Mondo Rai/Appuntamenti e novità

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Torna 'Don Matteo 12', il prete detective più amato in tv giovedì 27 febbraio alle 21.25 su Rai1, con Terence Hill, Nino Frassica, Maria Chiara Giannetta, Maurizio Lastrico, Nathalie Guettà, Francesco Scali, Pamela Villoresi, e la partecipazione dei The Jackal. Per Ines è arrivato il momento di conoscere suo padre. E dopo qualche fallimentare tentativo, sembra che Ines e Sergio possano davvero diventare una famiglia, grazie soprattutto all’aiuto di Anna, sempre più in sintonia con Sergio. In Caserma, i nostri devono risolvere un caso che coinvolge Sara Santonastasi, il nuovo capo procuratore e un uomo uscito dal suo passato. Nino, intanto, deluso per una mancata promozione e offeso dal comportamento dei colleghi, pensa alle dimissioni e a una nuova carriera da influencer sul web..,con dei tutor d’eccezione: i The Jackal.  

'Il nemico Invisibile – tra realtà e paura' è il titolo dello Speciale di Rai2 realizzato in stretta collaborazione con Rainews 24, dedicato al Coronavirus in onda giovedì 27 febbraio in prima serata. Un programma che, a qualche settimana dall’esplosione dell’emergenza virus, può riflettere serenamente su quello che sta succedendo in Italia e nel mondo. Due ore e mezza di servizi, collegamenti, ospiti per raccontare la cronaca e soprattutto fare chiarezza senza alimentare inutili paure. Conduce in studio Annalisa Bruchi affiancata da Alessandro Giuli e Aldo Cazzullo mentre dalla newsroom il direttore di Rainew24 Antonio di Bella e la sua squadra ci aggiorneranno su tutto ciò che accade in Italia e nel mondo con collegamenti dalle zone a rischio ma anche dalla Cina, dagli Stati Uniti e dalla Francia. In studio parleranno esperti, politici, scienziati, psicologi. Tra gli ospiti il responsabile della Protezione civile Angelo Borrelli, virologo Fabrizio Pregliasco, i governatori della regione Lombardia Fontana, della regione Veneto Zaia e della Liguria Toti. Ci saranno anche Anna Ascani vice ministro dell’Istruzione e Davide Faraone di Italia Viva. 

Appuntamento giovedì 27 febbraio, in prima serata su Rai3 alle 21.20 con il docufilm 'Mia Martini, fammi sentire bella', a 25 anni dalla scomparsa della grande artista. Interviste esclusive, l’ultimo video di un suo concerto live e un brano inedito dal titolo 'Fammi sentire bella'. Sarà Sonia Bergamasco a guidare lo spettatore attraverso un racconto a più voci narrato da coloro che con Mimì hanno realmente condiviso la vita e i momenti della sua carriera: dagli esordi all’abbandono delle scene, dal ritorno a Sanremo fino alla sua morte; dai ricordi della famiglia, con le sorelle Loredana, Leda e Olivia, e i nipoti Luca e Manuela, alle testimonianze di colleghi e amici, come Caterina Caselli e Dori Ghezzi, e dei grandi autori che per lei hanno scritto canzoni senza tempo. Un ritratto originale che, anche grazie a un intenso lavoro di ricerca, attraverso filmati esclusivi e interviste mai pubblicate, restituisce una Mia Martini inedita: non solo l’artista fragile dipinta dalle cronache musicali di quegli anni, ma la donna capace di regalare “quella risata che arrivava sempre, anche quando era ferita a morte”, un’interprete che non ha mai perso lo smalto e la qualità anche nei momenti più bui. Fammi sentire bella è una fotografia del suo spirito libero, difficile da collocare in una qualsiasi delle categorie di genere della musica italiana, e per questo così grande e attuale. Raccontarla è anche descrivere un pezzo importante del nostro passato prossimo, facendo arrivare anche ai giovani, che hanno scoperto su YouTube e i social la sua immensa capacità espressiva e l’importanza di vivere e fare propria ogni canzone, rendendola immortale. Nel docufilm il racconto si snoda tra la viva voce di Mimì – in un’intervista con Lino Capolicchio e in un lungo intervento registrato per la radio e mai andato interamente in onda – e le immagini delle sue esibizioni.  

Il dietro le quinte dell’opera “Il cappello di paglia di Firenze” messa in scena nel maggio 2018 al Teatro San Carlo di Napoli: lo svela il programma di Rai Cultura “Prima della Prima”, in onda giovedì 27 febbraio alle 22.45 su Rai5. Composta da Nino Rota nel 1945 e andata in scena dieci anni dopo, nel 1955 al Teatro Massimo di Palermo con grande successo, l’opera è un gioiello del nostro teatro musicale. Direttore Valerio Galli, regia di Elena Barbalich, scene e costumi di Tommaso Lagattolla. Regia tv Roberto Giannarelli. 

Con il mancato rinnovo dei progetti di protezione internazionale, molti richiedenti asilo nel nostro Paese rischiano di essere rimpatriati. Gli ex SPRAR (sistemi di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), oggi SIPROIMI (sistemi di protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati), in alcune città hanno consentito ai migranti di inserirsi così bene, che oggi sono gli stessi cittadini a mobilitarsi per chiedere che gli stranieri rimangano in Italia. Molti dei partecipanti ai progetti di protezione sono fuggiti da paesi devastati dalla guerra civile, per loro essere rimpatriati rappresenterebbe una condanna. Domani, giovedì 27 febbraio alle 12.25, su Rai3 a Fuori Tg, ospiti di Maria Rosaria De Medici saranno il direttore della Fondazione Migrantes, don Giovanni de Robertis, e il prefetto Michele Di Bari, capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno. 

