Monti: impianto manovra tradizionale, credo sia solo assaggio

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Roma, 30 set. (askanews) - "Ho molta fiducia nel ministro Gualtieri, penso che questo sia solo un assaggio di ciò che stanno elaborando al Mef". Quello illustrato finora "è un impianto molto tradizionale e che non cerca di rimediare ad alcuni grossi errori che il governo precedente ha fatto". Lo ha detto l'ex premier Mario Monti, ospite di Circo Massimo su Radio Capital. Nell'intervista a "In mezz'ora", su Rai3, Gualtieri ha anche detto che stiamo pagando "i conti del Papeete": "Il governo gialloverde ha indubbiamente messo il carico, a cominciare dall'aumento dello spread. E sinteticamente si può chiamare conto del Papeete. Però - sottolinea l'ex premier - i governanti italiani, spero con qualche eccezione, nel corso di decenni hanno fatto come se si fossero trovati al Papeete in prossimità di cubiste".

L'Italia sta facendo un errore credendo che oggi in Europa sarà tutto più semplice? "Sì, credo sia un errore, ma conoscete la mia tesi: anche supponendo che l'Italia possa ottenere più flessibilità, resta una cosa che va contro i giovani. Se la flessibilità viene usata per fare veri investimenti, ai giovani fa bene - spiega Monti - se viene presentata come una vittoria del Paese rispetto all'Europa ma va a finire tutta o quasi in spesa corrente o di redistribuzione, succede che l'Italia, autorizzata dall'Ue, aumenta il proprio debito pubblico a fronte di spese magari giuste socialmente ma non produttive di maggiore occupazione e reddito in futuro. Dio ci guardi da un'eccessiva simpatia per la flessibilità. E penso che il commissario Gentiloni incontrerà dei limiti, per fortuna, alla flessibilità, mentre ha tra le sue competenze quella della fiscalità, che è fondamentale, anche a vantaggio dell'Italia, per cercare di portare un po' avanti il discorso dell'armonizzazione fiscale".

A proposito di fisco, per combattere l'evasione il governo pensa a incentivare i pagamenti in moneta elettronica, per fare in modo che si preferiscano al contante: per il senatore a vita si tratta di "una via forse concettualmente apprezzabile ma macchinosa. Prima di pensare a meccanismi così delicati e sofisticati, chissà poi con quali effetti, ci sarebbe la misura un po' rozza che è relativa al limite dell'uso del contante. Lì bisognerebbe intervenire in maniera più severa. Benissimo andare a cercare di creare un conflitto di interessi tra compratori e venditori su un rivolo di miliardi di transazioni piccolissime, ma se cominciamo a essere più restrittivi sull'uso del contante, almeno su operazioni più grandicelle, qualche vantaggio ci sarebbe. E del resto - conclude Monti - anche le considerazioni che fa la Banca d'Italia e l'autorità contro il riciclaggio del denaro sporco sottolineano sempre che bisognerebbe che il tetto sul contante fosse piuttosto basso".