Montagna 4.0, qualità e sostenibilità per lo sviluppo delle Valli Alpine

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Italy. Piedmont. Alps. Monte Rosa. Three climbers on a snowy ridge on the Monte Rosa massif. (Photo: Buena Vista Images via Getty Images)
Italy. Piedmont. Alps. Monte Rosa. Three climbers on a snowy ridge on the Monte Rosa massif. (Photo: Buena Vista Images via Getty Images)

(di Maria Chiara Cattaneo, docente di Economia e Politiche dell’Innovazione all’Università Cattolica e membro del Cranec)

Le Olimpiadi invernali 2026 rappresentano una irripetibile occasione per le Valli alpine di ridisegno del proprio sviluppo verso più qualità e sostenibilità. In una prospettiva di sviluppo comunitario del turismo questo evento che vede coinvolta l’Alta Valtellina insieme al Bellunese e al Trentino richiama all’esigenza di rafforzare competenze, mettere a sistema specificità e vocazioni dei diversi territori, con uno sguardo che costruisca strategie robuste “a prova” di futuro, con offerte integrate che coniughino sostenibilità e inclusione. Gli stessi Giochi Invernali 2026 potranno sensibilizzare le comunità e i turisti sul tema ambientale proponendosi ad impatto zero con l’applicazione di modelli di economia circolare e riduzione degli sprechi in linea con gli obiettivi europei e con la nuova domanda di turismi. In passato turismo e urbanizzazione connessa avevano spinto a uno sfruttamento intensivo spesso con logiche di breve periodo. Ormai da tempo il paradigma è cambiato e nel cambiamento globale sono centrali visioni innovative.

Operare insieme per la progettazione sostenibile della montagna non più come territorio lontano e bisognoso di aiuto ma in una logica di policentrismo territoriale è un tema sempre più attuale. In Italia “montagna” è più della metà del territorio nazionale, con una quota di abitanti del 18%, cresciuta dell’1,3% fra il 2000 e il 2014 e un tasso di imprenditorialità più elevato che altrove (86,7 imprese/1000 abitanti vs 84,7), indice dell’intraprendenza di quei territori, pur trattandosi spesso di piccole e piccolissime imprese da sostenere con servizi di supporto all’innovazione e internazionalizzazione. La montagna ha prodotto il 16% del valore aggiunto totale nazionale, pari a 235 miliardi di euro (Censis 2016). E anche la pandemia, pur nella sofferenza, ha aperto finestre di opportunità per le aree montane, in una nuova relazione fra città e montagna mettendone in luce le specificità. Una recente ricerca dell’associazione “Riabitare l’Italia”, condotta su un campione rappresentativo di circa 1.000 giovani fra i 18 e i 39 anni nelle aree interne, ha evidenziato che due ragazzi su tre vogliono restare o tornare dove sono nati e costruire lì i loro futuri; è la “restanza” dove collaborazione fra pubblico e privato e tenere insieme le comunità diventano essenziali.

La montagna e la macroregione alpina presentano quindi importanti opportunità che dipendono dall’adozione di prospettiva di lungo periodo e visione sistemica in grado di promuovere una governance che anticipi le incertezze sociali, economiche e ambientali.

Individuare nel cambiamento opportunità per non farsi travolgere e costruire una montagna protagonista è obiettivo del percorso comunitario “Montagna 4.0”, itinerario formativo in corso in provincia di Sondrio dal 2017 e oggi allargato all’intero arco alpino, dal Piemonte al Friuli. Al centro i principi di solidarietà e sussidiarietà per una progettazione comunitaria del proprio sviluppo sostenibile. L’itinerario si è posto l’obiettivo di incoraggiare la co-progettazione di possibili scenari futuri in modo partecipativo coinvolgendo studenti, operatori e tutta la Comunità per guardare a nuove prospettive partendo dalla consapevolezza delle ricchezze della montagna. Progettato e coordinato dal Comitato Scientifico di Società Economica Valtellinese (SEV), think tank culturale attivo sul territorio per promuovere un futuro di qualità, realizzato su iniziativa del Comune di Bormio, dopo due anni di incontri in Alta Valtellina, il percorso si è allargato nell’autunno 2020 a tutto il territorio provinciale in modo itinerante – e anche in forma ibrida con il digitale - come percorso esplorativo e partecipativo che ha messo al centro le idee di futuro dei giovani, qui “argento vivo” non per memorabili istanti olimpici ma nel senso di velocità e freschezza nelle immagini e proposte da loro avanzate. Oggi, in un rinnovato sostegno istituzionale a livello valtellinese, si è esteso a tutto l’arco alpino italiano, dal Piemonte al Friuli, grazie alla collaborazione di SEV con la Cooperativa di Comunità Viso a Viso di Ostana (CN), Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (TN), Confindustria Belluno-Dolomiti e Cooperativa CRAMARS di Tolmezzo (UD). Circa 300 studenti di 10 Istituti Superiori dai cinque territori coinvolti lavorano insieme per produrre idee progettuali orientate a sostenibilità, inclusione, digitalizzazione, temi globali che hanno impatto locale su cui è strategico operare in linea con obiettivi europei, PNRR e nuova programmazione europea 2021-2027

Il coinvolgimento della scuola è fondamentale per mettere al centro studenti e comunità nel coltivare competenze di anticipazione e trovare nel cambiamento opportunità di crescita.

“Montagna 4.0 FUTURe ALPS” rappresenta uno sviluppo del lavoro svolto prima verso le diverse aree della provincia di Sondrio e poi a tutto l’arco alpino e assume valore di paradigma ulteriormente estendibile. Si è strutturato sia per l’edizione 2020 sia per l’itinerario allargato all’arco alpino ora in corso, in sei giornate formative per co-costruire insieme il futuro, toccando diversi temi strategici per la montagna di domani. Ogni giornata è articolata in tre momenti: laboratori mattutini con gli studenti, confronto fra studenti e operatori trasversale per territori e per generazioni, open talk aperta a tutte le comunità. Gli studenti hanno elaborato delle cartoline dal 2040 che hanno presentato a operatori e stakeholder per costruire insieme strategie robuste “a prova di futuro” (ed. 2020) e ora (ed. 2021) da quegli scenari di futuro, su scala alpina, sviluppano delle proposte progettuali come spunto per strategie operative e progettualità trasversali.

I giovani disegnano una montagna futura da vivere grazie al contributo della tecnologia con app di “gamification” per un turismo video-ludico che renda le destinazioni “giocabili”, o vedono reti di Parchi nazionali per un turismo didattico- naturalistico con soluzioni di economia circolare per limitare l’impatto ambientale e l’uso di risorse per l’innevamento artificiale, con progettualità orientate a valorizzare esperienze turistiche nei bivacchi o nelle malghe minimizzando l’impatto sull’ambiente. Hanno pensato anche ad app per la manutenzione del bosco per mappare i luoghi più incontaminati dove disporre alveari anche fai da te con stampa 3d. Hanno sottolineato il valore della formazione per la riqualificazione del costruito, per limitare il consumo di suolo proponendo per esempio centri di innovazione ecosostenibili caratterizzati dall’uso del legno come materia prima e dalla riconversione energetica, con insoliti modelli di stampante a 3d che usino gli scarti del legno per sostituire la plastica.

Il percorso “Montagna 4.0” quindi opera per attivare l‘innovazione sulla protezione e valorizzazione di ambiente e territorio, all’insegna della qualità, per residenti e turisti.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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