Moratti: "Buttare giù San Siro sarebbe un delitto, cosa sono 30 milioni rispetto alla storia?"

Claudia Greco/AGF

AGI - Il nuovo stadio? "Non mi convince. Buttare giù San Siro sarebbe un delitto. Dice: così i club guadagnano 30 milioni l'anno. Ma cosa sono 30 milioni, rispetto alla storia?".

Si conclude così la lunga intervista di Massimo Moratti al Corriere della Sera. Un racconto che parte dal ricordo di papa Angelo ("per tutta la mia vita ho tentato di imitarlo pur sapendo che era inimitabile") e finisce ai grattacieli di Milano passando per la cronaca, la politica e, naturalmente, il calcio.

Peggio il Milan o la Juve? "La Juve, senza dubbio". Il calciatore più forte visto? "Angelillo e Ronaldo, due storie parallele". Il preferito? "Benito Lorenzi, detto Veleno. Fuori dal campo dolcissimo, in campo tremendo".

"Angelillo - assicura Moratti - era classe pura. Fece un campionato straordinario. Poi si innamorò perdutamente di una cantante, e si perse. Ronaldo quando arrivò all'Inter era il calciatore più forte del mondo. Dopo gli infortuni non è più tornato a quel livello".

Capitolo allenatori: "Il Mago e Mourinho avevano molte cose in comune. Lavoravano e studiavano moltissimo. Sapevano di psicologia e di medicina".

Le prime due Coppe dei campioni, vinte contro Real Madrid ("una gioia indescrivibile) e Benfica, il ricordo di Mariolino Corso ("Mai vista un'ala con tanta classe"), poi un aneddoto sul Cagliari che "mio padre comprò quando seppe che stava per cedere Riva alla Juve. Il mattino dopo i dirigenti sardi informarono Agnelli che l'affare non si poteva più fare: il club aveva un nuovo proprietario. L'Avvocato non chiese neppure chi fosse. Aveva capito".