Mondo Rai/ Appuntamenti e novità

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Da martedì 27 ottobre, alle 21.20 su Rai2, torna “Il Collegio”, il docu-reality diventato negli anni un cult tra giovanissimi e adolescenti. E propone un salto negli anni ’90. Dopo i successi, i 21 ragazzi che varcano i cancelli della quinta edizione de “Il Collegio” - realizzata in collaborazione con Banijay Italia – si trovano catapultati nel 1992. L’anno in cui molti dei loro stessi genitori hanno frequentato e vissuto la scuola. Finiti i rampanti anni ’80, con la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda, gli anni ‘90 iniziano con grandi euforie, ma anche con la fine delle ideologie, che porta tra i giovani anche un grande senso di smarrimento. Il 1992 è l'anno del multiculturalismo, dell'apertura, del crossover, dei rave del grunge e dell'hip hop, dell'elezione di Clinton, della nascita di internet, dei primi cellulari e del primo sms. Ma è anche un anno drammatico per l'Italia, con i tragici attentati e l'uccisione dei giudici Falcone e Borsellino e degli uomini della scorta. È l'inizio di Mani Pulite, la serie di inchieste giornalistiche che sconvolgerà completamente gli equilibri della politica, con la prima vera affermazione della Lega Nord. La musica dell’epoca sarà la colonna sonora del programma e delle lezioni: il 1992 è l’anno dei Nirvana, di Losing My Religion dei R.E.M ma anche di Ragazzo fortunato di Jovanotti, degli 883 e di Fisico bestiale di Luca Carboni. La prima novità è la location: lasciato infatti il Collegio Celana di Caprino Bergamasco, i ragazzi scopriranno il Collegio Regina Margherita di Anagni, una struttura imponente, con corridoi pieni di storia, un grande giardino e tanti altri nuovi angoli da scoprire. La voce di Giancarlo Magalli, che riprende il ruolo di narratore, racconterà e accompagnerà le avventure dei giovani studenti durante tutte le 8 puntate in programma. Nel cast tante conferme: dal super severo preside Paolo Bosisio alla professoressa di matematica e scienze Maria Rosa Petolicchio, al professore d’italiano Andrea Maggi, a quello di storia e geografia Luca Raina. Gradito ritorno anche per il professore d’inglese David Wayne Callahan e per quello di arte Alessandro Carnevale, mentre la professoressa Valentina Gottlied dall’aerobica degli anni ’80 passa di ruolo e sarà la nuova docente di educazione fisica; il tenore Marco Chingari porterà il bel canto al Collegio nelle lezioni di Educazione musicale. Non a caso, il 1992 è anche l’anno di Pavarotti & Friends. Per la prima volta ci sarà spazio anche per la recitazione con il maestro Patrizio Cigliano. Durante la serie ci saranno avvicendamenti e ospiti: Roberta Barbiero subentrerà per alcune lezioni di storia e geografia, Carlo Santagostino terrà una lezione di informatica, Carmelo Trainito farà ballare i ragazzi con la breakdance e la psicologa Roberta Sette introdurrà i collegiali all’educazione sessuale. Ad aprire le porte del collegio e a dare il benvenuto i due sorveglianti: Lucia Gravante e la new entry Massimo Sabet. Grande novità dell’anno sarà la presenza del bidello, impersonato da Enzo Marcelli, che si occuperà di distribuire il materiale scolastico e le merende. Tra le attività extra ci saranno: una gita con pernottamento sotto le stelle, un’escursione didattica al Palazzo di Bonifacio VIII di Anagni, un’avvincente gara di ballo, dei combattutissimi Giochi della Gioventù, una grigliata in giardino e una festa finale a tema Le Iene, il celebre film di Quentin Tarantino del 1992. Per tutti i protagonisti rimane invariata la necessità di adattarsi, di obbedire e seguire le indicazioni del preside, dei sorveglianti e del corpo docente. La severità, l’applicazione delle regole e della legalità sono, infatti, l’immancabile leitmotiv de “Il Collegio”. Senza cellulari, senza mamma e papà, ce la faranno gli adolescenti di oggi a resistere? L'obiettivo è superare l'esame di terza media del 1992. Chi ci arriverà? 'Il Collegio' 5 è stato girato durante l’emergenza sanitaria e precedentemente al Decreto Legge n. 125 del 7.10.2020. Il rispetto di protocolli, studiati appositamente, ha permesso di raccontare le storie dei ragazzi e di portare a termine il progetto in sicurezza.

