Monza: BrianzAcque e Soprintendenza, operativa convenzione Carta potenziale archeologico (3)

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(Adnkronos) – In base alla convenzione, la Carta del Potenziale Archeologico, oltre a recepire la cartografia archeologica elaborata dalla Soprintendenza tra il 2010 e il 2014 e consultabile attraverso il WebGIS Raptor, comprenderà vari livelli di indagine del territorio per l’identificazione di aree potenzialmente caratterizzate dalla conservazione di depositi archeologici, ovvero delle tracce stratificate del passato. L’analisi prenderà in considerazione i perimetri dei nuclei di antica formazione, la presenza di edifici storici, le informazioni derivanti dalle cartografie e dalle fonti storiche, dalle fotointerpretazioni e dall’esame della toponomastica. E ancora: i risultati di analisi geologiche e geomorfologiche nonché quanto ricavabile dai surveys. I dati raccolti saranno incrociati per valutare il grado di potenziale archeologico delle diverse aree del territorio provinciale. Non mancheranno i rilievi aerei con drone, tecnologia ormai consolidata nella prassi gestionale della local utility del servizio idrico integrato.

Il territorio della Provincia di Monza e della Brianza ha restituito tracce di frequentazione umana a partire dal neolitico e ha offerto importanti informazioni sull’insediamento romano e medievale. La carta del potenziale archeologico rappresenta quindi uno strumento di tutela e di valorizzazione del patrimonio culturale brianzolo.

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