Mons. Russo (Cei): fare emergere gli stranieri invisibili -3-

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Roma, 18 giu. (askanews) - "Oggi - ha detto ancora il sgeretario generale della Cei nell'omelia della veglia di Sant'Egidio per la Giornata mondiale del rifugiato - siamo insieme a numerosi amici e amiche che hanno varcato il Mediterraneo o sono giunti in Europa attraverso vie di terra: molti fra voi hanno dolorosamente perso amici e parenti. Siamo insieme alla Comunit di Sant'Egidio, e a tutti voi che fate di questa memoria un appello alla coscienza dei cristiani, della societ civile e dei popoli: Centro Astalli, Caritas Italiana, Migrantes, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Scalabrini Migration International Network, Acli, Associazione Papa Giovanni XXIII, Associazione Comboniana Migranti e Profughi. Spero veramente di non aver dimenticato nessuno. Che non appaia formale questa mia precisazione. Ho citato sigle che possono apparire distanti a chi non ha familiarit con queste realt, ma in verit ad ognuna di queste sigle corrispondono persone che si spendono ogni giorno per vivere quella prossimit che diventa un obbligo del cuore quando come cristiani ci rendiamo conto che questa pu diventare una risposta importante alla chiamata che il Signore fa agli uomini e alle donne del nostro tempo. Questa assemblea liturgica si allarga ai tanti che sono collegati e alle altre veglie che hanno luogo a Roma, in Italia e nel mondo".

L'augurio di mons. Russo e che, in questo tempo dopo la Pentecoste, non si dimentichi "che, non il vento del Mar di Galilea, ma il vento dello Spirito spinse i discepoli frastornati incontro ai popoli allora conosciuti, parlando una lingua nuova che tutti potevano intendere. La lingua dell'amore, che particolarmente nel tempo della pandemia ha visto molti soccorrere i pi soli e i pi esposti. Fra essi abbiamo presenti i volti di tanti e tante badanti, delle colf, di immigrate e rifugiate che si sono prese cura degli anziani impedendo che fossero abbandonati alla solitudine e preda del contagio negli Istituti. Sono stati tanti quelli che hanno avuto compassione e hanno portato il loro contributo per sfamare chi era senza casa".