Mondo Rai/appuntamenti e novità

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Rai1 propone per la serata di giovedì 30 luglio alle 21.25 la divertente commedia "Scusate se esisto!" con Paola Cortellesi, Raoul Bova, Lunetta Savino, Stefania Rocca, Ennio Fantastichini, Marco Bocci. Dopo una brillante carriera all’estero, Serena, architetto di talento, decide di ritornare a lavorare in Italia. Il rientro, però, si rivelerà presto difficile fino al giorno in cui incontrerà Francesco con il quale darà avvio ad una strampalata convivenza che li porterà a mettere in discussione anche la loro identità.

Nel nuovo appuntamento con la seconda serie di “Narcotica”, il programma di Valerio Cataldi e Raffaella Pusceddu, in onda giovedì 30 luglio alle 23.15 su Rai3, si va in Colombia, a Medellin, la città di uno dei più grandi narcotrafficanti della storia: Pablo Escobar. Cosa ne è oggi del quartier generale del cartello di Medellin? James Zuluaga è un leader social della Comuna 13, uno dei quartieri più pericolosi di Medellin. Hanno ucciso prima suo cugino, poi suo fratello. Lui si occupa dei bambini del quartiere per toglierli dalla strada e sottrarli ai cartelli. Allena una quadra di calcio e ha costruito un centro ricreativo deviando il corso di un piccolo fiume in alcune piscine scavate nel terreno che ogni giorno sono piene di ragazzini. James fa da guida nella città di Pablo Escobar, nei quartieri che ha costruito e che ancora lo adorano come un santo. Ed entra tra i vicoli della Comuna 13 - nella zona dove comanda la Oficina de Envigado, il gruppo criminale erede del cartello di Medellin - e in una casa piena di droga e ragazzini armati fino ai denti che raccontano come funziona oggi un cartello. Ma, prima, arrivano tutte le armi, soprattutto la “bambina”, una mitragliatrice da guerra. La porta un ragazzino alto e magro dentro ad un sacco. Gli “eredi” di Escobar si coprono il volto, si coprono i tatuaggi, poi si mettono tutti in posa e iniziano a registrare. Poco distante, nel cimitero di Medellin decine di visitatori vanno ogni giorno sulla tomba di Pablo Escobar. Dalla Colombia all’Italia con il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri e i suoi uomini per raccontare la storia di due figure leggendarie del narcotraffico italiano: Giuseppe e Rocco Morabito. Il primo, detto “U Tiradritto”, è una figura carismatica della ‘ndrangheta di una volta. Il secondo, il “Tamunga”, nipote di Giuseppe Morabito, è l’uomo che è riuscito a dare una svolta internazionale e imprenditoriale all’organizzazione criminale. Arrestato in Uruguay nel 2017 dopo 23 anni di latitanza, Rocco Morabito nel 2019 riesce a fuggire dal carcere di Montevideo. Doveva essere estradato in Italia. Invece ora è di nuovo un latitante eccellente.

Uno dei più grandi condottieri di tutti i tempi, capace di estendere il piccolo regno paterno, la Macedonia, fino all’Egitto e all’India, ma anche uno dei personaggi più controversi della storia. È Alessandro Magno il protagonista del documentario in due puntate che Rai Cultura propone in un’unica serata giovedì 30 luglio a partire dalle 21.10 su Rai Storia per “a.C.d.C.”, con un’introduzione del professor Alessandro Barbero. Considerato come un eccellente stratega militare, Alessandro vive una vita breve e intensa, caratterizzata da eventi drammatici, lotte di potere, intrighi, vizi ed eccessi, così come dalla sua tolleranza e apertura verso le culture dei popoli conquistati. Nella prima parte del documentario sono protagoniste l’infanzia di Alessandro, la formazione alla corte del padre, Filippo il macedone, e la sua successione al trono, mentre nella seconda, Alessandro Magno, succeduto al trono del padre, inizia le sue ambiziose conquiste che lo porteranno alla creazione di un enorme impero. Sorprendentemente Alessandro conduce i suoi eserciti alla vittoria contro la superpotenza dell’epoca, l’Impero persiano, fino al fiume Indo. I popoli dell’Asia minore e della Mezzaluna Crescente fertile acclamano Alessandro come un liberatore e le sue ambizioni sembrano crescere ancora. Ma dovrà fare i conti col destino.

