Mondo Rai/Appuntamenti e novità

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Prende il via l’edizione 2022 del varietà di Rai1 “Tali e Quali”, prodotto in collaborazione con Endemol Shine ltaly, in onda da domani alle 21.25. Il programma, condotto come sempre da Carlo Conti, nel corso di quattro appuntamenti darà spazio a straordinari artisti “non professionisti”, che si sono proposti nei mesi scorsi sul sito o alla redazione del programma, e che sono stati selezionati per il loro essere identici in tutto e per tutto ai personaggi musicali che interpretano. Lo spettacolo, sulla scia del grande successo di pubblico e di social di “Tale e Quale Show”, andato in onda negli ultimi mesi del 2021, darà spazio ad artisti bravissimi quanto sconosciuti, persone comuni, ma vere eccellenze, che vivranno l’emozione di calcare lo stesso palcoscenico dei “Big” che li hanno preceduti, di presentarsi davanti alla stessa giuria (Loretta Goggi, Giorgio Panariello, Cristiano Malgioglio e un quarto giudice a sorpresa) e di affrontare lo stesso meccanismo di voto. Dagli studi televisivi “Fabrizio Frizzi” di Roma, si potrà vedere una parrucchiera “che è” Mina o un geometra “Tale e Quale” a Vasco Rossi, e poi idraulici, professoresse, camerieri, infermiere, baristi... e anche “cover band” di studenti identici ai Beatles o agli Abba. Tutti loro, straordinariamente e incredibilmente uguali ai propri beniamini, racconteranno le loro storie e proporranno le loro passioni, la loro gioia, la loro musica e la loro bravura sul palco, rigorosamente dal vivo. Ascoltati e applauditi dagli ospiti musicali e dal pubblico presenti in studio. Le 42 esibizioni saranno suddivise nelle 4 puntate del programma. Ogni puntata avrà il suo vincitore. L’ultima puntata sarà arricchita da una super sfida: i “vincitori di puntata” ritorneranno in scena per sottoporsi alla votazione finale, che decreterà il campione di “Tali e Quali”. Tutti i protagonisti, oltre alla grande trepidazione della loro “prima volta”, proveranno anche il brivido di essere seguiti dal team di grandi professionisti di “Tale e Quale Show”: dai costumisti ai coreografi, dai truccatori ai parrucchieri, così come i “vocal coach” Maria Grazia Fontana, Dada Loi, Matteo Becucci e Antonio Mezzancella e la “actor coach” Emanuela Aureli. Gli arrangiamenti sono curati dal maestro Pinuccio Pirazzoli. “Tali e Quali” è su Facebook e Twitter con l’hashtag #taliequali e #taleequaleshow. Il sito ufficiale è www.taleegualeshow.rai.it. Prodotto da Rai1 in collaborazione con Endemol Shine ltaly e basato sul format Your Face Sounds Almost Familiar owned by Gestmusic, parte di Banijay Group. © 2017 Gestmusic Endemol S.A.U., “Tali e Quali” ed. 2022 è scritto da Carlo Conti, Ivana Sabatini, Emanuele Giovannini, Leopoldo Siano, Mario d’Amico, Walter Santillo e Stefania De Finis. Le coreografie sono di Fabrizio Mainini, la scenografia di Riccardo Bocchini, i costumi di Simonetta Innocenti. Regia di Maurizio Pagnussat.

