Morbillo: in preoccupante aumento i casi nel 2017, +230% rispetto al 2016

Casi di morbillo in preoccupante aumento

Il Ministero della Salute ha rilasciato dei dati preoccupanti riguardo la diffusione del morbillo, malattia esantematica che è efficacemente prevenibile con il vaccino. Purtroppo non tutti lo usano, e le statistiche peggiorano: a fronte degli 844 casi di morbillo registrati ufficialmente nell’intero 2016, dall’inizio dell’anno ci sono già stati circa 700 casi. Un incremento del 230% rispetto allo stesso periodo del 2016 – quando il morbillo si era presentato 220 volte. La fascia d’età più interessata è tra i 15 e i 39 anni, e copre la metà dei casi conclamati.

Il morbillo, come indica il Ministero, “continua a circolare nel nostro Paese a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile, non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi“. Il morbillo può portare complicanze estremamente gravi, come la polmonite, l’otite media e l’encefalite. Nel maggio 2015 è stato pubblicato su Science uno studio nel quale si spiega come l’infezione di morbillo possa lasciare in eredità nei malati un peggior sistema immunitario, che porta all’aumento del tasso di mortalità (per mano di altre patologie) nei 2-3 anni successivi.

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Ecco le parole del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: “Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”. Già: il virus può essere ridotto ai minimi termini con un’adeguata copertura.

Si ha immunità di gregge quando viene vaccinato almeno il 95% dei bambini. Oltre alla protezione vaccinale, con l’immunità si assicura una maggior aspettativa di vita anche ai bambini che non possono essere vaccinati per motivi di salute.

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Come si può riconoscere?
Solitamente la diagnosi clinica del morbillo viene data dopo un periodo di febbre di almeno tre giorni accompagnata da tosse, rinite o congiuntivite. La febbre aumenta nei primi giorni in modo costante, e in seguito si formano dei puntini bianchi all’interno della bocca. Dopo il 3° giorno appaiono le cosiddette macchie di Köplik, dei puntini rossi che si formano dapprima dietro le orecchie, poi sul viso e infine sul resto del corpo. Senza complicanze, l’esantema scompare dopo una settimana.

La scelta di non vaccinare i figli è spesso frutto di campagne di disinformazione (come quella che collega i vaccini all’autismo, ipotesi scientificamente rigettata perché del tutto inconsistente) e di una malcelata diffidenza verso le compagnie farmaceutiche che producono tali vaccini (complottismo senza alcuna fonte). L’obiettivo del Ministero della Salute è di ritornare ad avvicinarsi alla soglia di sicurezza – il già citato 95% – per ridurre non solo l’incidenza della malattia e scongiurare complicazioni nefaste, ma pure di ridurre i costi della sanità, secondo l’assunto meno malati = meno spese per lo Stato.

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