Monza, l'ambulatorio itinerante screening Hiv tra le prostitute

Red/Mda

Milano, 28 ago. (askanews) - Nonostante l'infezione da HIV non costituisca più un'emergenza sanitaria, grazie alla disponibilità di terapie efficaci per il suo trattamento, il numero di nuove diagnosi di HIV in Italia e nel nostro territorio non accenna a ridursi. Tra i gruppi più fragili e meno raggiunti dagli interventi sanitari preventivi, vi sono le persone dedite alla prostituzione. In particolare, le persone transgender che si prostituiscono e che costituiscono la metà delle prostitute da strada nel territorio di Milano e Monza, sono colpite in maniera sproporzionata dell'epidemia di HIV/AIDS.

Dal 2017, il personale medico e infermieristico dell'Unità di Malattie infettive della ASST di Monza ha avviato una collaborazione con l'associazione ALA Milano Onlus e ha deciso di "uscire" dal perimetro dell'ospedale, per intervenire attivamente nel campo della prevenzione e diagnosi precoce dell'infezione da HIV. L'attività rappresenta quasi un unicum nel contesto nazionale, sia perché scaturisce da una collaborazione tra pubblico e privato sociale, sia perché offre una molteplicità di interventi sul territorio, specificatamente dedicati alle persone transgender che si prostituiscono.

Il progetto è iniziato nell'estate di due anni fa come un survey conoscitivo su comportamenti e conoscenze delle donne TG che si prostituiscono nell'area di Milano e Monza, parallelamente all'offerta di test rapidi salivari per la diagnosi di HIV e HCV, direttamente nei luoghi di prostituzione notturna e si è, nel corso del tempo, arricchito di nuove offerte. Ad oggi, l'attività include l'offerta di test salivari rapidi per l'HIV, una volta a settimana, nei luoghi di prostituzione di Milano e Monza, per una notte a settimana, attraverso una unità mobile; in analogia ai servizi offerti in ospedale, un ambulatorio settimanale extra-ospedaliero, tenuto in orario serale nella sede dell'associazione ALA, dedicato alle prostitute transgender.

Lo staff è composto da una operatrice pari transgender, una psicologa, una counselor, una mediatrice culturale e 7 membri dello staff delle Malattie Infettive della ASST di Monza, tra cui 5 medici (Giuseppe Lapadula, Paola Columpsi, Nicola Squillace, Francesca Sabbatini, Alessandro Soria) e 2 infermiere (Ilaria Beretta, che è anche la caposala del reparto e Martina Comolatti).

Nel corso delle diverse uscite, sono state contattate quasi 200 prostitute in 5 luoghi di prostituzione, di cui oltre la metà ha accettato di partecipare al progetto.

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