Mons. Gallagher: identità europea trascende diversità culturali

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Roma, 8 gen. (askanews) - Nel 2020 ricorre il 70esimo anniversario della Convenzione europea dei diritti umani, "vera pietra angolare per la protezione delle persone da ogni violazione dei diritti umani", ma anche strumento che ha contribuito a "forgiare una identità europea basata su valori condivisi che trascendono le diversità culturali". Da qui è partito l'arcivescovo Paul Gallagher, segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, che ha tenuto la relazione introduttiva alle "giornate interdisciplinari" su "Costruire l'Europa insieme. 50 anni di Santa Sede al Consiglio d'Europa". Se però si vuole offrire una visione dell'Europa bisogna "iniziare dicendo che non esiste ancora un'unica percezione dell'Europa, nemmeno dal punto di vista del progetto da realizzare. Ogni nazione ha la sua visione dell'Europa. E all'interno dei Paesi, sono numerose le rappresentazioni che ci si fa dell'Europa o si desidererebbe poter già considerare come parte integrante della storia". Nel suo intervento, riportato dal Sir, mons. Gallagher ha voluto però presentare "un'idea dell'Europa che non ignora le sue fondamenta e le sue radici cristiane" e ha tratteggiato "alcune idee di un progetto di costruzione europea che non sono valide solo per cattolici o cristiani in generale, ma che possono costituire elementi di riflessione per qualsiasi persona di volontà".