Monito del vescovo di Palermo alla politica dopo arresti: "Basta illegalità"

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AGI - "La politica deve impegnarsi a risollevare la convivenza umana dalla ingiustizia, dai soprusi e dalla illegalità". Non esistono altre strade per l'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, che con AGI riflette sull'imminente momento elettorale e sulla cronaca che restituisce alla vigilia del voto la notizia degli arresti di candidati alle Regionali siciliane. Due in 48 ore: a Catania per corruzione, a Palermo per scambio elettorale politico-mafioso.

"In questo momento così complesso - aggiunge don Corrado - è necessario assumere un impegno politico e amministrativo a partire dalla consapevolezza della delicatezza di questa fase, che ci richiede una grande libertà interiore, una grande determinazione nel perseguire solo ciò che può aiutare la convivenza umana".

Occorre una svolta etica e sociale della politica e una responsabilità collettiva. Innazitutto, politici e amministratori - è il monito del vescovo - perseguano solo il bene comune e non gli interessi personali e oscuri.

Ciò è decisivo "in una città e in una regione, oltre che in una nazione - prosegue il vescovo Corrado - dove c'è tanta sofferenza. Per questo non si possono avere assolutamente altre finalità. Servono persone che amino realmente la città umana, perché c'è tanta gente che soffre oggi. E la politica serve affinché tutti possano perseguire la giusta felicità nella città negli uomini".   

Una realtà, una "città degli uomini, che, se ha delle contraddizioni profonde e pesanti, "proprio per questo - avverte l'arcivescovo Lorefice - ci impone di essere impegnati a risollevare la convivenza umana dalla ingiustizia, dalla illegalità, dal sopruso". Soprattutto, si tratta di "liberare le fasce  più deboli. E' dalle fasce più deboli che bisogna ripensare l'impegno politico e amministrativo".