Calabria, lungo il bacino del fiume Crati, la cui valle scorre fra i massicci della Sila e del Pollino per poi aprirsi nella piana di Sibari. Da qui riprende il viaggio di Federico Quaranta alla scoperta della provincia italiana, domani, alle 14 su Rai2. Quest’area ha visto insediarsi, nel corso dei secoli, varie popolazioni: Greci, Romani, Bizantini, Saraceni e infine Albanesi. Questi ultimi, provenienti dall'Albania, dall'Epiro e dalle numerose comunità albanesi dell'antica Grecia, si stabilirono in Italia a partire dal XV secolo in seguito alla morte dell'eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg ed all’inesorabile e progressiva conquista dell'Albania e di gran parte dei territori balcanici da parte dei turchi-ottomani. Gli arbereshe, termine derivante da Arbër, importante principato albanese in epoca medievale, sono gli albanesi d’Italia, cittadini italiani da sempre, anche se minoranza etno-linguistica distribuita nel meridione del nostro paese. L’Arberia è infatti l'insieme di queste aree geografiche situate in sette regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e, appunto, Calabria. La cultura arbereshe è determinata da elementi tradizionali gelosamente conservati nei secoli, primi fra tutti l’idioma e la religione cattolica di rito bizantino. Accompagnato dal fedele J e affiancato da Mia Canestrini che racconta la magnifica natura del Parco del Pollino e le splendide specie di uccelli rapaci che lo abitano, Federico Quaranta parte dalle imponenti rovine del cinquecentesco Castello di San Mauro, attraversando la Piana di Sibari e visitando dunque gli abitati di Civita, Lungro, San Demetrio Corone e Santa Sofia d’Epiro. Natura, storia, religione e antiche tradizioni, narrate sulle note della colonna sonora della Peppa Marriti Band, gruppo di rock-arbereshe calabrese che scandisce tutti i momenti del viaggio. Il Provinciale condotto da Federico Quaranta, è un programma di Giuseppe Bosin, Andrea Caterini, Francesco Lucibello, Domenico Nucera e Federico Quaranta. A cura di Simona Fuso e Valentina Loreto. Produttore esecutivo Alessandra Badioli. Regia di Gabriella Squillace.

Marco Paolini racconta il presente del nostro pianeta con 'La Fabbrica del Mondo', in onda da domani alle 21.45 su Rai3. La trasmissione, ideata e condotta assieme allo scienziato evoluzionista Telmo Pievani, unisce la narrazione teatrale con il pubblico presente, alla divulgazione scientifica, al racconto cinematografico, alle conversazioni con voci autorevoli, tra scienza, economia e letteratura, che denunciano il disastro verso il quale siamo lanciati, restando però inascoltate. Partendo dai temi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, Paolini e Pievani snodano la narrazione come fosse la costruzione di una cattedrale che non saremo noi a vedere, ma i nostri pronipoti. Partono dalla nascita del pensiero ecologico e indagano il confine tra naturale e artificiale - una distinzione che oggi non regge più - per parlare di un pianeta dove il peso di ciò che l’uomo nel tempo ha costruito ha superato quello della biomassa, di tutte le forme di vita. Il dialogo tra Paolini e Pievani si arricchisce di incontri con grandi pensatori, noti o meno conosciuti: scrittori come Noam Chomsky, Andri Snaer Magnason e Daniele Zovi, saggisti come David Quammen e Loretta Napoleoni, scienziati come Naomi Oreskes, Barbara Mazzolai, Laura Airoldi e Mariella Rasotto, economisti come Mariana Mazzucato, giornalisti come Paolo Capelli, esploratori come Alex Bellini. La Fabbrica si dilata, uscendo dalle mura: gli incontri avvengono in luoghi simbolo del disastro a cui andiamo incontro come l’altopiano di Asiago, dove nel 2019 la tempesta Vaia ha abbattuto un milione di alberi in pochissimi minuti, un disastro naturale che si origina da un errore umano, o in riva al mare, nel golfo di Trieste sferzato dalle raffiche di un giorno di bora. Oppure si snoda attraverso incontri surreali come quello con Noè, il manutentore senza età della Fabbrica del Mondo che vive da sempre nei suoi sotterranei accostando conoscenza umana nelle sue varie forme. Noè è il burbero attuatore degli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, accompagnato da Gaia, altro personaggio fantastico che lo richiama ai suoi doveri e lo spinge a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Il racconto è scandito anche da momenti di teatro con i corvi “meccatronici” di Marta Cuscunà che, come un coro nel teatro greco, osservano e commentano. 'La fabbrica del mondo' è un programma di Marco Paolini e Telmo Pievani, produzione Jolefilm, regia di Marco Segato. La regia di studio è di Fabio Calvi. Responsabile editoriale Rai: Felice Cappa. Delegato Rai alla produzione: Laura Bolio. Sceneggiatura di Marco Paolini, Telmo Pievani, Francesco Niccolini, Alessandro Padovani, Raffaele Pizzatti Sertorelli, Marco Segato, Michela Signori.

