Mondo Rai /Appuntamenti e novità

(Adnkronos) - Domani su Rai1 in prima serata la seconda semifinale di Eurovision Song Contest, in programma domani al Palaolimpico di Torino, sarà aperta da una speciale performance di Alessandro Cattelan e vedrà le esibizioni di altri 18 Paesi in gara. Ad aprire la competizione canora sarà la Finlandia mentre chiuderà la Repubblica Ceca. Attese le esibizioni di Achille Lauro per San Marino e di Emma Muscat (ex concorrente di 'Amici') per Malta.

Domani su Rai2 alle 23,20 'Anni Venti'. Una finestra sulla società e la cultura italiana. Reportage ed inchieste sul mondo della comunicazione e del web realizzati con la scanzonata ironia tipica del mondo dei social. Conduce Francesca Parisella. In studio Alessandro Giuli, Daniele Piervincenzi. Un programma di Francesca Di Rocco, Giulia Foschini, Alessandro Giuli, Francesca Parisella, Daniele Piervincenzi, Simone Pinelli Scenografia Flamina Suri. Direttore della fotografia Mauro Meta. Direttore di produzione Marco Zeppa. A cura di Federico Palmieri. Produttore esecutivo Titta Santoro. Regia di Francesco Ebner.

Per la Giornata in memoria delle vittime del terrorismo Rai 3 ripropone, domani alle 23.00, lo speciale “Una mattina d’agosto” realizzato in occasione dei quarant’anni della strage di Bologna. Dalla stazione, teatro della strage più drammatica del nostro dopoguerra, lo speciale ripercorre le storie di alcune delle vittime, la lunga vicenda giudiziaria, la scoperta di uno stato nello stato che ha condizionato il nostro recente passato e la grande risposta democratica della città e del Paese. Ospiti, testimonianze, le impressionanti immagini di repertorio e il racconto di Franco Di Mare per realizzare quello che, da oltre quarant’anni, è l’impegno a non dimenticare e a non accettare una verità ancora incompleta, anche se la recente condanna all’ergastolo di Paolo Bellini per concorso nella strage, ha contribuito a portare un po’ più di luce in una delle indagini più difficili della nostra storia giudiziaria. Fra i molti ospiti, Romano Prodi, Paolo Bolognesi, presidente Associazione 2 agosto 1980, il giudice Vito Zincani, lo scrittore Daniele Biacchessi e Alberto Guidetti de Lo Stato Sociale.

I giovedì di Rai4 (canale 21 del digitale terrestre) si tingono di giallo con gli episodi della serie crime-poliziesca “CSI: Vegas”, spin-off e allo stesso tempo sequel della serie cult "Csi - Scena del crimine". Le puntate andranno in onda da domani alle 21.20. William Petersen e Jorja Fox vestono nuovamente i panni dell’entomologo forense Gil Grissom e della scienziata forense Sara Sidle. Entrambi tornano nella città in cui tutto ha avuto inizio: Las Vegas. Un’infida minaccia potrebbe far crollare tutto il dipartimento di polizia scientifica della città del Nevada, rischiando di mettere in libertà centinaia di criminali catturati con fatica nel corso degli anni. Di fronte a questa terrificante possibilità, una nuova squadra di investigatori, con a capo Maxine Roby, si unisce agli agenti più esperti per preservare e servire la giustizia, grazie anche alle più recenti tecniche forensi e strumenti all'avanguradia. Con i suoi trecentotrentasette episodi andati in onda nel corso di quindici anni, "Csi - Scena del crimine" è stata una delle serie poliziesche più amate del terzo millennio, pioniere nella ridefinizione estetica e narrativa del genere crime. A sei anni di distanza dalla conclusione della serie madre, che ha generato tre spin-off, i produttori storici (tra cui Jerry Bruckheimer di "Pirati dei Caraibi", "Bad Boys" e "Top Gun") hanno deciso che i tempi erano maturi per rilanciare il "franchise" ripartendo proprio dalla Città del Vizio, Las Vegas, che aveva dato i natali alla serie. Per una giusta riuscita era però fondamentale il ritorno dei personaggi originali, quelli che hanno contribuito a creare il mito di CSI. Oltre agli agenti Grissom e Sidle, tornano come guest star anche David Hodges e Jim Brass, interpretati ancora una volta da Wallace Langham e Paul Guilfoyle. A loro si unisce uno stuolo di new entries capeggiate da Paula Newsome, che interpreta Maxine Roby, scienziata di alto livello, leader nel campo della genetica nonché madre single che sta lottando per gestire la dipendenza da oppioidi del figlio. Al suo fianco ci sono Matt Lauria, Mel Rodriguez e Mandeep Dhillon, che interpretano rispettivamente l’investigatore di terzo livello Josh Folsom, il capo di medicina legale Hugo Ramirez e l’investigatrice di secondo livello Allie Rajan, emigrata negli Stati Uniti per perseguire il suo sogno di diventare una Csi.

