Mondo Rai/Appuntamenti e novità

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Si riparlerà del caso di Denise Pipitone, nella puntata di “Chi l’ha visto?”, domani alle 21.20 su Rai3. Un nuovo testimone afferma che sono 17 anni che sa la verità ma non ha parlato prima per paura. Dopo la lettera inviata all’avvocato Giacomo Frazzitta, l’anonimo ha scritto anche a “Chi l’ha visto?”. E poi si parlerà della misteriosa scomparsa di Riccardo Giuliani che doveva sposarsi e aveva già pagato il pranzo di nozze: la sua auto è stata ritrovata, ma del giovane di Busto Arsizio ancora nessuna traccia. Come sempre gli appelli, le richieste di aiuto e le segnalazioni di persone in difficoltà.

Domani alle 21.20 Rai2 proporrà al suo pubblico la commedia di Federico Moccia "Non c'è campo" con Vanessa Incontrada, Gianmarco Tognazzi, Elodie, Corrado Fortuna. Laura è una docente di liceo che organizza per i suoi studenti una visita culturale, ospitati da un noto artista in un paesino pugliese. I ragazzi sono eccitati dalla possibilità di trascorrere una settimana diversa dal solito. Quando arrivano a destinazione, però, li attende una sorpresa: i telefonini non ricevono segnale ed è impossibile connettersi a internet. Sono costretti a tornare a una comunicazione diretta che porterà alla luce imprevedibili reazioni, segreti inconfessabili e nuovi amori: ciò nonostante, la gita sarà per giovani e adulti un momento di crescita e di svolta.

Anna Lorenzetto nasce a Roma il 18 aprile 1914, attiva fin da subito nel movimento femminile e antifascista, è stata una grande pedagogista: a vent’anni dalla scomparsa, Rai Cultura la ricorda con lo Speciale “Anna Lorenzetto” firmato da Simona Fasulo – che cura anche la regia - e Anna Maria Sorbo, con la collaborazione di Marilisa Calò, in onda in prima visione domani alle 22.10 su Rai Storia. Con il suo straordinario lavoro, Anna Lorenzetto ha realizzato una grande idea educativa, impegnandosi per tutta la vita a combattere l’analfabetismo, fondando nel dopoguerra l’Unione Nazionale per la Lotta contro l’Analfabetismo e i Centri di Cultura Popolare, suscitando grande attenzione non solo in Italia ma sul piano internazionale, ma richiamando l’attenzione anche dell’Unesco, con cui collaborerà con incarichi delicati ed importanti.

Dal 2008, l’anno nel quale la finale di Coppa Italia tornò alla gara “secca”, la partita che assegna il secondo trofeo nazionale per ordine di importanza, dopo lo scudetto e prima della SuperCoppa si era sempre giocata a Roma. Quest’anno, però, anche per effetto del maquillage al quale la Federcalcio sottoporrà l’Olimpico in vista degli Europei – l’impianto romano sarà la “casa” degli Azzurri che vi giocheranno tutte e tre le partite del girone eliminatorio – la Coppa tricolore trasloca nella … città del tricolore. Sarà il Mapei Stadium di Reggio Emilia, infatti, la città che per prima vide sventolare il vessillo biancorossoverde, il 7 gennaio 1797, ad ospitare la sfida tra Atalanta e Juventus. La sfida tra i nerazzurri bergamaschi e i bianconeri, tra l’altro, segnerà anche il ritorno sugli spalti del pubblico, per la prima volta dopo il lockdown dello scorso anno, con 4200 tifosi sugli spalti (il 20% della capienza): la Juventus detiene il record di vittorie nella manifestazione – 13 – mentre l’Atalanta è ferma al successo datato 2 giugno 1963, 3-1 al Torino nella finale disputata a San Siro. Atalanta-Juventus, in programma domani con calcio d’inizio alle 21.00, sarà trasmessa in diretta su Rai1, con collegamento subito dopo il Tg1, alle 20.35: la telecronaca della partita sarà di Alberto Rimedio e Antonio Di Gennaro, con interviste di Donatella Scarnati e Aurelio Capaldi, e la conduzione in studio esterno di Paola Ferrari, con Claudio Marchisio ed Enrico Varriale: un ampio post-partita, invece, andrà in onda su Raisport+HD. Come accaduto anche per la finale del 2020, la partita sarà trasmessa anche da Rai 4K, in risoluzione Ultra HD sul canale 210 della piattaforma satellitare Tivùsat.

Su Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) domani in prima serata, alle 21.10, andrà in onda “Professore per amore”, il quarto film del sodalizio tra il regista Marc Lawrence e Hugh Grant. Keith Michaels è stato uno sceneggiatore di successo, vincitore di un premio Oscar, ma da tempo è entrato in crisi. Nessuno ha più accettato le sue sceneggiature e per mantenersi è costretto a trovare lavoro come insegnante universitario nello stato di New York. Qui si innamora dell'allieva Holly, una donna brillante, madre di due bambine, che coltiva il sogno di scrivere. Una commedia romantica e originale che invita al cambiamento e a lasciarsi sorprendere da nuove possibilità. Nel cast anche la splendida Marisa Tomei, Jonathan Kimble Simmons e Allison Janney. A seguire, il magazine “MovieMag” dedicherà al film un approfondimento.