Domani alle 21.20, Rai4 (canale 21 del digitale terrestre) fa incursione nel genere carcerario con “Papillon”, film diretto da Michael Noer e rifacimento dell’omonimo capolavoro del 1973, che a sua volta fu un adattamento cinematografico dell’autobiografia di Henri Charrière sulla sua prigionia e le ripetute fughe da una famigerata colonia penale. Protagonisti di questo remake sono Charlie Hunnam e Rami Malek, che interpretano i ruoli che furono rispettivamente di Steve McQueen e Dustin Hoffman. Parigi anni ’30, il venticinquenne Henri “Papillon” Charrière viene condannato all’ergastolo per un omicidio che non ha commesso. Mandato ai lavori forzati nella colonia carceraria sull’Isola del Diavolo, nella Guyana francese, tenterà di riappropriarsi della libertà perduta, progettando numerose fughe. A finanziare la fuga di Papillon, in cambio della sua protezione, il falsario Louis Dega.

I movimenti degli stormi di rondini, dei banchi di pesci e quelli del mutare della natura: un moto perpetuo che ha ispirato la folta compagnia di acrobati XY, tra le più acclamate in Francia e nel mondo, per dare vita a “Möbius”, in onda in prima visione domani alle 21.15 su Rai5. Con la complicità di Rachid Ourandame, 19 performer in scena inscrivono la pratica del “portès acrobatico” all’interno di una coreografia vorticosa, fatta di bagliori improvvisi e voli spericolati, di nubi e torri di corpi e del loro vertiginoso disfarsi. Al crocevia tra danza e acrobazia, sogno e gravità, l’inaugurazione della trentaseiesima edizione del Romaeuropa Festival 2021 è una festa, un salto nell vuoto dove la forza e la fragilità della condizione umana si sovrappongono al fascino misterioso e imperscrutabile dei rituali della natura. Produzione: Cie XY Lo spettacolo è stato registrato alla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica nel settembre 2021 nell'ambito di Romaeuropa Festival 2021, con la regia televisiva di Marco Odetto.

I medici iniziano il loro percorso professionale giurando di "curare ogni paziente con scrupoloso impegno, senza discriminazione alcuna.” Hanno fatto della salute e della salvaguardia dei pazienti, la vocazione e l’obiettivo di una vita, eppure sono troppo spesso vittime di aggressione e violenza. C’è chi ha perso la vita durante un turno di lavoro, ucciso dalla stessa persona che aveva richiesto una visita o una prescrizione. Una realtà dimenticata, raccontata dal docufilm “Notturno” con Maria Grazia Cucinotta, Isabella Ragno e la partecipazione di Massimo Giletti, in onda domani alle 23.00 su Rai Storia per “Documentari d’autore”. Quanta paura può fare la notte, in strutture isolate e poco sicure o durante una visita domiciliare? Quanto può essere difficile continuare a lavorare dopo aver subito un’aggressione? Testimonianze di medici e giornalisti, di vittime ed istituzioni, si intrecciano al racconto della passione per il proprio lavoro, della determinazione e della fragilità di essere persone, oltre che medici in prima linea. La cura degli altri non è solo diagnosi, assistenza o piano terapeutico, è prima di tutto incontro, con la consueta, umana, difficoltà di comprendere e farsi comprendere, con la paura di non riuscirci. Ogni individuo è chiamato a questo incontro profondo, altrimenti, le paure e i fantasmi della notte prenderanno il sopravvento, fino a diventare reali.

