Monica Pais, la vet del web e il "cane che non voleva più amare"

Roma, 22 ott. (askanews) - "Storia del cane che non voleva più amare": è il pastore maremmano Mano il protagonista del nuovo libro di Monica Pais, una storia vera naturalmente, con le illustrazioni di Paolo D'Altan, in libreria per Longanesi dal 24 ottobre.

La veterinaria più amata del web è esplosa con la storia della cagnetta Palla, raccolta con la testa quasi staccata da un collare improvvisato, oggi la sua ombra e testimonial della onlus Effetto Palla.

Il primo libro "Animali come noi" è un successo editoriale, arrivato alla quarta ristampa, una collezione di storie di animali, di padroni e di Sardegna.

Monica Pais e tutto lo staff della clinica Duemari di Oristano raccolgono, curano e trovano adozione ai randagi investiti.

"Quest'anno siamo a quota 160, in genere 180, duecento all'anno." racconta Pais.

E adesso un'altra storia: quella di un pastore maremmano che sembrava un caso disperato, taciturno e incapace di socializzare. "Mano è stato recuperato da un canale d'irrigazione che pesava 12 chili, un maremmano adulto, che ora ne pesa 50; incaprettato, con la museruola, buttato dentro un canale d'irrigazione. Mano ha veramente incarnato quello che è il mio motto preferito, "tutto arriva per chi sa aspettare"; un cane che sembrava destinato al canile perché anche pericoloso, mancava dai miei racconti perché aveva deciso di fare l'orso della foresta. Nove mesi in un box da noi, poi un anno e mezzo in casa di un nostro proprietario che lo aveva preso, ma lui restava in giardino".

Poi, la svolta, la scorsa primavera: "In Sardegna c'era una grande tempesta di maestrale lui quella notte si è messo ad abbaiare per la prima volta. Mariano, che lo ha in casa, pensava che gli fosse cascato in testa qualcosa. Invece Mano ha chiesto di entrare; è entrato, e non è più uscito".

Oggi il maremmano impossibile è quasi diventato un cane normale, insomma ha deciso che può fidarsi di nuovo. "Questa è una strenna, la chiusura naturale di "Animali come noi. Io avrei piacere che le persone vedessero anche nei casi più strani, più difficili, più costosi, che aiutarli è veramente fonte di felicità" conclude Pais.