Mondo Rai/appuntamenti e novità

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Segna il ritorno sul podio della Scala del suo Direttore musicale Riccardo Chailly a poche settimane dal successo della Salome di Strauss, il dittico formato da “Die sieben Todsünden” e “Mahagonny Songspiel” di Kurt Weill e Bertold Brecht, che Rai Cultura propone per la Giornata mondiale del teatro, domani alle 20.00 su Rai5. Il dittico si avvale della regia di Irina Brook, che debutta alla Scala, e di un cast in cui spiccano Kate Linsday nei panni di Anna I (nei “Todsünden”) e Betsy (in “Mahagonny”) e Lauren Michelle rispettivamente come Anna II e Jessie. la regia televisiva è curata da Arnalda Canali. Riccardo Chailly è tra i Maestri con la più estesa e profonda conoscenza del repertorio del Novecento: basti pensare alle incisioni di riferimento di lavori di Berg, Bartók, Stravinskij, Prokof’ev, Šostakovič, Hindemith e Messiaen. Oggi questo quadro si arricchisce con il dittico dedicato a Kurt Weill: un autore imprescindibile del panorama musicale e teatrale del XX secolo, il cui inconfondibile mondo sonoro, ricco di echi dei cabaret e delle vie di Berlino, riveste e umanizza i versi affilati di Bertolt Brecht. L’ideazione di “Die sieben Todsünden” (I sette peccati capitali), “Ballet chanté in nine scenes”, si colloca negli anni dell’ascesa del nazismo in Germania, che costringe sia Weil sia Brecht all’esilio. Lo spettacolo, composto di canto e danza, debutta al Théâtre des Champs-Elysées il 23 giugno 1933 con regia e coreografia di Balanchine e scene di Caspar Neher, che sei anni prima aveva disegnato quelle di Mahagonny, e viene ripreso al Savoy di Londra il 28 giugno con il titolo Anna-Anna: sarà l’ultima collaborazione tra Brecht e Weill. È un testo satirico le cui due (o una sola?) Anna intraprendono un viaggio attraverso sette città per raccogliere denaro bastante a costruire una casa sulle sponde del Mississippi per la famiglia. Ciascuna delle città corrisponde a un peccato capitale e rappresenta un apologo morale sull’apocalisse dei valori borghesi. Il titolo completo, voluto da Brecht, è infatti “I sette peccati capitali dei piccoli borghesi”. Anche Mahagonny Songspiel, commissionato dal Festival di musica da camera di Baden-Baden nel 1927, racconta di una città corrotta in cui non ci sono leggi al di fuori di quella del denaro. E' una metafora del crollo del sistema sociale borghese ma, come la Londra allucinata della “Dreigroschenoper” (L'opera da tre soldi) dell’anno successivo o le sette città dei “Sieben Todsünden”, ci mostra ancora oggi un paesaggio umano apocalittico che trascende il conflitto tra le classi e ci parla semplicemente della fine di un mondo, riacquistando una piena, drammatica attualità.

Domani Massimo Gramellini conduce la ventitreesima puntata de “Le Parole della Settimana” in onda alle 20.20 su Rai3. Nel collaudato alternarsi di ospiti noti e non, ci saranno il direttore de “La Stampa” Massimo Giannini, il rapper e cantautore italiano Willie Peyote autore del libro “Dov’è Willie? - Un dialogo con Giuseppe Civati”, Corrado Augias che tornerà sempre su Rai3 con una nuova puntata di “Città Segrete” e l’immunologa Antonella Viola per gli ultimi aggiornamenti sull’evoluzione della pandemia e della vaccinazione. In apertura di puntata Roberto Vecchioni dedicherà il suo racconto a Dante, raccontando la favola di Amore e Psiche e parlando anche delle accuse mosse dal giornale tedesco Frankfurter Rundschau che accusa il Sommo Poeta di plagio, per poi continuare in compagnia di Alessandro Gassmann la sfida enigmistica con Massimo Gramellini attraverso nuovi rompicapo. Veronica Pivetti racconterà nel suo monologo la gioia di Gessica Notaro, la giovane ex Miss Romagna sfigurata dall’allora fidanzato che l’aveva aggredita con l’acido nel 2007, che dopo l’ultima operazione di chirurgia plastica si è commossa nel vedere i suoi lineamenti che tornano lentamente alle origini. Saverio Raimondo si cimenterà con la sua cifra comica nel racconto di alcuni tesori del passato, i cinema. Tornerà anche il giovane critico d’arte Jacopo Veneziani che in occasione della giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri parlerà della figura del poeta fiorentino nella storia dell’arte. “Le Parole della Settimana”, poi, continuerà a dare spazio anche a storie straordinarie di vita quotidiana, da sempre il motore trainante del programma, raccontate dalla diretta voce di chi le ha vissute in prima persona, cittadini comuni che hanno saputo distinguersi per capacità, generosità o professionalità. Come di consueto in chiusura di puntata la “Buonasera”, il monologo di Massimo Gramellini ispirato dai fatti di cronaca.

