Mondo Rai/appuntamenti e novità

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Domani in prima serata su Rai1 alle 21.25, nuovo appuntamento con “Ulisse”, il programma di Alberto Angela dedicato alla storia, all’arte e alla cultura, che ripropone la puntata dedicata ad uno dei personaggi più intriganti della storia: Maria Antonietta, l’ultima regina di Francia. Il 16 ottobre del 1793 a Parigi, poco prima di mezzogiorno, una donna vestita di bianco saliva i gradini che conducono al patibolo. Stanca e malata guardava in modo altezzoso la folla riunitasi a PIace de la Révolution, oggi Place de la Concorde, che le rivolgeva ingiurie ed epiteti. Sul quel patibolo c’era Maria Antonietta Asburgo Lorena, l’ultima regina di un regno, la Francia, che stava cambiando volto per sempre. Insieme ad Alberto Angela, si entrerà nella reggia di Versailles, dove Maria Antonietta arrivò appena quattordicenne. Sua madre, Maria Teresa d’Austria, la promise in sposa al nipote di Luigi XV. Un matrimonio voluto per mettere pace tra gli Asburgo e i Borbone, nemici da sempre sui campi di battaglia europei. A Versailles, però, Maria Antonietta trovò una corte molto diversa da quella che aveva immaginato di conquistare e sognato di vivere con leggerezza. Per tutti è “l’austriaca”, incapace per ben sette anni di dare un erede al trono di Francia. Nella sala degli specchi e lungo i maestosi giardini, negli appartamenti privati della regina, ritornati dopo un lungo restauro alla loro magnificenza, e nel suo rifugio intimo e privato, il Petit Trianon, si scoprirà il vero volto di un’adolescente piegata dall’etichetta e sfinita dalle maldicenze. Si conosceranno i suoi nemici, su tutti la favorita di Luigi XV, Madame Du Barry, ma anche i suoi “cari amici”. A diciotto anni, infatti, durante un ballo in maschera incontrò il conte Hans Axel di Fersen. Nascerà un rapporto che negli anni non smetterà di crescere e si trasformerà in un grande amore. La prova di quell’amore sono le lettere che la regina stessa ha scritto per il suo amato conte svedese e che Ulisse è andato a filmare negli archivi nazionali di Pierrefitte. Lettere che, dopo una censura durata secoli, sono state finalmente decriptate dalla Fondation des Sciences du Patrimoine. Oltre che regina di Francia, Maria Antonietta è stata una regina della moda. Vestiti e gioielli erano per lei una dolce ossessione. Il suo stile, la sua eccentricità, hanno attraversato i secoli e ispirato stilisti e star di Hollywood. Benedetta Craveri, storica e

Due nuovi episodi della fiction “Mare Fuori”, in prima visione assoluta domani alle 21.20 su Rai2, con Carolina Crescentini e Carmine Recano. Nella prima puntata, dal titolo “Fai la cosa giusta”, Massimo e Paola sono alla disperata ricerca di Carmine e un’intuizione li conduce al porto. Qui incrociano Carmine che riesce a nascondersi in maniera rocambolesca; Carmine dal suo nascondiglio potrebbe uccidere Massimo, ma si rifiuta di obbedire alle leggi della Camorra e fugge raggiungendo Nina a bordo della nave che sta per salpare per portarli clandestinamente all'estero. Nel frattempo, nell’Istituto di Pena Minorile Ciro comincia a dubitare che sia stato Pino a rubare il carico di droga dall’auto di Filippo e compie una piccola indagine scoprendo che il piano è stato architettato da Carmine e Filippo. Il giovane boss furibondo promette vendetta. Filippo è in grave pericolo e Naditza intuisce che Ciro vuole ucciderlo. L'unico modo per salvarlo è che Filippo finisca in isolamento e Nad ha l’idea giusta: una trasgressione che segnerà l’apice del loro amore ma che li allontanerà forse per sempre. A seguire, nell’episodio “Morire per vivere”, Carmine è rientrato nell' IPM e raggiunge Filippo in isolamento. Sanno cosa rischiano e Carmine vuole che Filippo dica la verità e si salvi. Filippo non è d’accordo, resteranno insieme fino alla fine perché insieme ora si sentono invincibili. Ciro organizza una rivolta per poter colpire Carmine e Filippo in isolamento e riesce ad occupare la mensa dell'Istituto. Massimo però capisce le intenzioni di Ciro e corre a spostare i due ragazzi dall’isolamento al laboratorio di ceramica. Ciro prende in ostaggio Paola e minaccia di ucciderla se non gli rivela dove sono nascosti Carmine e Filippo. Massimo cerca di salvarla ma è Beppe a cedere e a rivelare la loro posizione. È la resa dei conti.

