Monte Bianco, allarme per possibile crollo del ghiacciaio Planpincieux

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È allerta in queste ultime ore sul Monte Bianco per il possibile futuro crollo di una parte del ghiacciaio Planpincieux, al momento costantemente monitorato dagli esperti. Il ghiacciaio, che si trova sul versante italiano della montagna, si sta infatti muovendo ad una velocità di circa 50/60 centimetri al giorno e ormai è molto probabile un suo crollo imminente. Per gli abitanti del comune di Courmayeur non dovrebbe esserci comunque nessuna conseguenza a seguito del cedimento del ghiacciaio.

Monte Bianco, allarme per ghiacciaio Planpincieux

La mole di ghiaccio che potrebbe distaccarsi a breve ammonta a circa 250mila metri cubi, che sono ora affacciati sul fondovalle. Nel cercare di chiarire la situazione, il sindaco di Courmayeur Stefano Miserocchi ha spiegato come il ghiacciaio sia ormai estremamente suscettibile agli sbalzi di temperatura: “Tali fenomeni testimoniano ancora una volta come la montagna sia in una fase di forte cambiamento dovuto ai fattori climatici, pertanto e’ particolarmente vulnerabile”.

Lo stesso Miserocchi ha convocato nel pomeriggio del 25 settembre una riunione con gli abitanti ed i proprietari di baite dell Val Ferret, sopra la quale incombe il pericolo del ghiacciaio, allo scopo di stabilire le eventuali misure in caso di crollo imminente. Già nella giornata di ieri era stata emanata un’ordinanza che imponeva la chiusura della strada comunale che attraversa la valle, oltre all’evacuazione di alcune baite nella frazione di Rochefort. Il sindaco ha comunque rassicurato che l’area interessata dal crollo: “Non riguarda centri abitati e nemmeno strutture turistiche”.

Monitorato un altro ghiacciaio

Sempre nella zona del massiccio delle Grandes Jorasses e a rischio crollo anche il ghiacciaio Wymper, il cui cedimento del seracco terminale è definito come imminente. Il ghiacciaio Planpincieux è tenuto sotto stretta osservazione dal 2013 da parte della Fondazione Montagna sicura, che collabora con il Geohazard Monitoring Group del CNR-IRPI di Torino. Dalla giornata del 26 settembre il monitoraggio verrà inoltre affiancato d un nuovo sistema radar, che si affiancherà alle osservazioni fotografiche in corso fin’ora. Al momento infatti, viene scattata una fotografia al giorno del ghiacciaio in modo da stabilire a che velocità si sta muovendo grazie al raffronto delle immagini.