Dalla “Cesira la manicure” alla Sora Cecioni: 100 anni di Franca Valeri, nel segno del sorriso e dell’ironia. In occasione del centesimo compleanno, il 31 luglio, le reti Rai dedicano una programmazione speciale all’attrice e sceneggiatrice di cinema e teatro, “Signorina snob” della tv italiana. Giovedì 30 luglio alle 23.40 su Rai1 va in onda il documentario “Essere Franca” di Pino Strabioli e Fabio Masi, in cui Franca Norsa, in arte Franca Valeri, è raccontata dai protagonisti dello spettacolo e della cultura come Dacia Maraini, Sabina Guzzanti, Luciana Littizzetto, Christian De Sica e tanti altri. Nella giornata in cui l’attrice spegne 100 candeline, su tutte le reti radio e tv Rai storiche interviste, spazi dedicati e film che l’hanno vista protagonista. L’omaggio parte su Rai1 con “Unomattina Estate” che dedica ampio spazio alla ricorrenza, mentre alle 8.30 Rai Premium ospita il programma “A modo mio”, un’intervista intima realizzata da Memo Remigi nel 1977.

Due grandi uccelli acquatici sono protagonisti di un vero e proprio boom demografico che sembra inarrestabile: sono il cigno reale e il cormorano, sempre più spesso presenti in laghi, stagni, paludi e fiumi. “Wild Italy”, in onda giovedì 30 luglio alle 14.00 su Rai5, descrive l’incredibile diffusione di questi animali nel nostro paese. Al di là delle apparenze, entrambe sono creature di successo: dietro l’aspetto elegante e aristocratico del cigno reale, si cela un uccello energico, che non tollera intrusi e sfida anche gli uomini. Un tempo confinato ai parchi e ai giardini, oggi insieme ad altri uccelli ha riconquistato la libertà e trasformato i nostri laghi in paradisi tropicali. Il cormorano, invece, è selvatico da sempre e da sempre mangia pesce. Pesa 3500 grammi e consuma ogni giorno mezzo chilo di sogliole, spigole, muggini, pesci gatto. Se i cormorani fossero pochi, il loro impatto sulle risorse ittiche sarebbe trascurabile. Ma se il loro numero esplode? Cosa succede? I cormorani non possono più accontentarsi di quanto offrono il mare e i laghi e sono costretti a spingersi nel cuore delle città, purché ci sia acqua e soprattutto ci siano pesci. Da scovare anche nelle rapide più impetuose e nelle acque più torbide.

Adrenalina pura nella prima sera di giovedì 30 luglio su Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) che alle 21.10 propone il film d’azione “Shaft”, con Samuel L. Jackson, Christian Bale e Vanessa Williams, firmato nel 2000 dal regista americano John Singleton. Si tratta dello spinoff di "Shaft il detective" di Gordon Parks uscito nel 1971. Il detective afroamericano John Shaft, nipote del celebre investigatore, fronteggia un magnate deciso a proteggere il figlio omicida e razzista. A seguire, alle 22.50 il film di guerra ”La sottile linea rossa” del 1998 per la regia di Terrence Malick. Un cast di altissimo livello che vede Sean Penn, John Travolta, Jim Caviezel e George Clooney dare vita a una storia particolarmente coinvolgente, tratta dal romanzo autobiografico di James Jones. Ambientato a Guadalcanal durante il secondo conflitto mondiale, il film racconta il dramma della guerra dal punto di vista di una pattuglia di soldati americani chiamati a conquistare il campo di aviazione giapponese posto sulla sommità della collina 210, in quella che diventerà nota come la battaglia del Monte Austen. La pellicola ha ricevuto l’Orso d'Oro e sette candidature agli Oscar nel 1999.

Anche giovedì 30 luglio Agorà continuerà ad occuparsi della ripartenza della cosiddetta 'Fase 3'. In primo piano la trattativa sul Recovery Fund, l’attualità politica, la cronaca dell’estate all’insegna del covid e della ripresa economica del Paese, con gli aggiornamenti in diretta, gli esperti e i collegamenti dal territorio. In scaletta le interviste a Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati e a Chiara Appendino sindaca di Torino. Tra gli ospiti di Roberto Vicaretti, dalle 8 alle 10 su Rai3 ci saranno inoltre: Marina Sereni, viceministra degli Esteri e della Cooperazione Internazionale; Davide Faraone, capogruppo Italia Viva al Senato; Maurizio Gasparri, Forza Italia; Angelo Ciocca, Lega; Paolo Cirino Pomicino; Agnese Pini, direttore de La Nazione – Il Resto Del Carlino; Massimo De Manzoni, condirettore de La Verità; Claudio Cerasa, Il Foglio; Fabio Martini, La Stampa; Corrado Augias, scrittore e giornalista.

