Mondo Rai/ Appuntamenti e novità

Domani in diretta su Rai1 a partire dalle 21 la partita Olanda-Austria nello Johann Cruijff Arena, ad Amsterdam. Telecronaca di Giacomo Capuano e Bruno Giordano.

Scrittrice, giornalista, autrice televisiva, attivista nel volontariato: Alessandra Appiano è stata tutto questo prima di vedere interrotta la sua corsa a 59 anni, nel giugno 2018, mentre era ricoverata in un ospedale milanese per una grave depressione. La sua figura e la sua storia rivivono in "Amica di salvataggio", il docufilm presentato da Rai Documentari e Rai per il Sociale, in onda domani alle 23 su Rai2 e disponibile su Rai Play. Diretto dal marito Nanni Delbecchi, scritto da Nanni Delbecchi con Vito Oliva, prodotto da Kimera Produzioni di Chiara Salvo, il docufilm è affidato alla voce narrante di Lella Costa, che ci conduce per mano a casa di Alessandra: è lei stessa a ricevere gli amici a casa sua, a discutere con loro, a rievocare le tappe della sua vita, i traguardi e le delusioni. Ma Alessandra confessa anche la sua battaglia contro la depressione e la sindrome bipolare, cominciata quando era ancora una ragazzina piena di sogni che, nonostante le difficoltà, si sarebbero realizzati. Depressione che l’ha portata ad un gesto estremo le cui circostanze sono ancora da chiarire e che ha lasciato un’onda di dolore in chi le è stato vicino. “Invecchiare è come salire su una collina, solo da un certo punto in poi si vede il panorama sotto di noi e si vede - o ci sembra di vedere - il senso della nostra vita. E anche il non senso” racconta Alessandra, alle cui parole si alternano le testimonianze degli amici, persone più o meno note con cui ha condiviso il suo percorso, da Renzo Arbore a Monica Leofreddi, da Diego Dalla Palma a Don Antonio Mazzi, che ricorda come dentro ad Alessandra ci fosse un mondo, una ricchezza che non è stata capita.

Tornano da domani in prima serata, alle 21.20, su Rai3 “Le Ragazze”, con tre puntate inedite. Nuove storie raccontate da donne di diverse generazioni che ripercorrono le tappe più significative della loro esistenza. Sullo sfondo la storia del nostro Paese, i grandi cambiamenti sociali e di costume, le mode e la musica, colonna sonora dei giovani, dagli anni ‘40 a oggi. Nella prima puntata racconta la sua esperienza di ragazza degli anni ‘40 Teresa Vergalli, staffetta partigiana in Emilia durante la Seconda guerra mondiale, in seguito costantemente impegnata nelle organizzazioni femminili e nella lotta politica del PCI fino alla scelta di dedicarsi all’insegnamento dal 1975 in poi. Seguirá il racconto intrecciato di due ragazze degli anni Sessanta: l’eclettica Stefania Casini, che nei suoi settantadue anni ha vissuto molte vite, iniziando come attrice in film d’autore (Pietro Germi, Bernardo Bertolucci, Peter Greenaway, Dario Argento) e icona sexy alternativa del cinema anni ‘70, per poi passare ai reportage da giornalista, alla regia e alla produzione di documentari, e la ginecologa Maria Pia Marroni, che nel 1973, studentessa in una Napoli stravolta dall’irruento scoppio dell’epidemia di colera, si è impegnata in prima persona nella somministrazione dei vaccini. Dopo di loro si ascolteranno le storie di due ragazze degli anni Ottanta. La prima è Milena Bertolini, calciatrice, allenatrice e dal 2017 commissario tecnico della nazionale femminile italiana. Da sempre impegnata nella battaglia per abbattere i pregiudizi sul calcio femminile, ai Mondiali del 2019 è riuscita in una doppia impresa: portare la squadra fino ai quarti di finale e conquistare il riconoscimento mediatico, istituzionale e politico che il calcio femminile italiano attendeva da anni. La seconda è Elisabetta Lachina, la cui giovinezza è stata spezzata la sera del 27 giugno 1980: i suoi genitori, Giuseppe Lachina e Giulia Reina, persero la vita nella strage di Ustica insieme agli altri 79 passeggeri del DC-9 Itavia. Da allora Elisabetta non ha mai smesso di mantenere vivo il loro ricordo e di chiedere giustizia. In chiusura ci sarà la ragazza del Nuovo Millennio: Diletta Bellotti, attivista romana che nell’estate 2019 ha realizzato la campagna #pomodorirossosangue contro lo sfruttamento dei braccianti agricoli del meridione.

È dedicata a “Pelléas et Mélisande” di Claude Debussy, messo in scena dal Teatro Regio di Parma, la puntata di “Prima della Prima” in onda giovedì 17 giugno alle 23.30 in prima visione su Rai5. Un'opera del silenzio, del non-tempo e del non-luogo, della quale Debussy scrisse: “Lavoro a cose che saranno comprese solo dai figli del XX secolo”. Regia, scene e costumi sono di Barbe&Doucet, dirige Marco Angius. La regia Tv è di Roberto Giannarelli.

Dopo 16 anni di scontri l’Impero è pressoché distrutto. L’odio religioso tra cattolici e protestanti si è trasformato in una lotta per il potere tra nazioni, con eserciti composti da mercenari provenienti da tutta Europa, che insanguina Germania e Francia. “Ferro e sangue. La guerra dei 30 anni che devastò l’Europa”, introdotto dal professor Alessandro Barbero e in onda domani alle 22.10 su Rai Storia, segue le vicende di personaggi cruciali come il Cardinale Richelieu e il suo confidente, Padre Giuseppe, ma anche le vicissitudini di uomini e donne comuni, quali il soldato mercenario Hagendorf o l'orfana Anna Margareta von Haugwitz.

