Monti: Per risanare abbiamo aggravato crisi, ma era necessario

Milano, 11 set. (LaPresse) - Il premier Mario Monti lo ammette: a contribuire alla situazione economica del Paese sono state anche le "decisioni" del governo. Ma è stato necessario per risanare lo Stato. "Credo - ha detto il professore, in un passaggio del suo intervento a 'Milanounica', la fiera del tessile italiano - abbiano contribuito ad aggravare la situazione italiana". "Sono pronto a leggere titoli dei giornali che dicono: 'Monti ammette di essere responsabile della recessione' - ha proseguito -. Solo uno stolto potrebbe pensare che si potesse risolvere una situazione che dura da decenni senza aggravare la situazione della domanda"." Ma soltanto in questo modo si può avere qualche speranza di risolvere la situazione", ha concluso il premier.

Ora il premier chiede a sistema produttivo e sindacale di fare la propria parte: "Noi esigiamo che imprese e sindacati facciano di più con il loro sforzo congiunto", ha detto Monti sempre dal salone del tessile, citando i numerosi incontri con i sindacati oltre al tavolo di questo pomeriggio a Roma necessari per "mettere in atto l'accordo del 28 giugno 2011". "Serve più impegno congiunto da parte delle parti sociali, che deve prevalere sui particolarismi. Siamo convinti - ha evidenziato il premier - che ci riusciremo"."Ci chiediamo - ha aggiunto Monti - se siano stati fatti tutti gli sforzi necessari per mettere in atto gli accordi del 28 giugno 2011" siglati tra l'ex presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e i sindacati. Il presidente del Consiglio ha anche sottolineato la necessità non di "moderazione ma di modernizzazione" dei rapporti tra imprese e sindacati, come in altri Paesi europei.

Poi il presidente del consiglio ha parlato di spread, ma questa volta non in riferimento ai titoli di Stato. "Oltre allo spread dei tassi di interesse il nostro Paese sconta anche uno spread di produttività molto gravoso rispetto agli altri Paesi", ha spiegato Monti, in un passaggio del suo intervento a 'Milanounica'. "Il nodo del costo del lavoro per unità prodotta - ha aggiunto - va sciolto rapidamente, perché rappresenta uno dei principali ostacoli per la crescità e lo sviluppo delle imprese del nostro Paese". "Il cuneo fiscale - ha assicurato Monti - sarà oggi al tavolo con i leader sindacali".

Monti ha parlato poi anche di casta, ma non si è rivolto esclusivamente al ceto politico. "Casta siamo tutti noi cittadini italiani che continuiamo a dare prevalenza più al particolare che al generale e poi ci lamentiamo che il generale funziona male", ha detto. E sulle prossime iniziative del governo Monti ha annunciato che "l'agenda dei prossimi mesi prevede investimenti importanti in infrastrutture di oltre 50 miliardi da sbloccare prima della fine della legislatura", nei "settori innovazione e ricerca, semplificazione fiscale" e in quello del "sistema giudiziario".

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