Mons. Radaelli: ora alla Caritas vengono gli artigiani -3-

Ska

Roma, 1 lug. (askanews) - Le Caritas, precisa ad Avvenire mons. Radaelli, "non devono mai essere solo un ente erogatore. Questa meravigliosa intuizione di Paolo VI, che l'anno prossimo festegger il mezzo secolo, deve conservare una funzione pedagogica. Il tentativo sempre quello - sia nell'impiego dei fondi sia nell'attivazione di nuovi servizi - di avere sempre attenzione al perch dei problemi e di mettere al centro la persona. I centri Caritas si chiamano 'di ascolto' proprio per questo. In particolare, in base all'andamento della pandemia e dell'emergenza, l'obiettivo puntare al reinserimento nel mondo del lavoro, ma sappiamo che sar complesso. Occorrerebbe una maggiore flessibilit. Qualche anno fa i voucher ad esempio favorirono gli inserimenti lavorativi. E dal punto di vista pastorale la Caritas non vuole deleghe. I nuovi poveri vanno individuati con il passaparola di vicinato, con una presa in carico e una segnalazione alla parrocchia da parte del vicino di casa. Questo pu aiutare la carit diffusa, mentre la conoscenza specifica dei casi da parte delle comunit cristiane favorisce la sburocratizzazione dei nostri servizi e la corretta destinazione delle risorse. Anche questo farsi carico del prossimo".