Secondo appuntamento con “Rai Orchestra Pops”, il ciclo di concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai che esplora i confini tra il linguaggio classico, la scrittura sinfonica, il rock, la musica per il cinema, il crossover e lo swing. Il concerto, aperto a un massimo di 200 persone, è in programma domani alle 20.00 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, ed è anche trasmesso in diretta su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura. Protagonista sul podio l’americano John Axelrod, attuale Direttore Principale Ospite della Kyoto Symphony e già Direttore principale e artistico della Real Orquesta Sinfónica de Sevilla. Di formazione bernsteiniana, è apprezzato in tutto il mondo per la sua energia e la sua versatilità. La serata si apre con l’ouverture dall’opera “Treemonisha” del compositore americano di ragtime Scott Joplin, che la scrisse nel 1910 ma che rimase quasi sconosciuta fino all’esecuzione completa del 1972. Il successo postumo dell’opera – Joplin era scomparso nel 1917 – valse al compositore il Premio Pulitzer per la musica nel 1976. A seguire “A Joyous Trilogy” del giovane compositore americano Quinn Mason, classe 1996, che lo ha scritto nel 2019 su commissione dell’Orchestra di Seattle e lo ha rivisto nel 2021. Il brano, per grande orchestra, è proposto in prima esecuzione europea e ha vinto il primo premio nell’edizione 2020/2021 del Concorso per compositori emergenti della Metropolitan Youth Orchestra di New York. Nella seconda parte della serata è in programma la “Black, Brown and Beige suite” di Duke Ellington, composta nel 1943 e ispirata al lungo percorso di emancipazione affrontato dagli afroamericani negli Stati Uniti. Nel 1958 dalla suite è stato tratto un album discografico jazz, inciso da Duke Ellington e dalla sua orchestra, con la partecipazione di Mahalia Jackson. In chiusura le folgoranti “Three dance variations” dal balletto “Fancy Free” di Leonard Bernstein, celebre per il musical che ne fu tratto, “On the Town”, e per l’uso ironico e voyeristico che fece della sua musica Alfred Hitchcock nel sul capolavoro “Rear window” (La finestra sul cortile).

A causa di un attentato terroristico, alla popolazione viene imposto di non uscire di casa: cosa accade alle coppie se costrette dentro le pareti domestiche, senza possibilità di fuga? È il momento del confronto e della verità, senza scampo. “Il Giorno e la Notte” è il primo film girato quando il mondo intero era in lockdown nell’isolamento totale e tutti i set erano chiusi e sarà disponibile in esclusiva su RaiPlay da domani. Distribuzione italiana e internazionale Fandango. Diretto da Daniele Vicari e realizzato insieme agli attori Dario Aita, Elena Gigliotti, Barbara Esposito, Francesco Acquaroli, Isabella Ragonese, Matteo Martari, Milena Mancini, Vinicio Marchioni, Giordano De Plano - e i produttori Andrea Porporati e Francesca Zanza, è stato il primo esempio di smart filming, dove il regista, da casa sua ha coordinato il lavoro degli attori, a casa loro, a distanza nel rispetto delle restrizioni. Insieme hanno deciso di usare la fantasia e la tecnologia per dare spazio alla creatività, per provare a fare cinema nonostante tutto. Il film è prodotto dalla Kon-Tiki Film, scritto da Daniele Vicari e Andrea Cedrola (autore de “La Collina” con Andrea Delogu), fotografia Gherardo Gossi, scenografia Beatrice Scarpato, costumi Francesca Vecchi e Roberta Vecchi, suono in presa diretta Alessandro Palmerini, script supervisor Maria Vittoria Abbrugiati, montaggio del suono e mix Marco Saitta, montaggio effetti sonori Francesco Albertelli, montaggio Andrea Campajola, musiche originali di Teho Teardo.

L’ascesa dell'auriga Scorpus che, scelto dallo stesso imperatore Domiziano, entra a far parte di una delle quattro scuderie, dette Fazioni, che controllavano le corse delle bighe. Lo racconta il secondo ed ultimo episodio di a.C.d.C. “Le corse dei carri nel circo”, introdotto dal professor Alessandro Barbero, in onda domani alle 21.10 su Rai Storia. Il giovane Scorpus colleziona vittorie su vittorie, ma il suo destino, come quello di altri grandi aurighi, è indissolubilmente legato a quello stesso circo di gara che ne ha fatto uno degli idoli del suo tempo. Scorpus condividerà una sorte analoga a quella di Domiziano, l'imperatore che lo sostenne e che sarà ucciso poco tempo dopo la sua scomparsa.

Dalle Blue Mountains, attraverso 570 miglia all'interno del vasto continente australiano, fino alla città mineraria di Broken Hill. In “Prossima Fermata Australia”, in onda domani alle 20.15 su Rai5, il giornalista ed ex politico britannico Michael Portillo esplora il Nuovo Galles del Sud, seguendo gli itinerari di una celebre guida ferroviaria, la Bradshaw's Guide del 1913. A Sydney, ricostruisce le origini della città come colonia penale nella caserma di Hyde Park, dove furono ospitati molti dei primi detenuti, e visita l'iconico Teatro dell'Opera. A Katoomba, sale sulla ferrovia più ripida del mondo. Con un viaggio notturno, viaggia su uno dei treni più lunghi del mondo, la lussuosa Indian Pacific Railway. Nell'entroterra arido di Broken Hill, Portillo scopre il metallo prezioso che ha messo questo avamposto isolato sulla mappa internazionale, l'argento.