Mons. Nosiglia: capitale più prezioso impresa è il lavoratore -2-

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Roma, 24 dic. (askanews) - "Si dimentica che il capitale più prezioso di un'impresa, da salvaguardare e accrescere, è ogni persona che lavora, che trova nel lavoro la propria dignità. Il profitto e il proprio tornaconto, i guadagni finanziari e ogni altro risultato vanno commisurati a partire da chi lavora, che non può essere considerato una merce da spostare da un territorio all'altro, per ragioni spesso di ordine speculativo. Il lavoro comunque non è solo un diritto primario di ogni persona, ma è anche il primo dovere di uno Stato e dunque di un governo e di ogni altra istituzione che voglia rispondere al suo vero fine di servire il bene comune", ha detto monsignor Nosiglia.

"Anche la Chiesa ne è coinvolta e non deve e non può restare muta o ai margini di questo problema. Deve intervenire e far sentire la sua voce, esprimere la sua vicinanza e solidarietà effettiva e non solo a parole con chi si trova in questa situazione. Io prego pertanto il Signore, che ha lavorato e sa che cosa significhi non avere lavoro, di suscitare nelle coscienze di tutti coloro che hanno in mano la sorte di tante imprese e dei loro dipendenti un sussulto di dignità e di umanità, che li spinga a cercare alleanze e solidarietà, perché di questo si tratta primariamente. Da parte della Chiesa di Torino ci sarà sempre il massimo di disponibilità e coinvolgimento in ogni grave e difficile situazione che coinvolga le persone e imprese del suo territorio". (Segue)