Montesano con la maglietta della 'X Mas' espulso da Ballando con le stelle

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AGI -  "Quanto accaduto ieri sera a 'Ballando con le stelle', in onda su Rai1, è inaccettabile". Lo scrive, in una nota, la Rai, dopo le polemiche nate dal fatto che l'attore indossasse una maglia con il simbolo della X Mas nel programma.

"Resta inammissibile che un concorrente di un programma televisivo del servizio pubblico indossi una maglietta con un motto e un simbolo che rievocano una delle pagine più buie della nostra storia - si legge ancora nelal nota - chiediamo scusa a tutti i telespettatori e, in particolare, a coloro che hanno pagato e sofferto in prima persona a causa del nazifascismo a cui proprio quella simbologia fa riferimento". "È decisione, dunque, della Rai interrompere la partecipazione di Enrico Montesano alla trasmissione del sabato sera 'Ballando con le stelle'".

Dalle immagini di ieri vedo Montesano fare le prove di Ballando con la maglietta della Decima mas che, se a qualcuno sfugge, è una formazione militare che ha combattuto accanto ai nazisti contro i partigiani, nonché simbolo del neofascismo. pic.twitter.com/Z679TqFONa

— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) November 13, 2022

Era stata Selvaggia Lucarelli, nella giuria del programma televisivo, a sollevare il caso con un post su Twitter spiegando che quella indossata dal comico romano è la maglietta " di una formazione militare e che ha combattuto accanto ai nazisti contro i partigiani, nonché simbolo del neofascismo".

"Sono profondamente dispiaciuto e amareggiato per quanto accaduto durante le prove del programma. Sono un collezionista di maglie, ho quella di Mao, dell'Urss, ma non per questo ne condivido il pensiero". È il post su Facebook di Enrico Montesano, escluso dalla Rai dal programma 'Ballando con le stelle' per aver esibito nelle prove la maglietta della X Mas.

"Non c'era in me nessuna intenzione di promuovere messaggi politici o apologia di fascismo da cui sono profondamente distante - precisa l'attore -. Sono sempre stato un uomo libero e democratico. Credo nei valori della costituzione e mi scuso profondamente con chi si è sentito offeso e turbato. È stata un'ingenuità. Io col nazifascismo e tutti i totalitarismi non c'entro nulla e li disprezzo profondamente. Chiedo ancora scusa".

X Mas, da Alessandria d'Egitto alle stragi naziste

La Decima flottiglia Mas, nota anche come X Mas o 'La Decima' (si ispirava alla X Legione di Giulio Cesare), nasce nel 1941 come reparto sepeciale dei mezzi d'assalto della Regia Marina Italiana.

L'acronimo viene da "Memento audere semper" (ricordati di osare sempre), lo slogan coniato da Gabriele D'Annunzio, e l'unità fu protagonista di diverse incursioni belliche come quelle della Baia di Suda (25-26 marzo 1941) e soprattutto quella di Alessandria d'Egitto del 19 dicembre 1941, in cui i 'maiali' (siluri adatti al trasporto di due sommozzatori) affondarono le corazzate britanniche Valiant e Queen Elizabeth.
La X Mas è legata al nome di alcuni nomi noti della Marina italiana, da Teseo Tesei morto a Malta in un'operazione fallita, e Luigi Durand de La Penne, insigniti di Medaglie d'oro al valor militare.

Con l'armistizio dell'8 settembre 1943, la X Flottiglia Mas, subì una scissione: gli elementi rimasti al Sud ribattezzarono l'unità"Mariassalto", di base a Taranto, e ripresero a combattere agli ordini degli Alleati. Il grosso della Decima fu bloccato nel porto di La Spezia sotto il comando di Junio Valerio Borghese (futuro presidente del Msi) e si riorganizzo' in corpo autonomo, entrando a far parte della Marina Nazionale Repubblicana e combattendo al fianco del Terzo Reich.

Dopo un attacco contro un treno Parma-La Spezia in cui morirono alcuni suoi marò, La Decima ordino' un rastrellamento che portò alla morte di 12 partigiani. E, anche se ufficialmente dichiaravano di combattare contro gli anglo-americani e non contro gli italiani, gli uomini della flottiglia parteciparono ad azioni violente anche contro la popolazione civile, come la strage nazista di Forno, in provincia di Massa, o a quella di Borgo Ticino, considerate crimini di guerra.