Mondo rai/Appuntamenti e novità

(Adnkronos) - “L’amico ritrovato” è il titolo della quinta puntata di “Don Matteo 13”, in onda su Rai 1 domani alle 21.25, con la regia di Luca Brignone e interpretato da Terence Hill, Nino Frassica, Maria Chiara Giannetta, Maurizio Lastrico, Nathalie Guetta, Francesco Scali, Pamela Villoresi, Emma Valenti, Mattia Teruzzi, Giorgia Agata, Aurora Mementi, Pietro Pulcini, Domenico Pinelli, Francesco Castiglione. Una produzione Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction prodotta da Matilde e Luca Bernabei. Spoleto si sveglia con una notizia sconvolgente: Don Matteo è scomparso, in circostanze misteriose. Natalina, Pippo e il Maresciallo Cecchini non credono ai propri occhi: dietro l’altare, a recitare la messa, trovano Don Massimo, che si definisce il nuovo parroco e sostituto di Don Matteo. Che significa? Dov’è il loro amico? Nessuno sa spiegarsi quell’improvvisa sparizione. E mentre Marco decide di aiutare Valentina a risolvere un problema, alimentando la gelosia di Anna, ciascuno di loro cerca di scendere a patti con l’arrivo del nuovo sacerdote. Sono tutti diffidenti, perfino ostili con lui. Chi è Don Massimo? Un impostore? E che fine ha fatto Don Matteo?

Una prima serata all’insegna della leggerezza e delle risate quella di domani alle 21.20 su Rai 2 con “Il professor Cenerentolo”, l’irresistibile commedia per tutta la famiglia di e con Leonardo Pieraccioni. Nella splendente isola di Ventotene, l'ingegnere Umberto si finge bibliotecario per conquistare la bella insegnante di ballo Morgana, ma in realtà è un detenuto in procinto di scontare la sua pena. Una storia esilarante interpretata da Laura Chiatti, Flavio Insinna, Davide Marotta, Nicola Nocella, Massimo Ceccherini e Leonardo Pieraccioni che è anche autore della sceneggiatura, scritta in collaborazione con Giovanni Veronesi e Domenico Costanzo.

Una pagina estrema, quasi un testamento spirituale: la Sinfonia n. 9 di Anton Bruckner, affiancata da una scelta di parti sinfoniche tratte dall’ultima opera di Richard Wagner, Parsifal. E’ il programma che Daniele Gatti ha diretto nel concerto di apertura della Stagione 2022 dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e che Rai Cultura propone domani alle 21.15 su Rai 5. L’ultima sinfonia di Bruckner rimase incompiuta, priva cioè del quarto movimento. I primi tre furono composti tra il 1891 e il 1894. Le tracce dell’ultimo risalgono al periodo tra il 1894 e la morte del compositore, datata 1896. La dedica della partitura, “Dem lieben Gott”, ossia “Al buon Dio”, restituisce la dimensione estrema dell’opera, il cui unico interlocutore non può che essere il creatore, nei confronti del quale Bruckner nutrì sempre una profonda fede. E intrise di religione sono anche le pagine di Wagner con le quali Gatti sceglie di aprire il concerto: il Preludio dal terzo atto e l’Incantesimo del Venerdì Santo dal Parsifal, l’ultimo dramma musicale del grande compositore tedesco. Come tutta l’opera, anche questi momenti puramente sinfonici rimandano a una dimensione religiosa, che non è propriamente quella cristiana, ma fa riferimento a un’idea più ampia di sacralità e di misticismo. Tra le due pagine wagneriane e la Nona Sinfonia di Bruckner non vi sarà intervallo. Recentemente nominato Direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino, Daniele Gatti è Direttore musicale dell’Orchestra Mozart e lo è stato dell'Opera di Roma. È anche Consulente artistico della Mahler Chamber Orchestra. Ha ricoperto incarichi presso orchestre come quella del Concertgebouw di Amsterdam, dell’Accademia di Santa Cecilia, presso la Royal Philharmonic Orchestra e la Royal Opera House di Londra. I Berliner e i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la Symphonieorchestrer des Bayerisches Rundfunk e la Filarmonica della Scala sono alcune delle istituzioni sinfoniche che dirige regolarmente.

Rai 3 trasmette domani alle 21.20, in prima tv, il film drammatico “Judy”, con Renée Zellweger, Jessie Buckley, Finn Wittrock e la regia di Rupert Goold. L'ultimo periodo della vita della grande attrice e cantante Judy Garland, sul finire di una carriera sfolgorante iniziata giovanissima con la Dorothy del Mago di Oz. Un mix di fama e successo, e poi la battaglia con il suo management, i rapporti con i musicisti, i fan, i suoi amori tormentati e il dramma familiare che la spinse a fare i bagagli e a trasferirsi a Londra. In quegli anni ha regalato alcune delle performance più iconiche della sua carriera. Premio Oscar 2020 a Renée Zellweger come migliore attrice e Golden Globe 2020 sempre a Renée Zellweger come migliore attrice in un film drammatico.

Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) trasmette, domani alle 21.10, “Prova schiacciante”, un film diretto da Wolfgang Petersen e interpretato da Tom Berenger e Bob Hoskins. Dan Merrick, giovane architetto di successo, è reduce da uno spaventoso incidente automobilistico. La chirurgia plastica ha ricostruito il suo volto, ma in quanto alla sua memoria non c'è nulla da fare. Dan non ricorda quasi nulla. Sua moglie Jenny fa di tutto per aiutarlo, ma non può far nulla quando Dan scopre delle foto di lei col suo amante. A Gus Klein, detective privato assunto dall’architetto prima dell’incidente, il compito di fare luce su quanto accaduto e su quanto sta accadendo nella vita di Merrick. La pellicola è tratta dal romanzo “The Plastic Nightmare” di Richard Neely.

