Morgan: "La casa? Quello che mi è successo equivale a uno stupro. Ora vivo tra gli insetti, a China Town"

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“Sto molto male, non sono più lo stesso. Uno non ci pensa, ma quello che mi è successo equivale a uno stupro. È identico”. Morgan non usa mezzi termini nel parlare della sua vicenda personale: il musicista qualche tempo fa è stato sfrattato da casa sua, un episodio che l’ha toccato particolarmente. Lo racconta in un’intervista ai Lunatici di Radio Due. 


“La casa è importante, è la più importante cosa che hai. Quando non sai ripararti dal freddo vai a casa e sopravvivi. Questo vale per tutti. Per una persona come me, che fa di quello che ha attorno un oggetto d’arte, lo è ancora di più. La mia casa era un’installazione. La mia casa è stata svenduta a 200mila euro quando ha come valore di mercato 700mila euro. È stata comprata da un maniaco che ha voluto la mia casa perché è un mitomane. Mi hanno portato fuori dalla mia casa con le armi. Io piango, ho tutto lì, tutti i miei progetti. Io stavo sempre in casa a studiare, non sono uno come J Ax o Fedez. Ora sono in uno sgabuzzino a China town a Milano con un sacco di insetti. Non sto più lavorando, prima facevo un sacco di cose, ora non faccio più niente”. 

Il cantante, nell’intervista, attribuisce la colpa di quel che gli è successo al giudice che ha valutato il suo caso: 

“C’è un giudice che è il paladino degli sfratti. Peggio del giudice della canzone di De Andrè, che diventa giudice solo per poter mandare al patibolo la gente. I giudici dovrebbero giudicare, lo dice la parola stessa. Prendi una questione, ne valuti gli aspetti, pesi e capisci cosa pesa di più. Non fai a priori tutto. Il giudice che ho incontrato io non è un giudice, è uno che non si sa perché è lì, è uno sbruffone. Dovrebbe sfruttare l’occasione per fare veramente il suo lavoro e pensare, ma evidentemente non ce la fa. Ora manderà tutto al macero”

Ai Lunatici, ha raccontato anche il rapporto con i fan, biasimando il loro desiderio di immortalare l’incontro con lui in uno scatto. 

“Vogliono...

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