Ha segnato la recente storia del Teatro La Fenice di Venezia la Traviata di Giuseppe Verdi che Rai Cultura propone domani alle 21.15 su Rai5. Lo spettacolo, nel 2004, ha segnato l'inaugurazione del teatro dopo i lavori di ristrutturazione seguiti all'incendio del 1996 e il capolavoro di Verdi è proposto nella prima versione, andata n scena proprio alla Fenice il 6 marzo 1853. Sul podio è impegnato il grande direttore d'orchestra Lorin Maazel, scomparso nel 2014. La regia è del canadese Robert Carsen, che cura anche le luci insieme a Peter van Praet. Le scene e i costumi sono di Patrick Kinmonth. Protagonista il soprano Patrizia Ciofi: una Violetta consumata dagli eccessi oltre che dalla malattia. Accanto a lei il tenore Roberto Saccà, un Alfredo che nella sua ossessione amorosa fotografa continuamente Violetta, nella speranza vana di fermare lo scorrere del tempo, e il baritono Dmitri Hvorostovsky, scomparso prematuramente nel 2017, che incarna un Germont padre tanto ipocrita quanto implacabile. La regia televisiva è di Patrizia Carmine, con la fotografia di Riccardo Topazio.

“Chi l’ha visto?”, il programma di Federica Sciarelli in onda domani alle 21.20 su Rai3, cerca di capire se un giovane segnalato dai telespettatori sia in realtà un ragazzino che era stato rapito a 10 anni. Il padre, intervistato in esclusiva dal programma, dice che quel ragazzo che vaga scalzo per la Sicilia è proprio suo figlio. Lo sta cercando da 13 anni e non si è mai dato per vinto. Poi, come sempre, gli appelli, le richieste di aiuto e le segnalazioni di persone in difficoltà.

Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) propone domani alle 21.10, “Notti magiche”, il film di Paolo Virzì ambientato nella tanto celebre, quanto crudele notte dei rigori Italia-Argentina 1990. Di quella splendida stagione il film ha tutto il sapore, ricorda la gioia e la tensione vissuta dal paese durante i Mondiali e restituisce lo spaccato di un periodo così cruciale per le sorti del cinema italiano che ha segnato la definizione di nuovi stili e il crepuscolo dei grandi “padri”. La storia narrata è quella di tre sceneggiatori, finalisti del Premio Solinas, accusati dell’omicidio di un noto produttore cinematografico. Francesca Archibugi e Francesco Piccolo sono gli autori della sceneggiatura che cita e omaggia i grandi del passato. Nel cast Mauro Lamantia, Giovanni Toscano, Irene Vetere, Roberto Herlitzka, Giancarlo Giannini e Ornella Muti. La hit di Edoardo Bennato e Gianna Nannini fa da colonna sonora, genera ricordi e tanta nostalgia.

È di scena un mix tra horror e fantastico con il film “Jukai-La foresta dei suicidi” di Jason Zada, in onda in prima visione domani alle 21.20 su Rai4 (canale 21). Alla ricerca della sorella gemella Jesse, creduta da tutti morta, la giovane Sara si addentra nella foresta giapponese di Aokigahara, luogo tenebroso prediletto dai sucidi, che sorge ai piedi del monte Fuji. Sarà una discesa in un labririntico universo dominato da visioni di dolore e paura abitate da creature demoniache.