E' un “terzetto” di compositori tutto italiano - formato da Puccini, Ponchielli e De Sabata - il protagonista del concerto dell'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia diretto da Sir Antonio Pappano, che Rai Cultura propone in prima tv domani alle 21.15 su Rai 5. Apre il programma la Messa di Gloria per soli, coro e orchestra, composta dal giovane Giacomo Puccini nel 1880 al termine del suo periodo di studi a Lucca, e riscoperta soltanto negli anni Cinquanta dello scorso secolo. La partitura, in seguito, fu fonte di alcuni autoimprestiti, poiché Puccini riutilizzò i temi dell’Agnus Dei e del Kyrie rispettivamente in Manon Lescaut e in Edgar. Antonio Pappano, che nel 2001 ha inciso la composizione su disco, nell’occasione è affiancato da due grandi voci come quelle del tenore Luciano Ganci del baritono Mattia Olivieri. Seguirà l’Elegia per grande orchestra di AmilcarePonchielli, alla prima esecuzione nei cartelloni di Santa Cecilia. L’Elegia, riscoperta alla fine degli anni Settanta del Novecento, è stata diretta per la prima volta da Riccardo Muti nel 1980 a Filadelfia, e il musicologo tedesco Anselm Gerhard l’ha definita “tra i brani per orchestra più straordinari della produzione italiana dell’ultimo quarto del XIX secolo”. Probabilmente fu composta dopo il 1879 per un’occasione commemorativa, forse addirittura per la commemorazione della morte di Richard Wagner (1883) che Ponchielli ammirava in modo particolare, e il cui “nuovo stile germanico” balugina in alcune battute di questa breve composizione di sole 141 battute. In chiusura di concerto, a centotrenta anni dalla nascita del direttore e compositore triestino Victor De Sabata (1892-1967), l’Orchestra di Santa Cecilia interpreta il suo primo poema sinfonico Juventus, composto nel 1919 e diretto dallo stesso autore proprio a Santa Cecilia nel 1921 e nel 1928.

Da società agricola a superpotenza industriale. Succede al Regno Unito che, dall'epoca della nascita della regina Vittoria, nel 1819, si trasforma, nell’arco di pochi decenni, in un impero globale. “L'impero della Regina Vittoria”, il ciclo in quattro episodi introdotto dal professor Alessandro Barbero e in onda da domani alle 22.10 su Rai Storia, racconta la storia di questo periodo straordinario e tratteggia il ritratto di una regina affascinante che governò su oltre un quinto della popolazione mondiale. In primo piano le vicende di figure influenti che avrebbero modellato il sistema imperiale britannico: Gladstone, Disraeli, Livingstone, Rhodes e il Principe Alberto, marito di Vittoria. Questi personaggi - alcuni spinti da ambizione, altri da desiderio di profitto, e altri ancora da passione o da nobili ideali - avrebbero determinato un’espansione senza pari nella storia, trasformando per sempre il Regno Unito e i suoi territori. Resoconti personali tratti da diari, ricostruzioni filmate sia in Inghilterra sia negli ex avamposti dell'Impero, tra cui India e Africa, raccontano il drammatico scontro di personalità e di culture che avrebbero segnato per ben sesssantaquattro anni il regno della regina Vittoria.

Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) propone, domani in prima serata, alle 21.10, “Runner Runner”, un thriller diretto da Brad Furman con Ben Affleck, Justin Timberlake e Gemma Arterton. Richie Furts, studente a Princeton, crede di essere stato truffato e si reca in Costa Rica per confrontarsi con Ivan Block, potente magnate del gioco d'azzardo on line. Dopo essere stato sedotto dalle promesse di immensa ricchezza di Block, Richie scopre l'inquietante verità che si nasconde dietro al suo benefattore. Quando poi l'Fbi cercherà di convincerlo a collaborare per fermare le attività illecite di Block, Richie dovrà affrontare la più grande scommessa della sua vita.

Da Sibelius a Britten È dedicato alla musica ispirata all’acqua, con Le Oceanidi di Jean Sibelius e i Quattro interludi marini di Britten, il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in diretta domani alle 20.30 su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura dall’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Sul podio torna Juraj Valčuha, già Direttore principale della compagine Rai dal 2009 al 2016 e attuale Direttore musicale del Teatro San Carlo di Napoli. Valčuha è anche Primo Direttore Ospite della Konzerthausorchester di Berlino e Direttore Musicale designato della Houston Symphony Orchestra, in Texas. Il concerto si apre con la prima esecuzione Rai a Torino del Poema sinfonico op. 73 Aallottaret (Le Oceanidi), commissionato nel 1913 a Jean Sibelius per il Norfolk Music Festival, negli Stati Uniti. Il lavoro – un chiaro richiamo alle Oceanidi della mitologia greca: le figlie di Oceano associate all’acqua in tutte le sue forme – fu eseguito per la prima volta nel 1914 con l’autore stesso sul podio di un’orchestra composta per l’occasione da musicisti della New York Philharmonic, della Boston Symphony e della Metropolitan Opera. Si prosegue con i Four Sea Interludes (Quattro interludi marini) tratti dal capolavoro di Benjamin Britten Peter Grimes, rappresentato per la prima volta al Sadler’s Wells Theater di Londra nel 1945. Ispirati ai suoni e ai colori della città natale del compositore, Lowestoft, sulla costa orientale dell’Inghilterra, i quattro intermezzi orchestrali ebbero presto una vita propria, diventando probabilmente anche più popolari dell’opera stessa. Nella seconda parte del programma cambiano le atmosfere, e Valčuha propone due capolavori dai contenuti espressivi estremi. Si inizia con la Suite da concerto tratta dalla pantomima in un atto “Il mandarino miracoloso” di Béla Bartók, tra gli esiti più alti del suo periodo espressionista e “La valse” di Maurice Ravel, pagina nata tra il 1919 e il 1920, quando l’Europa provava a riemergere dalle macerie della Grande Guerra.

La sola costante nella complessa storia dei Fleetwood Mac è il cambiamento; quattordici line-up diversi dalla seconda metà degli anni Sessanta a oggi. Perno della band, la sezione ritmica di Mick Fleetwood e John McVie, da cui il gruppo prende il nome. “Their Own Way”, in onda domani alle 23.00 su Rai 5, racconta una delle band unica e tra quelle di maggior successo della storia. Nonostante numerosi ostacoli e incidenti di percorso, i Fleetwood Mac sono riusciti a riempire arene e stadi in tutto il mondo, a produrre album che hanno fatto storia e sono entrati a pieno merito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1998. La loro storia è un romanzo avventuroso, fatto di amori, tradimenti, litigi, vicende rocambolesche e brusche rotture. Da questo ciclone quarantennale resta la magia intatta dei loro capolavori “Dreams”, “Go Your Own Way”, “The Chain”. Nessuna band è mai riuscita a reinventarsi e risorgere dalle proprie ceneri così come hanno saputo fare i Fleetwood Mac.

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