Dal lavoro in un salumificio al palcoscenico, dalla tv alla passione per la cucina. Rai Cultura rende omaggio al genio di Ugo Tognazzi, a trent’anni dalla morte, dedicandogli un doppio appuntamento, martedì 27 ottobre: alle 19.00 su Rai Storia (canale 54) il documentario di Giulio Calcinari “Ugo Tognazzi: l’uomo, l’attore, la televisione”, per il ciclo “Italiani” con l’introduzione di Paolo Mieli, e alle 23.00 su Rai5 (canale 23) una delle sue interpretazioni più celebri, il film “Il commissario Pepe”, diretto da Ettore Scola. Il documentario torna sui passi di Tognazzi a partire dal lavoro di impiegato in un salumificio di Cremona, presto abbandonato - o meglio, perso - per seguire la passione per il teatro, e prosegue con il debutto in tv nel 1954 insieme Raimondo Vianello, in “Un de tre”, il primo varietà della tv, destinato a lasciare il suo imprinting nella storia del piccolo schermo. Da qual momento Tognazzi andrà di successo in successo, in tv, al cinema e in un altro campo tutto suo, quello della cucina, una grande passione. Ma c’è anche la passione per le donne che lo porterà, tra i primi, a creare una famiglia allargata, uno scandalo negli anni Sessanta. Il Tognazzi attore è, invece, riassunto da “Il commissario Pepe” per il quale l’attore vinse il premio come miglior interprete maschile al Festival di Mar del Plata nel 1970. Il film, tratto dal romanzo omonimo di Ugo Facco de Lagarda, vede protagonista un commissario di polizia in una cittadina del nord piuttosto tranquilla, il dottor Pepe. Un giorno, il commissario viene chiamato a indagare sul malcostume che sembra dilagare in città e scopre la doppia vita di alcuni personaggi anche molto in vista. Un grande successo investigativo. Eppure, pur elogiato per il suo scrupoloso lavoro dai superiori, verrà invitato a depennare dalla lista dei colpevoli i nomi più illustri per evitare uno scandalo.

Una psicoanalisi aperta, capace di trattare l'inconscio come un'occasione per allargare la nostra mente. A partire dalla lezione di Elvio Fachinelli, psichiatra e intellettuale scomparso trent'anni fa, lo psicoanalista Massimo Recalcati, ospite della puntata di “Quante Storie” in onda martedì 27 ottobre, alle 12.45, su Rai3, discute le attuali prospettive di una disciplina che rischia di sclerotizzarsi sulle posizioni dei padri fondatori, Freud e Jung. Collegando la lingua della poesia e dell'arte a quella dell'inconscio, Recalcati ripropone una concezione della psicoanalisi come "sentinella della differenza".

Militante del Movimento di Liberazione della Donna e parlamentare con il Partito Radicale dalla seconda metà degli anni ’70, è stata in prima linea nella battaglia contro l’aborto clandestino ed è a lei che si deve la Legge 194, grazie alla quale oggi l’interruzione di gravidanza non è più né un reato né un rischio di vita per le donne. Per ottenere questo risultato, non ha esitato a farsi arrestare. Adele Faccio, interpretata da Monica Nappo, è la protagonista del nuovo appuntamento con “Il segno delle donne”, una co-produzione originale Rai Storia – Anele, che Rai Cultura presenta martedì 27 ottobre alle 21.10 su Rai Storia. Genovese, classe 1920, filologa di formazione e ribelle per passione, è stata una convinta sostenitrice della disobbedienza civile come l’arma più forte per il riconoscimento dei propri diritti. Era stata partigiana e, all’inizio degli anni ‘50, a Barcellona, si era unita alla Resistenza antifranchista catalana diventando editrice di una rivista clandestina. Raccontava che già da piccola, quando sua madre diceva “siete dei ribelli!”, lei era felice, perché per lei quella parola voleva dire “due volte belli”. La bellezza di un leader dai modi gentili che riusciva a farsi seguire pur restando un passo indietro. Adele Faccio è riuscita a stare al fianco dei politici pur restando indipendente ed è stata un’antesignana di un femminismo che andava al di là del genere e che lasciava le donne libere di essere madri e di esserlo con o senza un compagno.

