Mondo Rai/Appuntamenti e novità

(Adnkronos) - Gli stratagemmi che nel mondo animale si adottano per attrarre un partner, ma anche i progressi della medicina nel trattare le lesioni spinali e le bellezze dell’isola di Procida. Nella terza puntata di “Superquark”, in onda domani su Rai 1 alle 21.25, il documentario della BBC sul gioco della seduzione proseguirà il suo viaggio nelle foreste pluviali. Nell’ambiente più affollato di specie animali del Pianeta, dove farsi notare non è facile, per vincere bisogna distinguerti dalla massa. Alcuni mettono su uno spettacolo, altri lottano con forza, ma c’è chi più astutamente ricorre al gioco di squadra per conquistare un partner. Gli scimpanzè adulti combattono con i rivali per non perdere il ruolo di maschio dominante mentre quelli più giovani e meno forti giocano d’astuzia, sfoderando un’insolita gentilezza che si rivelerà un metodo infallibile per ottenere il favore delle femmine. In Papua Nuova Guinea gli uccelli giardinieri puntano sull’edilizia: lì dove il cibo abbonda, questo volatile può dedicare il suo tempo a costruire un nido decisamente originale nella speranza di attirare una partner. In Malesia le lucciole illuminano la foresta mettendo in scena uno spettacolo davvero unico. Nel Sud Est Asiatico un fagiano si esibisce in una danza di corteggiamento mai filmata prima d’ora. Alberto Angela questa settimana sarà invece nella splendida cornice dell’isola di Procida, capitale europea della cultura 2022. Si parlerà anche di salute e di come tornare di nuovo in piedi dopo la lesione del midollo spinale. La neuro stimolazione apre un nuovo futuro per coloro che hanno subìto un incidente. Una grave lesione alla spina dorsale spesso ha implicato la perdita permanente della capacità di camminare, nel servizio di Barbara Bernardini si spiegheranno i progressi che si stanno facendo e che hanno portato alcuni pazienti a rifare i primi passi. I microchip hanno cambiato la nostra quotidianità, Barbara Gallavotti e Rita Antonelli sono andate all’IIT di Milano dove si studiano nuovi modelli che all’occorrenza potremo stampare sulla nostra pelle o addirittura mangiare. Si torna a parlare di natura per occuparsi dello scoiattolo grigio del Nord America, che si è adattato molto bene in Italia a discapito dello scoiattolo rosso che ha sempre abitato qui. Come andrà a finire? Lo raccontano Paolo Magliocco e Paolina Montanari, che sono andati a vedere quali strategie sono state messe in campo dagli esperti. La terra è una vera e propria pentola a pressione. Sotto la superficie vulcani e terremoti sono sempre in agguato e possono colpire improvvisamente, provocando morte e distruzione. Studiare le dinamiche di questi fenomeni è diventato essenziale per un paese come l’Italia, dove il rischio sismico e vulcanico è molto alto. Non solo, ma è fondamentale capire che in certe zone non si può costruire, oppure bisogna costruire in un certo modo. “Superquak” si andrà a visitare l’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia si dedica proprio a tenere sotto controllo le turbolenze del nostro pianeta. Tanti gli ospiti di Piero Angela in studio per le rubriche. Per “Scienza in cucina” sarà la dottoressa Elisabetta Bernardi a parlare dei cibi in scatola e chiarire se anche il miele scade. In “Dietro le quinte della storia” il professor Alessandro Barbero racconterà della scomunica dei gatti mentre “Psicologia di una bufala” con Massimo Polidoro spiegherà il problema della disinformazione in guerra. In “Questione di ormoni”, infine, con il professor Jannini si parlerà della depressione post parto. Piero Angela sarà anche in seconda serata con “Superquark Natura”: argomento centrale “gli oceani”, che verranno raccontati nel terzo episodio completo della meravigliosa serie BBC “Un pianeta perfetto”, dedicata alla nostra terra e ai suoi infiniti sorprendenti ambienti.

Domani, alle 21.20 su Rai 2 va in onda il film “Un’estate in Provenza”, diretto da Rose Bosch. Nella campagna provenzale accarezzata dal maestrale giungono in vacanza dai nonni, interpretati da Jean Reno e Anna Galiena, i tre nipoti Léa, Adrien e il fratellino Théo, sordo dalla nascita. Non è la vacanza dei loro sogni e in meno di ventiquattro ore è scontro generazionale con il nonno Paul, un olivicoltore rigido e burbero che non hanno mai conosciuto a causa di un vecchio conflitto familiare con la madre. Ben presto però il passato tempestoso di Paul si riaffaccia e i trasgressivi anni Settanta fanno ritorno sullo sfondo incantevole della Provenza, mettendo in luce il suo lato più umano e affettuoso, trasformando quindi il soggiorno dei ragazzi in un'occasione di crescita reciproca. Nel cast anche Aure Atika, Mathilde Irrmann, Jean-Michel Noirey.