Due scatole da scarpe di negativi fotografici 6x6, dimenticate in un vecchio armadio in soffitta per più di 50 anni e inaspettatamente ritrovate: un film che racconta di una guerra, della memoria che svanisce, di una sfida contro il tempo che passa. È “Due scatole dimenticate. Un viaggio in Vietnam”, firmato dalla grande documentarista recentemente scomparsa Cecilia Mangini e da Paolo Pisanelli, in onda domani alle 22.45 su Rai Storia per il ciclo “Documentari d’autore”. Nel 1964-65 i registi Lino Del Fra e Cecilia Mangini hanno vissuto per 3 mesi nel Vietnam del Nord, in guerra con gli USA, per effettuare i sopralluoghi per un film documentario sulla lotta di quel popolo deciso a conquistare l’unità e l’indipendenza. Hanno esplorato gran parte del paese, ma a causa dei bombardamenti americani i due sono stati rimpatriati insieme a tutti gli stranieri residenti a Hanoi. Quelle bombe colpirono anche il loro film, che non è stato più realizzato. Ma Cecilia Mangini ha effettuato un grande reportage fotografico, in parte ancora inedito e quella guerra, quella resistenza, quel popolo in armi rivive attraverso foto, scritti, ricordi e vuoti di memoria.

Nuovo appuntamento con Nunzia De Girolamo e il suo “Ciao Maschio”, in onda domani alle 23.15 su Rai1. Gli ospiti di questa settimana sono Leo Gullotta, attore, comico e doppiatore, che si sofferma sul filo conduttore della puntata, libertà e coraggio, due temi che da sempre caratterizzano la sua vita privata. Giampiero Mughini, giornalista e scrittore, con piglio sferzante, provocatorio e intelligente, racconta anche della sua infanzia siciliana. Completa il parterre Francesco Arca, attore ed ex modello, protagonista, tra le altre cose, di alcune fiction targate Rai. La chiave della puntata sarà nelle mani di Nunzia, unica donna ammessa a varcare la soglia dello studio. Non mancheranno le provocazioni e la tagliante ironia di Drusilla Foer che darà il suo punto di vista su quanto ascoltato. L’opinione sul tema di puntata sarà richiesta anche ai telespettatori che potranno interagire commentando la trasmissione con sui social network utilizzando l’hashtag #CiaoMaschio

“Tg2 Storie – I racconti della settimana”, la rubrica d'informazione condotta da Alessandra Forte, in onda domani alle 24.30 su Rai2, si aprirà nel segno di "Tutti pazzi per la DAD": in casa, in smart working, come sopravvivono le famiglie con sette e otto figli collegati con la scuola on line. A seguire, la paraboloa di un capo macchinista al Teatro degli Arcimboldi di Milano, oggi taglialegna per sopravvivere alla pandemia. E poi, quei preti e il Covid: tra le vittime del virus oltre 250 sacerdoti in un anno di pandemia, i cui nomi saranno contenuti in un libro perché non sia dimenticato il sacrificio per essere stati vicini alla gente. Gli aneddoti e i segreti dei grandi capolavori del cinema, invece, li racconterà lo sceneggiatore Franco Ferrini: da “C’era una volta in America” ai thriller di Dario Argento. Migliaia di albanesi trent’anni fa sbarcarono in Puglia. Tra loro un giovane medico oggi in prima linea nella lotta al Covid. E poi, Italia in prima linea per l’esplorazione e la conquista di Marte, il pianeta rosso, con uomini e donne e industrie aerospaziali. Chi era Bamboo Hirst? Omaggio alla donna cinese, scrittrice in italiano ad un anno dalla sua scomparsa: raccontava la realtà del suo paese e la condizione femminile. I reperti di Roma antica, invece, sono custoditi nella centrale Montemartini, nel Lazio: l’epoca classica nell’archeologia industriale. E infine, sposati da 80 anni, hanno raggiunto il traguardo del secolo: Luigi e Rosa, insieme colpiti e guariti dal Covid.

Come cambiò la Città Eterna, come venne rivoluzionato l'impero, la sua struttura, la sua vita quotidiana, con l'arrivo del cristianesimo? E cosa restò del mondo antico dopo quella rivoluzione religiosa e culturale giunta da una remota provincia orientale dell’Impero? Nel nuovo appuntamento con “Città Segrete”, in onda domani alle 21.45 su Rai3, Corrado Augias va alla scoperta della Roma cristiana. Un viaggio che parte dalla grandezza della Roma imperiale, passa attraverso la nascita e la vita di Gesù nella sua Gerusalemme, per arrivare all’espansione della religione cristiana e al suo arrivo nella Città Eterna. Augias accompagna il telespettatore non solo nei luoghi suggestivi e ricchi di fascino della Roma cristiana, ma tiene il filo del racconto immerso in uno studio virtuale, una sorta di grande “terrazza” affacciata sulla città, tra oggetti 3D e mappe virtuali. Dopo Milano e Roma, nei prossimi appuntamenti di “Città Segrete” - tra ricostruzioni, reportage e docu-fiction - Corrado Augias condurrà il pubblico alla scoperta delle piazze, i monumenti, le opere d’arte, i palazzi e gli enigmi di Palermo, Firenze e Napoli.