Nell’appuntamento con “Basta La Salute”, il settimanale di medicina e benessere curato e condotto da Gerardo D’Amico, in onda domani alle 14.30 e alle 20.30, su Rainews24 si parlerà delle “bufale” sul Covid-19. L’ultima riguarda i lavaggi nasali con acqua ossigenata per falsare i tamponi, se ne parla nell’intervista ad Alberto Villani Presidente Società Italiana Pediatria. Altra bufala pericolosa, l’accostamento della epidurale con l’autismo. Arriva da uno studio pubblicato su Jama, ma dice tutt’altro. Interviene Maria Luisa Scattoni responsabile DSA dell’ISS. Si discuterà poi su come vive l’insegnamento a distanza un ragazzo con problemi di disabilità psichica. Il racconto della madre, Laura Fois. Si va anche all’Ospedale Bambino Gesù che sta scannerizzando i suoi vetrini con esami istologici mettendoli a disposizione degli altri centri di ricerca mondiali, per far avanzare scienza e terapie: intervista a Rita Alaggio direttrice Anatomia Patologica Bambino Gesù. Si chiude con la strage dei visoni nel nord Europa, sospettati di rilanciare le infezioni da sars cov2. Ne parla Gianluca Felicetti Presidente della LAV.

Alla fine della Grande Guerra gli Stati Uniti diventano a pieno titolo una potenza politica ed economica a livello mondiale. Sono gli anni delle presidenze che vanno da Warren Harding fino a Herbert Hoover, gli anni Ruggenti, che si interrompono bruscamente a causa della crisi economica del 1929. Lo racconta Lucia Annunziata in “E pluribus unum. Storia dei presidenti americani” in onda in prima visione domani alle 21.10 su Rai Storia. Sarà il presidente successivo, Franklin Delano Roosevelt, a portare l’America fuori dalla crisi economica, ma anche a rompere il tradizionale isolazionismo entrando nel secondo conflitto mondiale per sconfiggere i nazisti. Conclusa e vinta la guerra, gli Stati Uniti diventano la prima potenza economica e militare. Da quel momento il presidente degli Stati Uniti diventa sempre più decisivo nelle scelte politiche e economiche a livello globale e comandante in capo per vincere le sfide lanciate dall’Unione sovietica. Un braccio di ferro, chiamato Guerra fredda che va da Harry Truman fino a Ronald Reagan, che definiva l’Unione Sovietica l’impero del male; da Eisenhower fino a Nixon, per sconfiggere le forze comuniste in Corea e Vietnam. Dalla caduta del muro di Berlino nel 1989 e la dissoluzione dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti si ritrovano a essere la prima e unica potenza mondiale senza un vero avversario. Lo scacchiere geopolitico, fino a quel momento regolato dalla guerra fredda e dallo scontro tra America e Unione Sovietica, si destabilizza, come in Iraq, dove nel 1991 George H. Bush decide di intervenire contro Saddam Hussein nella prima guerra del golfo. Dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, il presidente George W. Bush conduce una lotta contro il terrorismo di matrice islamica che lo porterà in guerra contro L’Afghanistan e l’Iraq, portando a una destabilizzazione dell’intero Medioriente che coinvolgerà anche le presidenze dei suoi successori, da Barack Obama fino all’attuale presidente degli Stati Uniti: Donald Trump.

Un eroe dei nostri tempi. Così, nonostante i due millenni che ci separano dal poema epico che gli dedicò Virgilio, può essere definito il valoroso e umile Enea. Il grecista Giulio Guidorizzi e la scrittrice Andrea Marcolongo, ospiti della puntata di “Quante Storie” in onda domani alle 12.45, su Rai3, ne ripercorrono le gesta e analizzano il rapporto generazionale con il padre Anchise, che Enea trasporta sulle sue spalle, mettendo in luce l'attualità di un personaggio che può essere considerato l'archetipo di tutti i migranti.