La lezione-concerto di Roberto Prosseda, in onda domani alle 18.30 su Rai 5, per il ciclo “Lezioni americane”, introduce il concetto della “molteplicità” secondo Calvino e mostra come valga anche per la musica, che vive della compresenza di elementi ritmici, armonici, tematici, con esempi al pianoforte tratti da Bach, Schumann e Schönberg. A seguire, la sesta lezione americana di Calvino, mai completata, doveva essere dedicata alla consistency, la coerenza, ma negli appunti ci sono anche riflessioni sul concetto di inizio e fine. Roberto Prosseda indaga come questi aspetti trovino espressione in musica. Prosseda – che nella serie racconta la musica attraverso la “lente” delle sei categorie scelte da Italo Calvino – propone, al pianoforte, alcuni esempi di “coerenza” tratti da pagine di Chopin, Beethoven, Schubert, Bartók, Brahms. Il programma è stato registrato al Teatro Sociale di Rovigo il primo dicembre 2020, il programma ha la regia di Daniele De Plano.

I fatti più importanti del luglio 1969 raccontati attraverso i repertori e telegiornali Rai, e commentati da Mauro Canali, sono al centro dell’appuntamento con “1969, niente come prima”, in onda domani alle 17.15 su Rai Storia. Il mese di luglio 1969 si apre il primo giorno con l'investitura come principe di Galles di Carlo d'Inghilterra, nel castello di Carnarfon. Il 3 luglio scoppiano tafferugli tra operai e forze dell'ordine in Corso Traiano a Torino, in appoggio agli scioperi della Fiat Mirafiori. E' il prologo dell'"autunno caldo". Il Cantagiro viene vinto da Massimo Ranieri con "Rose Rosse", bruciando “Acqua Azzurra, acqua chiara" di Lucio Battisti, che ha appena pubblicato il suo primo Lp. Ma il fatto centrale, l'evento che rimane nella memoria di chi l'ha vissuto, sono gli otto giorni che abbracciano l'impresa dell'Apollo 11, dal 16 al 24 del mese, che porta per la prima volta due uomini sul suolo lunare e un terzo a comandare il modulo Lunare. Gli occhi del mondo, tramite le telecamere e la rete dei satelliti della mondovisione, sono puntati il 16 luglio per il lancio da Cape Kennedy, in Florida, del Saturno V, il razzo vettore che porta il modulo Lem, con i tre astronauti a bordo - Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, tutti del 1930 - verso la Luna. La Rai, come tutte le televisioni del mondo, si è preparata da mesi a un evento di tale portata. Alle ore 19 del 20 luglio 1969, sul Primo Canale Tv, parte la sigla che apre le 25 ore di diretta non stop (che diverranno 28). Conduttori dallo studio 3 di via Teulada sono Andrea Barbato, Tito Stagno, Piero Forcella, affiancati dal professor Enrico Medi, luminare di fisica. Più di 19 milioni di italiani seguiranno gran parte delle 28 ore, e almeno 8 sono svegli quando, alle 4.57 (ora italiana), avviene il primo passo sulla luna del 39enne Neil Armstrong in diretta Tv.

“Torino, Torino la bella città, si mangia si beve e bene si sta!”. La filastrocca recitata dai bambini pugliesi e calabresi alla fine degli anni ’50 dà la misura del potere di attrazione della città industriale per eccellenza. Il fenomeno delle migrazioni interne rappresenta, infatti, una delle conseguenze più rilevanti della crescita industriale. Una storia riletta da “L’Italia della Repubblica”, in onda domani alle 22.10 su Rai Storia. Firmata da Marta La Licata e introdotta da Paolo Mieli, la puntata ospita il contributo degli storici Piero Bevilacqua, ed Emilio Franzina, del demografo Antonio Golini e del giornalista e scrittore Goffredo Fofi. Dal 1951 al 1960 oltre due milioni di persone abbandonano il Mezzogiorno per trasferirsi nelle città del nord o all’estero. Si viaggia a bordo del treno del sole, il simbolo di quei viaggi che hanno unito il nord al sud dell’Italia. Si parte dalla Puglia, dalla Sicilia, dalla Campania, ma anche il settentrione ha i suoi emigranti. Il Sud diventa il serbatoio di manodopera per il triangolo industriale. Gli effetti sono immediati: le campagne si spopolano e le città si riempiono con evidenti problemi di sovraffollamento e insufficienza dei servizi. Si parte con in tasca l’indirizzo di un compaesano che può ospitarti in attesa di trovare un lavoro. Si vive in pensioni, in locande, a volte in soffitte e l’integrazione non è facile. Spesso i “meridionali” sono guardati con diffidenza e ci vorrà del tempo perché l’integrazione avvenga. Ernesto Olivero, intervistato da Michele Astori, aiuterà a capire l’impatto dei movimenti migratori sulle città e sulle vite degli italiani che hanno raggiungo il nord negli anni ‘60.

