo Brun, Annalisa Mutariello, Paolo Rossetti, Francesco Siciliano.

Diretto dalla regista e produttrice Mimi Leder, “Una giusta causa” – in onda domani alle 21.10 su Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) - racconta le vicende di Ruth Bader Ginsburg, che nel 1956 fu una delle prime donne ad entrare al corso di legge ad Harvard, riscontrando però difficoltà, in quanto donna, nel trovare lavoro negli studi legali. Con l’appoggio di Dorothy Kenyon, avvocato progressista, Ruth dà il via a un processo per discriminazione di genere e la vittoria di quest’ultimo la porta a diventare un vero e proprio simbolo nella lotta per la parità di genere. Ruth Bader Ginsburg diviene anche la seconda donna a ricevere la nomina di Giudice della Corte Costituzionale. Nel cast Felicity Jones e Armie Hammer.

L’esperienza brutale del fronte straniero: il freddo, la prigionia, la liberazione. In “I mondi di ieri” – in onda domani alle 21.10 su Rai Storia - Edoardo Camurri, con gli storici Elena Aga Rossi e Umberto Gentiloni, ripercorre la Seconda Guerra Mondiale in particolare attraverso il ritorno a casa dei soldati italiani che furono mandati a combattere in Russia, in Grecia, in Albania, in Africa. in studio Un racconto arricchito dalle interviste ai reduci di guerra che Alessandro Blasetti realizzò nel 1962 per uno storico documentario, “La lunga strada del ritorno”: testimonianze straordinarie che mostrano il volto privato e sofferto di quel conflitto tragico.

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