È il leggendario direttore d’orchestra Herbert Blomstedt, classe 1927, il protagonista del concerto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che Rai Cultura propone in diretta su Radio3 e in streaming su RaiPlay domani alle 18.00 dall’Auditorium Parco della Musica di Roma. La serata sarà proposta successivamente in prima tv su Rai5 giovedì 27 maggio alle 21.15. Di origini svedesi ma nato negli Stati Uniti, Blomstedt sale sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per dirigere la Sinfonia n. 5 di Bruckner. Allievo tra gli altri di Igor Markevitch, ha guidato nel corso degli anni orchestre come la Staatskapelle di Dresda, la San Francisco Symphony e il Gewandhaus di Lipsia, imponendosi come autorevole testimone della grande tradizione europea. "I never get tired of music" (non mi stanco mai della musica) ha dichiarato in una delle sue ultime interviste e in effetti, della musica non si stanca davvero mai. Proprio durante il primo lockdown del 2020 ha firmato un contratto discografico per incidere la Nona Sinfonia di Schubert con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, di cui è direttore onorario e a cui ha mai fatto mancare attenzioni nei mesi più difficili della pandemia. Oltre alle sue esecuzioni in streaming è stato possibile seguirlo in approfondimenti su Facebook sulle pagine della Lucerne Festival Orchestra o della Radio Svedese per citarne alcuni. Per il suo ritorno con l’Orchestra di Santa Cecilia sceglie la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore di Bruckner, scritta tra il 1875 e il 1878, in un periodo difficile per il compositore, che confidò a un amico «la mia vita ha perso tutta la gioia e l’entusiasmo». Genericamente considerata come un corpo isolato rispetto al resto della produzione sinfonica bruckneriana, la Quinta fu denominata “fantastica”, “tragica”, e persino “sinfonia dei pizzicati”. Nessuna di queste definizioni coglie davvero appieno lo spirito dell’opera, che tiene insieme forti contrasti, una grande cura contrappuntistica e una severità di stampo classico.

Il 18 giugno 1989, la lista di Solidarnosc vince le prime elezioni semi-libere in Polonia dall’avvento del comunismo. È il primo risultato tangibile di una lunga battaglia in nome della democrazia compiuta da Lech Wałęsa e dal suo sindacato libero. Una pagina di storia che la professoressa Krystyna Jaworska e Paolo Mieli ricostruiscono a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda domani alle 20.30 su Rai Storia. Poco più di un anno dopo Wałęsa è eletto presidente della repubblica, consacrazione del ruolo determinante svolto assieme a Papa Giovanni Paolo II nella trasformazione democratica del regime. Per la Polonia è l’inizio di un cammino che la porterà a entrare nella Nato e nell’Unione Europea.

Situata all’estremità occidentale della Sicilia, è la città di Trapani la protagonista di “Linea Verde Life”, in onda domani alle 12.25 su Rai1. Marcello Masi e Daniela Ferolla incontrano le associazioni che proteggono la natura della zona come un tesoro prezioso e le persone che arrivano da lontano e decidono di stabilirsi lì. E poi il maestro del corallo, Platimiro Fiorenza, inserito nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia nell’elenco dei Tesori Umani Viventi tutelati dall’Unesco. E ancora, in primo piano, le saline di Trapani e Paceco con il lavoro di conservazione della Calendula Marittima, specie rara presente solo nella provincia di Trapani, San Vito Lo Capo, dal meraviglioso scenario cristallino, dove la tutela la costa è un dovere e Favignana, isola in provincia di Trapani, nelle cui acque ci sono praterie di posidonia, una pianta utilissima che viene monitorata e tutelata dall’Ispra. E ancora, con un passaggio all’aeroporto di Birgi, Marcello e Daniela raccontano che l’aeronautica militare opera 24 ore su 24 per la sicurezza del Paese e dei cittadini, garantendo il controllo dello spazio aereo e proteggendo con le altre Forze Armate gli interessi nazionali, anche all’estero. E non solo, con una simulazione di soccorso in elicottero, spiegano l’importanza dell’82° centro Csar di Trapani. Ma Trapani è anche la provincia del buon cibo. Federica de Denaro spiega, passo dopo passo, una gustosissima ricetta che affonda le sue radici nella splendida Sicilia. Obiettivo infine sulla preparazione del cous cous e sul significato di questa tradizione culinaria per chi vive a San Vito Lo Capo.