Alle 7.45 della mattina del 5 giugno 1967, l’aviazione israeliana bombarda a sorpresa le basi aeree egiziane, distruggendone quasi completamente la flotta aerea. Piste di decollo e le stazioni radar sono messe fuori uso. A poche ore di distanza la stessa sorte tocca alle basi siriane. L’attacco preventivo israeliano, guidato dal generale Moshe Dayan, dà inizio a una fulminea operazione militare che sarà ricordata come la “Guerra dei sei giorni”. Una pagina di storia del Novecento riletta dalla professoressa Alessandra Tarquini e da Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda giovedì 27 febbraio alle 13.15 su Rai3. La Guerra dei sei giorni è un conflitto lampo che, oltre a stravolgere gli equilibri del Medio Oriente, cambierà lo sguardo del mondo su Israele e imporrà all’attenzione generale l’esistenza di una “questione palestinese”. 

Ogni Paese ha un suo sistema legislativo e un organo che si occupa di giudicarne le leggi. Nell’ultimo appuntamento con “Senza distinzione di genere”, il programma di Rai Cultura in onda giovedì 27 febbraio alle 20.40 su Rai Storia, Stefania Battistini ha seguito la Presidente Marta Cartabia all’incontro tra giudici provenienti da tutte le corti supreme internazionali che ogni anno vengono ospitati dalla Yale Law School, in Connecticut. Studenti, accademici e giudici lavorano insieme e i loro contributi vengono raccolti in una pubblicazione dal titolo Global Constitutionalism Seminar. A raccontarlo è la professoressa della Yale Law School, Judith Resnik, promotrice e animatrice dell’evento. Durante il seminario i giudici discutono sul significato di uguaglianza oggi, un concetto che comprende anche le differenze sociali, di genere e di status e si interrogano sul ruolo delle corti supreme nelle diverse realtà. Ne parlano Rosalie Silberman Abella, della Corte Suprema del Canada, Lady Brenda Hale Presidente Corte Suprema del Regno Unito, Susanne Baer della Corte costituzionale federale tedesca, Helen Keller della Corte Europea dei Diritti Umani per la Svizzera, Ivana Jelić della Corte Europea dei Diritti Umani per il Montenegro, Daphne Barak-Erez della Corte Suprema di Israele, Meaza Ashenafi, Presidente Corte Suprema Federale dell'Etiopia e Solome Balungi Bossa della Corte Penale Internazionale dell’Uganda. Un momento di confronto importante per tenere alta l’attenzione sulle discriminazioni che le donne subiscono nelle diverse società e per continuare a discutere sul concetto di parità tra uomo e donna. Durante il reportage, Stefania Battistini ha incontrato anche Guido Calabresi, rinomato giurista italo-americano, giudice federale e professore emerito ed ex Preside della Yale Law School, per ricordare l’ammissione delle ragazze al college avvenuta del 1969, solo cinquant’anni fa. Un anniversario importante per una delle scuole di alta formazione più prestigiose degli Stati Uniti, l’università che ha formato molti presidenti e leader politici americani. 

È la stella internazionale del violino Janine Jansen la protagonista del concerto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta dal maestro Antonio Pappano che Rai Cultura propone in prima tv giovedì 27 febbraio alle 21.15 su Rai5. Interprete acclamata e pluripremiata del concertismo mondiale per padronanza tecnica ed entusiasmo trascinante, la grande violinista olandese è legata a Pappano da un’intensa amicizia che si è consolidata negli anni attraverso numerose collaborazioni. Molti i concerti, le tournée internazionali e i progetti discografici affrontati insieme. Lo scorso gennaio Jansen ha proposto davanti al pubblico ceciliano il Concerto in mi minore per violino e orchestra op. 64 di Felix Mendelssohn, pagina fra le più note della letteratura romantica per lo strumento. Scritto nel 1844 per il violinista Ferdinand David, rappresenta per espressività e virtuosismo uno dei sommi modelli del genere. Il programma include in apertura l’omaggio a Ludwig van Beethoven nel 250° anniversario della nascita con una delle sue ouverture meno eseguite, quella composta nel 1811 per le musiche di scena del dramma di August von Kotzebue, König Stephan (Re Stefano). Chiude la Sinfonia n. 1 in si bemolle maggiore op. 38 detta “Primavera” di Robert Schumann, presentata al Gewandhaus di Lipsia sotto la direzione di Mendelssohn nel 1841. Regia televisiva di Laura Vitali.  

A Rai RadioLive, la puntata di domani, giovedì 27 febbraio alle 19.00, di “Non solo performing arts” è dedicata alla seconda edizione di Tempo di Festival. L’evento, partito a novembre scorso, si svolgerà sino al 24 giugno e coinvolgerà le locations delle Terme di Diocleziano, del Planetario e di Palazzo Altemps. Tutto è organizzato dal Museo Nazionale Romano e questa edizione vedrà una maggiore eterogeneità di contenuti, aperti anche ad altre discipline oltre alla musica e alla danza che avevano costituito il nucleo della prima edizione, ma con un’idea e un’impronta ben riconoscibili e una continuità garantita dalla direzione artistica sempre affidata a Cristiano Leone, affiancato per alcuni appuntamenti da alcuni co-curatori di assoluto rilievo: Anna Lea Antolini, Antonia Marmo, Dj Deep, Pablo-Pillaud Vivien. Monica Bartocci intervista proprio Cristiano Leone, il direttore artistico del Festival. “Non solo performing arts” si ascolta al link www.radiolive.rai.it, oppure su Rai Play Radio, sulle radio Dab + e sul digitale terrestre televisivo.