Un’“anticommedia” in cui non succede niente o quasi, ma che è il capolavoro del teatro dell'assurdo di Eugène Jonesco: “La cantatrice calva”. E’ l’opera che – nell’ambito dell’omaggio ai 100 anni di Franca Valeri - Rai Cultura propone giovedì 30 luglio alle 15.55 su Rai5, nella versione del 1967 diretta da José Quaglio e interpretata dalla Valeri e Arnoldo Foà, Ferruccio De Ceresa, Renzo Montagnani, Carmen Scarpitta. L’opera non ha una vera e proprio trama: una coppia inglese, gli Smith, conversa con un'altra coppia inglese quando arriva un capitano dei pompieri pur non essendovi nessun incendio, una cameriera appare e basta. lonesco deforma il linguaggio con spregiudicatezza, lo mutila e concerta nei più bizzarri e gratuiti giuochi di rime e di assonanze, giungendo spesso a farne strumento per effetti esclusivamente sonori come, ad esempio, nel finale.

È uno dei direttori d’orchestra italiani più affermati all’estero. Attualmente ricopre incarichi prestigiosi presso l’Opera di Zurigo, l’Orchestra della Radio Danese, ed è Direttore Musicale designato della Dallas Symphony Orchestra. È Fabio Luisi, protagonista del settimo e ultimo dei “Concerti per la ripresa” dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in programma giovedì 30 luglio alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, in diretta su Radio3 e in streaming sul portale di Rai Cultura. Negli ultimi anni Luisi è stato protagonista di diversi concerti di successo con l’Orchestra Rai a Torino, ma anche nell’Aula del Senato della Repubblica, in occasione del concerto di Natale del 2018. È stato Direttore Principale dei Wiener Symphoniker – ha ricevuto dall’orchestra la medaglia e l’anello d’oro intitolati a Bruckner – Direttore Musicale Generale della Staatskapelle e della Sächsische Staatsoper di Dresda, Direttore Principale del Metropolitan di New York e del Maggio Fiorentino. Per il suo ritorno con la compagine Rai propone due pagine novecentesche: la suite dalle musiche di scena per Quiet City dello statunitense Aaron Copland e la Sinfonia n. 14 di Dmitrij Šostakovič, protagonista indiscusso della musica sovietica dalla Seconda Guerra Mondiale in poi. Con lui solisti illustri come il soprano austriaco Sandra Trattnigg, partner abituale dei maggiori direttori di oggi tanto nell’opera quanto nel repertorio sinfonico, e il basso-baritono tedesco Matthias Goerne, universalmente acclamato anche come interprete di Lieder. Quiet City è un dramma scritto nel 1939 da Irwin Shaw, e narra le vicende diverse di due fratelli, uomo d’affari l’uno, indipendente e non convenzionale l’altro, che si aggira di notte per la città suonando la tromba e cercando di riprodurre le emozioni delle persone che incontra. Dalle musiche di scena composte per Quiet City Copland trasse nel 1940 una breve suite per corno inglese, tromba e archi, che traduce le suggestioni del lavoro di Shaw in sonorità rarefatte e sospese. Si rivolge invece alla poesia più alta – il concerto si intitola appunto “Šostakovič e le grandi liriche” – la Sinfonia n. 14 per soprano, basso, archi e percussioni. Siamo nel 1969, in avanzato disgelo: Šostakovič dà suono a versi di Federico García Lorca, Guillaume Apollinaire, Vilgelm Kyukhelbeker e Rainer Maria Rilke in undici pagine di eccezionale efficacia. Il tema comune è la morte, inquadrata in situazioni diverse e letta con diverse implicazioni, alternando drammaticità e distensione, rassegnazione e protesta. Giunto al vertice della sua maturità il compositore aggiunge alla sua storia già imponente di sinfonista una tessera anomala, impiegando la voce e sostituendo ai grandi organici a lui abituali le sonorità eterogenee di archi e percussioni. La musica interpreta i testi poetici, spesso “difficili”, con evocazioni stilizzate e sempre pertinenti, aggiungendovi una intensa carica espressiva e una comunicatività immediata, espandendo il senso delle parole in una dimensione emotiva al tempo stesso forte e contenuta.