Monti: "Non scongiurato l'aumento dell'Iva"

Roma, 30 apr. (Adnkronos/Ign) - ''Se oggi c'è l'Imu bisogna accettare l'amara verità che si è abolita l'Ici senza calcolare le conseguenze, non poteva e non doveva essere abolita'' nella situazione economica in cui si trovava il paese. Lo afferma il presidente del consiglio, Mario Monti, nel corso della conferenza stampa che segue il Consiglio dei ministri. ''Se all'Imu si preferisce la patrimoniale il governo è pronto a valutare ogni proposta che garantisca la parità di gettito effettivo'', aggiunge Monti.

Aprendo la conferenza stampa a palazzo Chigi, il premier ha espresso "sdegno", perché "chi si vuol candidare per il governo del proprio Paese non può giustificare l'evasione fiscale, né tanto meno invitare a non pagare le tasse o a istituire personali e arbitrarie compensazioni tra crediti e debiti verso lo Stato".

Monti ha quindi ribadito che l'Italia si trova di fronte a problemi "seri, avendoli ereditati da decenni di politiche spesso non serie. Ci sono responsabilità del passato che sono causa dell'attuale pressione fiscale. Le irresponsabilità che troppo spesso vediamo nel presente nascondono errori gravi di chi ha schiacciato le generazioni future che oggi sono arrivate con un peso tributario che è servito a mantenere livelli di benessere".

"Tutti invocano la riduzione delle tasse: sembra che il governo si diverta a imporre tasse elevate e invito coloro che fanno queste affermazioni a tenere presente che gli italiani non sono sprovveduti. La diminuzione del carico fiscale -ha detto ancora Monti- è certamente possibile se tutti paghiamo le tasse, se nessun comparto del settore pubblico si sottrae alla diminuzione necessaria della spesa, se tutti riconoscono che l'illegalità è anche immorale".

Il presidente del Consiglio è quindi passato a parlare di spending review. Che è opera, ha spiegato il Professore, "del ministro Giarda nell'ambito di un esercizio che ha condotto con il ministro Patroni Griffi e con il viceministro Grilli. Si tratta di un'analisi non accademica, tutta orientata alle scelte politiche, strettamente indispensabile per prendere decisioni responsabili".

"La spesa pubblica 'rivedibile'' nel medio periodo -ha aggiunto- è pari a circa 295 miliardi di euro. A breve termine, la spesa rivedibile è notevolmente inferiore, stimabile in circa 80 miliardi". La revisione della spesa sarà "non lineare ma selettiva".

Quanto all'aumento di due punti dell'Iva ''non è scongiurato'', ha affermato il presidente del Consiglio. Secondo il premier, tuttavia, con i tagli di spesa previsti dal pacchetto messo a punto dal Cdm si dovrebbero avere ''benefici sufficienti per consentire un'operazione come quella che consentirebbe di evitare tre mesi di aumento'' dell'imposta.

In riferimento alla nomina di Enrico Bondi a commissario per i 'beni e servizi', Monti ha detto di essergli "particolarmente grato" per aver accettato un "pesante incarico". "Abbiamo individuato la persona più rispettata e nota in Italia per la sua inflessibile attività di ristrutturatore, tagliatore di costi, di riorganizzatore, documentata da una quantità di operazioni condotte nel corso degli anni", ha dichiarato il premier.

Lodi alle quali i quali il commissario straordinario in pectore della spesa ha risposto: ''Ho avuto una grandissima apertura di credito. Fiducia che devo ripagare con azioni. Gli strumenti non mancano, cercherò di essere incisivo''.

Prendendo la parola il ministro per i Rapporti con il parlamento, Piero Giarda, ha detto che ''l'obiettivo strategico'' della spending review è quello di ''cambiare la dinamica dei costi produzione dei servizi pubblici, che oggi valgono circa 300 miliardi''. Si tratta "di intervenire su una massa di spesa molto rilevante''.

Monti ha poi annunciato alcuni incarichi 'speciali'. A Giuliano Amato quello di "fornire al presidente del Consiglio analisi e orientamenti sulla disciplina dei partiti per l'attuazione dei principi di cui all'articolo 49 della Costituzione, sul loro finanziamento nonché sulle forme esistenti di finanziamento pubblico, in via diretta o indiretta, ai sindacati" . E l'incarico a Francesco Giavazzi per le "analisi e raccomandazioni sul tema dei contributi pubblici alle imprese".

Jean-Claude Juncker ha deciso di lasciare la carica di presidente dell'Eurogruppo perché "stanco" delle ingerenze franco-tedesche nella gestione della crisi. Una notizia che Monti, in conferenza stampa, non si sente di commentare "Sono molto fresco di notizia e non mi sento di commentare", ha concluso.

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