Dall'Opera House Stuttgart una struggente storia d’amore in un grande classico del balletto: è “Onegin” di John Cranko, coreografo britannico fra i più importanti del Novecento, che Rai Cultura propone domani alle 21.15 su Rai5. Ispirato all’omonimo romanzo in versi di Aleksandr Puškin che Cranko rivisitò nel 1965 su musiche di Pëtr Il’č Čajkovskij arrangiate e orchestrate da Kurt-Heinze Stolze, il balletto è proposto nella versione eseguita dal Balletto di Stoccarda nel 2017 con le scene e i costumi di Jürgen Rose e la direzione musicale di James Tuggle. Interpreti principali Friedemann Vogel (Onegin), Alicia Amatriain (Tatiana), David Moore (Lensky), Elisa Badenes (Olga), Jason Reilly (Principe Gremin), Melinda Witham (Madame Larina) e Marcia Haydée (Balia di Tatiana e Olga). Concepito proprio per il Balletto di Stoccarda, compagnia di danza tra le più apprezzate al mondo di cui Cranko fu riformatore e direttore artistico dal 1961 al 1973, “Onegin” non si avvale delle musiche della celebre opera di Čajkovskij, ma è costruito su una partitura musicale composita, che raccoglie soprattutto brani del compositore russo poco noti al grande pubblico. Esempio perfetto di balletto d’azione di tipo romantico, è il racconto di un giovane aristocratico annoiato dalla vita che, dopo aver ucciso un amico in duello e giocato senza pietà con il vero amore, riconoscerà troppo tardi i propri errori. Regia televisiva di Michael Beyer.

Negli anni più duri, la storia di Palermo è una staffetta continua sul filo della morte, un testimone passato di mano in mano, un funerale dietro l’altro, a chiedersi continuamente chi sarà la prossima vittima. Succede anche il 29 luglio 1983, quando un'autobomba esplosa sotto la sua casa di Palermo uccide il giudice Rocco Chinnici, l'ideatore del pool antimafia, nella prima strage mafiosa di stampo terroristico. Con il magistrato, rimangono uccisi il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta, e il portiere dello stabile, Stefano Li Sacchi. Fatti ripercorsi dal documentario “Palermo come Beirut: storia di Rocco Chinnici”, che Rai Cultura propone domani alle 15.00 su Rai Storia, nell’ambito dell’offerta dedicata agli studenti. Uomo schivo e gentile, magistrato determinato e rigoroso, Chinnici ha attraversato la storia della Sicilia, occupandosi della strage di viale Lazio e diventando Consigliere Istruttore nel 1979, dopo la morte di Cesare Terranova. E’ lui a scegliere Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, come uomini di punta del suo pool di magistrati e a indirizzarli nel metodo investigativo che avrebbe portato all'istruttoria del maxiprocesso, nel 1985, e poi allo storico dibattimento, lungo due anni, finito con 19 ergastoli e 2665 anni di carcere per oltre 300 mafiosi. Il racconto della vita di Chinnici si intreccia agli anni più duri di Palermo, e incontra gli uomini dello Stato che sono caduti per combattere la mafia, uno dopo l'altro, da Emanuele Basile a Pio La Torre, da Carlo Alberto Dalla Chiesa a Gaetano Costa, da Boris Giuliano a Cesare Terranova. A ricordare il giudice Chinnici, insieme alle sue interviste e le immagini di repertorio, le testimonianze della figlia Caterina Chinnici, anche lei magistrato, dell'ex Generale dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, e dello storico Salvatore Lupo.

Nella prima parte di “Elisir”, il programma di medicina condotto da Michele Mirabella e Benedetta Rinaldi, in onda domani alle 11 su Rai3, spazio ai problemi della voce. Da cosa possono essere causati? Come prevenirli? Se ne discute con il professor Gaetano Paludetti, direttore Otorinolaringoiatria del Policlinico Gemelli di Roma. Il singhiozzo è un disturbo banale ma fastidioso. Può creare problemi? E, nel caso, può essere curato? Risponderà a tutte le domande il professor Roberto Penagini, gastroenterologo all'Università degli Studi di Milano, per capire quali sono le cause e i falsi miti da sfatare per farlo passare. Infine, stress e dieta: come regolarsi? Se ne parlerà con il dottor Stefano Erzegovesi, Nutrizionista e Psichiatra presso l'Ospedale San Raffaele di Milano.

Sarà un quarto appuntamento speciale con il RIF, il Museo delle Periferie di Tor Bella Monaca,un progetto di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo, Municipio VI con cui Rai Radiolive ha una media partnership. “Non solo performing arts”, domani alle 12, racconterà il Festival Iper, che avrà luogo dal 21 al 23 maggio prossimi. Monica Bartocci ha intervistato l’ideatore Giorgio de Finis sul programma di incontri, performance artistiche, videoarte, concerti, film, documentari, lezioni e tavole rotonde, nella periferia romana e in quella delle altre metropoli. La rassegna, multidisciplinare e gratuita, prevede 200 eventi e 400 personalità accreditate tra artisti, musicisti, urbanisti, architetti, antropologi, filosofi e registi che offriranno contributi e punti di vista sul tema. “Non solo performing arts” si ascolta al link www.radiolive.rai.it, oppure su RaiPlay Radio e su tutti i device digitali.

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