Austria, Belgio, Inghilterra, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Svezia sono le squadre qualificate ai quarti di finale della UEFA Women's Champions League, il Campionato europeo femminile di calcio UEFA, la maggiore competizione calcistica femminile d'Europa che quest'anno ha battuto il record di maggior numero di spettatori di tutti i tempi. Il calcio femminile guadagna così terreno anche tra il pubblico, mentre le competizioni si susseguono sul campo e sullo schermo e dimostrano che se si investe, il calcio femminile può attirare spettatori e sponsor. Dall’altra parte dell’Oceano intanto, in Colombia, l’8 luglio è cominciata la Copa América femminile e per la prima volta nella storia del torneo, verrà assegnato un premio in denaro di 1,5 milioni di dollari alla squadra campione e di 500.000 dollari alla seconda classificata allo scopo di aumentare gli investimenti sul calcio femminile a livello continentale. A Radio 3 Mondo, domani alle 11 su Rai Radio 3, Anna Maria Giordano ne parlerà con Tiziana Alla, telecronista della nazionale femminile per Rai Sport e con Giulia De Luca, coautrice del podcast “Conquistar la cancha: fútbol, feminismo y la Copa América” (Conquistare il campo: calcio, femminismo e la Coppa America) uscito lo scorso 8 luglio per El Hilo podcast – Radio Ambulante studio/Vice News e le voci di Amalia Flores, ex giocatrice di calcio argentina annoverata tra le “pionere” e Monica Santino, allenatrice de “La Nuestra Futbol Femenino”, organizzazione attiva nella Villa 31, una delle baraccopoli più popolate di Buenos Aires e del Paese.

E’ un appassionato ritratto della grande attrice toscana quello che Francesco D’Arma tratteggia per “In scena”, prodotto da Rai Cultura con la regia di Monica Ghezzi, in onda domani alle 21.15 su Rai 5. Attrice di razza, versatile e sensibile, Ilaria Occhini era nata a Firenze nel 1934 e aveva esordito nel cinema giovanissima, agli inizi degli anni Cinquanta. La natura l'aveva dotata di una bellezza mozzafiato e allo stesso tempo di una predisposizione innata per la recitazione. Studentessa dell'Accademia Nazionale di Arte Drammatica, conosce per caso Anton Giulio Majano, padre degli sceneggiati televisivi, che rimane immediatamente colpito dalle qualità straordinarie di questa ragazza e le assegna il ruolo di protagonista nella riduzione tv del romanzo Jane Eyre. È il 1957 e di colpo Ilaria Occhini diventa una stella, amatissima dagli italiani. Una bellezza fuori dal comune, una grazia rinascimentale che conquista il pubblico televisivo. Ma la Occhini sente di essere altro, ha un mondo interiore ricco di cultura e sensibilità. Il documentario esplora questa dimensione profonda, una ricerca costante fatta di impegno culturale, talento ed espressione artistica alla quale l'attrice ha dedicato tutta la vita, trovando la sua disciplina e la sua religione nel teatro. Mezzo secolo di grandi spettacoli, un percorso esistenziale che scava oltre la superficie dell'immagine della bellissima diva per raggiungere i territori inesplorati dove emerge la verità artistica.

Uno dei più grandi maestri del Rinascimento, Raffaello Sanzio, dalla vivace Urbino dei Montefeltro, dove è cresciuto nella bottega del padre, approda, poco più che ventenne, nella maestosa Roma di Giulio II. È già un pittore affermato e il “Papa guerriero”, che sta cambiando il volto della città, gli commissiona gli affreschi delle stanze Vaticane. Un grande del Rinascimento raccontato da Paolo Mieli e dal professor Lucio Villari a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda domani alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. L’affresco delle stanze Vaticane è solo il primo di una lunga serie di prestigiosi incarichi, che continuano sotto il pontificato di Leone X e marcano la brillante carriera di Raffaello. Quando muore, a soli 37 anni, esattamente 500 anni fa, è il più importante artista e architetto del suo tempo: dirige la Fabbrica di San Pietro ed è anche il primo soprintendente ante litteram alle antichità.

Davide Van De Sfroos, in veste di curioso scopritore di leggende, partirà da Verona, per la nuova puntata de 'il Myrthonauta', in onda domani in seconda serata su Rai 2. Sarà un percorso alla scoperta delle più curiose leggende di questa città, progettata su misteriosi assi cartesiani e della sua bellissima Arena, che pare sia nata da un patto con il demonio. Il viaggio proseguirà a Illasi per riscoprire, tra le mura di un castello, la storia di Ginevra, una discendente di Dante Alighieri. Si andrà poi a Valeggio sul Mincio dove una romantica leggenda è all’origine di un piatto particolarmente noto e gustoso. Risalendo il fiume, a Peschiera del Garda, si rivivrà la storia di un fantasma che ancora vaga con la sua testa mozzata fra le mani, all’interno di una Rocca oggi inaccessibile. E infine sul Lago di Garda, dove le leggende sono tante: quella di un mostro che vive nelle viscere del lago; la storia di una bella Regina che a Garda riuscì a liberarsi dalla prigionia in un antico maniero e divenne moglie di Ottone I; la favola di una ninfa, trasformata in uno scoglio, ancora oggi adagiato nell’angolo più suggestivo del grande Benaco. La puntata terminerà al Vittoriale: lo storico Giordano Bruno Guerri svelerà le più segrete e stravaganti abitudini di Gabriele D’Annunzio.

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