Mons. Marcianò: suicidio assistito può contraddire la libertà

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Città del Vaticano, 30 ott. (askanews) - L'autodeterminazione "non solo non esaurisce, ma a volte addirittura contraddice l'essenza della libertà". Lo ha detto mons. Santo Marcianò, ordinario militare per l'Italia, a proposito della recente decisione della Corte costituzionale sul suicidio assistito.

"Noi riflettiamo sul diritto alla libertà, leso in contesti di violenza, guerra, prevaricazione", ha detto il presule nell'omelia pronunciata stamani a Santo Spirito in Sassia in occasione del corso sul diritto internazionale umanitario per cappellani militari in corso all'Augustinianum fino al 31 ottobre, "ma non sempre ci rendiamo conto di quanto spesso siano proprio i cosiddetti 'diritti rivendicati' a ledere la libertà più profonda e a rendere la persona più schiava. Assieme alla pena di morte, che andrebbe ormai definitivamente soppressa, penso a leggi che promuovono aborto, droghe o diverse tipologie di dipendenze o anche - come accaduto recentemente in Italia - eutanasia e suicidio assistito; il tutto invocando quel diritto all'autodeterminazione che non solo non esaurisce, ma a volte addirittura contraddice l'essenza della libertà, rinforzando pesantemente la logica della violenza e della guerra".

"Eppure - ha detto mons. Marcianò - nell'uomo, anche nell'uomo che lo abbia dimenticato, lo Spirito Santo intercede perché egli sperimenti e desideri, chieda per sé e conceda agli altri la libertà autentica. Lo Spirito intercede in modo straordinario; 'superintercede', si potrebbe tradurre letteralmente dal verbo greco, e lo fa 'con gemiti inesprimibili', indicibili a parole".