È salito agli onori delle cronache per essersi classificato secondo all’ultima edizione del celebre Concorso Chopin di Varsavia il pianista italo-sloveno Alexander Gadjiev, che debutta con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nel concerto in onda domani alle 20.30 in diretta su Radio 3 e in live streaming su RaiPlay dall’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Il pianista goriziano al Concorso Chopin si è aggiudicato anche il “Premio speciale Krystian Zimerman” per la miglior esecuzione di una Sonata. Precedentemente ha vinto il Concorso di Hamamatsu, in Giappone nel 2015, il Montecarlo “World Piano Masters” nel 2018 e il Concorso Internazionale di Sydney nel 2021. È stato inoltre nominato Bbc New Generation Artist per l’anno 2019-2021 e Ambasciatore di Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025. Con l’Orchestra Rai interpreta il Concerto n. 2 in fa minore per pianoforte e orchestra op. 21 di Fryderyk Chopin, che gli è valso il premio al Concorso di Varsavia, una delle più antiche competizioni musicali, fondata nel 1927, che ha laureato pianisti come Maurizio Pollini, Martha Argerich e Krystian Zimerman. Sul podio torna per la seconda settimana consecutiva il Direttore emerito dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai Fabio Luisi, che ricopre prestigiosi incarichi presso l’Orchestra della Radio Danese, la Dallas Symphony Orchestra e che dal settembre 2022 sarà anche Direttore principale della NHK Symphony Orchestra di Tokyo. Nella seconda parte della serata Luisi propone la Fantasia sinfonica in sol maggiore op. 16 Aus Italien di Richard Strauss. Scritta nell’estate del 1886, durante un primo viaggio nel Sud dell’Italia del compositore tedesco, fu poi completata a Monaco di Baviera.

Domani in prima serata alle 21.20, Rai 4 (canale 21 del digitale terrestre) fa un tuffo nei meandri più oscuri della psiche umana e dei rapporti di coppia con il thriller-drama “Chiudi gli occhi - All I See Is You”, diretto dal regista di 007 – Quantum of Solace e World War Z Marc Forster e interpretato dalla protagonista di Paradise Beach - Dentro l’incubo Blake Lively. Rimasta cieca da bambina in un incidente stradale, dove hanno perso la vita i suoi genitori, la trentenne Gina, accudita dal marito James, ha la possibilità di riacquistare la vista dall'occhio destro grazie a un particolare intervento chirurgico. Ma ora la consapevolezza di sé stessa e del mondo intorno a lei le fa mettere in discussione molte cose, inclusa la relazione con l’ambiguo James. Fino a conseguenze estreme.

La giusta postura: quanto è importante per la nostra salute? È uno degli argomenti di "Elisir", il programma di medicina condotto da Michele Mirabella e Benedetta Rinaldi, in onda domani alle 10.30 su Rai 3. Risponde Stefano Negrini, ordinario di medicina fisica e riabilitativa all’Università Statale di Milano. Il secondo spazio è dedicato ai condimenti: quanti e quali preferire? Ne parla la professoressa Tiziana Stallone, nutrizionista all’Università Tor Vergata di Roma. Nella rubrica “Mi dica dottore” si spiega cosa bisogna fare in caso di abbassamento dell’udito. Interviene il professor Marco Radici, direttore dell’unità operativa di otorinolaringoiatria del Fatebenefratelli, all’Isola Tiberina di Roma. Infine, nello spazio “Essere e benessere” si parla di come la dieta sia fondamentale per la longevità: quali sono le regole da tenere a mente? In studio il professor Giovanni de Gaetano, presidente dell’Istituto Neurologico Mediterraneo di Pozzilli, in Molise.

Il racconto della vita di uno dei massimi esponenti del Futurismo, protagonista della scena artistica d’avanguardia a Roma prima, durante e dopo il Fascismo. Lo propone il documentario “Balla, il signore della luce”, onda domani alle 19.25 su Rai 5. Nel 2018 sono tornati alla luce i dipinti murali che Giacomo Balla aveva realizzato per il Bal Tik-tak, il cabaret che animava le notti romane all’inizio degli anni ’20 e la scoperta si aggiunge al disvelamento dell’archivio privato dell’artista, rinvenuto nella sua abitazione di via Oslavia a Roma. Su di lui, genio futurista e faro della più potente avanguardia del primo Novecento, gravano ancora zone d’ombra, che oscurano la sua vicenda umana e artistica: Giacomo Balla il fascista, il traditore, il provinciale. Figura complessa, a tratti segreta, dalla creatività poliedrica, l’artista è stato per lungo tempo vittima di un marchio di infamia. Oggi, nuovi studi restituiscono a Balla un ruolo di primo piano nel panorama internazionale dell’arte, tanto da riconoscere in lui il “Leonardo da Vinci del XX secolo”, come amava definirsi. Caduto in disgrazia dopo gli anni del sodalizio con il Regime e il Duce, Giacomo Balla è magicamente risorto nel dopoguerra. Merito delle grandi famiglie ebree americane di collezionisti interessati ad acquistare le tele del Futurismo. E grazie anche ai giovani artisti delle neoavanguardie italiane che negli anni Cinquanta riconobbero in Balla il padre spirituale dell’astrattismo italiano.

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