Tornano su Rai Movie i coniugi Verneuil alle prese con una nuova crisi familiare. Il canale 24 del digitale terrestre trasmette, domani in prima serata, intorno alle 21.10, “Non sposate le mie figlie 2”, un film diretto da Philippe de Chauveron con Christian Clavier e Chantal Lauby. Claude e Marie sembrano ormai essersi rassegnati al matrimonio delle loro quattro figlie con uomini di origini e culture molto distanti dalla loro: Rachid, musulmano di origini algerine, Chao, ateo e figlio di cinesi, l’ebreo David e il senegalese Charles. Ma la loro tranquillità familiare viene messa ancora una volta a dura prova quando scoprono che i loro generi hanno deciso di lasciare la Francia con mogli e figli in cerca di fortuna all'estero. Come se non bastasse, atterrano in Francia anche i consuoceri Koffi per il matrimonio della loro unica figlia femmina. Incapaci di immaginare la loro famiglia lontana e di non vedere crescere i propri nipoti, Claude e Marie sono pronti a tutto pur di trattenerli e dimostrare loro che la Francia è il posto migliore in cui possano vivere.

Domani alle 20.50 su Rai Yoyo, andrà in onda in prima visione lo speciale di animazione “Clown”. L’opera è scritta da Quintin Blake, Luigi Berio e Massimo Fenati, per la regia di Luigi Berio, con le musiche di Stefano Cabrera. Alla vigilia di Natale, un vecchio clown di pezza, stropicciato e dimenticato da un bambino ormai cresciuto, viene buttato via in un bidone della spazzatura insieme ad altri pupazzi, per fare posto ai nuovi giochi in arrivo. La storia di Clown ci trascina subito a fianco del piccolo eroe protagonista in una corsa contro il tempo, i pericoli e le ingiustizie di un mondo che sembra ignorare gli indifesi. Clown ha un grande cuore e non si scoraggia, perché prima di tutto non pensa a sé stesso, ma a salvare i suoi amici. Il mondo è pieno di indifferenza e cattiveria, ma anche di gesti delicati di solidarietà e di cura. Clown, con gentilezza e determinazione, cerca di conquistare per sé e i suoi amici una nuova famiglia con cui condividere momenti di felicità.

Scoprire alcune tra le opere più significative dell’ingegneria dell’antica Roma: gli acquedotti. Domani alle 11.20 su Rai1 il viaggio di “Passaggio a nord ovest” parte dalla Roma imperiale, rifornita da ben 11 acquedotti, alcuni dei quali compivano un lungo percorso prima di raggiungere la Capitale dell’Impero, come l’Anio Novus, o l’acquedotto Claudio. L’approvvigionamento idrico a Roma era talmente importante che il Curator Aquarum era una delle più alte cariche dello Stato. E ancora: per 200 milioni di anni la Terra fu abitata da giganti. Dagli insetti killer agli uccelli con apertura alare superiore a quella di un moderno aereo, grazie a straordinari effetti CGI e sensazionali dimostrazioni, torna in vita la fauna della preistoria. In Russia, ai piedi dei Monti Urali, è stata scoperta circa cinquant’ anni fa una vera meraviglia sommersa della natura: la grotta di Orda. Acqua cristallina e luccicanti rocce sono leggendarie fra i sommozzatori. Nelle gelide acque di questo universo naturale nascosto, risalente a circa 300 milioni di anni fa, le temperature raggiungono meno 40 gradi. In un’isola vulcanica e selvaggia, un uomo come tanti, Asep Lebak, con il suo cavallo bianco, sfida la giungla per percorrere le strade dei villaggi più remoti e consegnare in dono vecchi libri recuperati ai bambini e gli adulti. Il suo sogno è permettere a tutti di avere un’alfabetizzazione, in uno dei luoghi più aspri e poveri di tutto il continente asiatico.

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