Dipinti, acquerelli, ceramiche, gioielli, arazzi, libri antichi. Con oltre un milione di pezzi, la Royal Collection della famiglia reale britannica rappresenta una delle più grandi e prestigiose collezioni d'arte del mondo. I suoi capolavori, realizzati da artisti come Van Dyck, Holbein, Leonardo da Vinci, Vermeer, Canaletto e molti altri, tappezzano le pareti del Castello di Windsor, di Hampton Court e di molti altri palazzi, musei e istituzioni in giro per la Gran Bretagna. Ma come è nata questa formidabile raccolta, frutto di una vera passione per l’arte da parte di re e regine? E quali tesori conserva? Lo svela lo storico dell’arte Andrew Graham-Dixon nella serie “Arte, passione & potere”, in onda da martedì 27 ottobre alle 20.30 su Rai5. In ogni episodio Graham-Dixon ricostruisce la storia di questa collezione, narrando allo stesso tempo la storia della monarchia britannica. Un viaggio in quattro episodi che parte dal ‘500 per arrivare ai giorni nostri e che si conclude al fianco di una guida d'eccezione: il principe Carlo d'Inghilterra.

Nella puntata di “Fuori Tg”, lo spazio quotidiano di approfondimento del Tg3, condotto da Maria Rosaria De Medici, in onda martedì 27 ottobre su Rai 3 alle 12.25, si parlerà dell’evoluzione della pandemia. A fronte dell’aumento dei casi si valuterà la situazione dei trasporti pubblici, uno dei punti più delicati della strategia di contenimento dei contagi. Il DPCM approvato domenica non vieta gli spostamenti dal Comune di residenza e tra le Regioni, ma “raccomanda fortemente” di limitarli allo stretto necessario: quali saranno le strategie da adottare per evitare ulteriori restrizioni alla mobilità? In che modo bisognerà riorganizzare i trasporti pubblici? Ne discuteranno Giovanni Sebastiani del Cnr e Marco Granelli, assessore alla mobilità del Comune di Milano.

Il primo giorno con le nuove regole. La reazione delle categorie che vedono limitate le loro attività, e la risposta del governo. A Radio anch'io, nella puntata di martedì 27 ottobre, con Giorgio Zanchini, su Rai Radio1 dalle 7.30. Poi, il giudizio politico sulla gestione attuale della crisi. Ma soprattutto, gli aggiornamenti di quello che accade in ospedali e Pronto Soccorsi. Tra gli ospiti: Simone Zazzera, Grr, inviato a Milano: Gessica Costanzo, giornalista e scrittrice; Salvatore Manca, presidente nazionale Simeu (Società Italiana della medicina di emergenza-urgenza); Americo Cicchetti, Direttore di ALTEMS, Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Massimiliano Fedriga, Governatore del Friuli Venezia Giulia. Segretario Lega FVG; Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera; Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana; Massimo Giannini, direttore de La Stampa; Luigi Scordamaglia, consigliere delegato Filiera Italia; Giampiero Guglielmi Presidente ANPALS (Associazione Nazionale Palestre e Lavoratori Sportivi); Giuseppe Laterza, editore; Laura Castelli, viceministro all'Economia (M5S).

L’aumento dei contagi, il Governo al lavoro sul Decreto Ristoro, la protesta delle regioni e la didattica a distanza, almeno 75% per le scuole superiori, gli aggiornamenti in diretta con gli esperti, e i collegamenti in Italia e all’estero. Di tutto questo e di molto altro si parlerà nella puntata di martedì 27 ottobre ad Agorà, il programma di Rai3 in onda in diretta dalle 8.00 alle 10.00. Tra gli ospiti di Luisella Costamagna ci saranno: Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e della Regione Emilia Romagna – PD; Daniela Santanché, Fratelli D’Italia; Dino Giarrusso, europarlamentare M5S; Stefano Fassina, Liberi E Uguali; Silvia Sardone, Lega; Luca Richeldi, direttore Pneumologia Policlinico Gemelli - membro CTS; Sara Menafra, vicedirettore Open; Manuela Moreno, giornalista Tg2; Klaus Davi, giornalista; Emiliano Fittipaldi, vicedirettore Domani; Francesco Pannofino, attore, ed Edoardo Camurri, autore e presentatore televisivo.

Una serata dedicata ai medici e alla loro professione quella di martedì 27 ottobre su Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) che propone due film, entrambi diretti da Thomas Lilti, regista francese che medico lo è davvero. Alle 21.10 andrà in onda “Il medico di campagna”, con François Cluzet e Marianne Denicourt, una riflessione sul ruolo sociale dei medici nelle zone rurali della Francia. Jean-Pierre, dottore e punto di riferimento per la comunità del suo piccolo paese, è un vero e proprio eroe popolare. A causa di una malattia, viene affiancato da una nuova collega, con la quale inizialmente non va molto d'accordo. Ma paziente dopo paziente, la rivalità cederà il posto alla fiducia. A seguire “Ippocrate”, il racconto di formazione in corsia del giovane Benjamin che affronta il passaggio dai libri al tirocinio tra mille dubbi e continui ripensamenti. Con Vincent Lacoste, Jacques Gamblin.